Prima Pagina | Puntodivista | NEANCHE A SAN DONATO DUE RISSE RISPARMIANO TENSIONE AI CONDOMINI IN CAMPO DI MARTE E AI GIARDINI DEL PORCINAI.

NEANCHE A SAN DONATO DUE RISSE RISPARMIANO TENSIONE AI CONDOMINI IN CAMPO DI MARTE E AI GIARDINI DEL PORCINAI.

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NEANCHE A SAN DONATO DUE RISSE RISPARMIANO TENSIONE AI CONDOMINI IN CAMPO DI MARTE E AI GIARDINI DEL PORCINAI.

E IN PIAZZA RISORGIMENTO UN UBRIACO MINACCIA CON UN COCCIO DI VETRO PASSANTI COSTRETTI A BARRICARSI IN UNA GELATERIA

 Non soltanto l’aggressione al Prato con tentato stupro. 

Simbolicamente sotto un mesto tricolore e all’ombra di una bandiera della UE,  questa è la scena intervenuta ieri a movimentare, in Campo di Marte, la parte pomeridiana di una domenica afosissima.  Caratterizzata per tutti  dall’inclemente alta pressione meteo.  Per i condòmini qui residenti,  contrassegnata anche dalla tensione insita in questa immagine.

La scena, pixel permettendo, è chiara: si vede un assembramento in mezzo a cui   si scorgono due che si stanno affrontando a colpi bassi, mentre altri si agitano attorno ai contendenti che se le danno,  usando  mani e piedi e non bottiglie, come in precedenti casi avvenuti nei dintorni.

Scena questa (di cui è immaginabile lo schiamazzo e paventabile la conseguenza se qualcuno non si fosse adoperato ad avvertire le forze dell’ordine) da incorniciare in altri due episodi, a completamento del quadro di una singola domenica.    Avvenuti a breve distanza di qualche ora in altre zone del centro, quando l’alta pressione era tramontata da un bel pezzo ma, evidentemente, non i casi di sfogo di tensione.

In ordine di tempo, dapprima nel solito ring, delimitato dai vialetti consunti e dalla parvenza di aiuole, dei giardini del Porcinai accadeva qualcosa di simile avuto luogo in Campo di Marte. Poi, scoccata la mezzanotte, è stata  la volta della centralissima Piazza Risorgimento. Dove cambiano i protagonisti. Non di colore ma dall’Est Europa.

La testimonianza giunge da Facebook: “Mio figlio e i suoi amici, di ritorno dal Prato, si sono dovuti  barricare dentro la gelateria, insieme a titolari e altra gente,  mentre un esagitato, in evidente stato di ebbrezza alcolica, armato di un coccio di bottiglia, prima  minaccia le passanti sotto gli occhi dei mariti, i quali reagiscono e lo costringono a desistere, ma lui se la prende con altri passanti, tra i quali mio figlio e i suoi amici, rifugiatisi nel locale prospiciente, dove il titolare barrica l’ingresso al tizio”.

 Arezzo sarà anche in mano a quattro imbecilli – come qualcuno dice, sdrammatizzando –storditi dalla birra e spinti, complice il gran caldo, ad agitare le mani l’un con l’altro.  Ma neanche il relativo rinfrescarsi dell’aria, o lo smaltimento dei fumi del malto, a quanto pare porta giovamento all’animosità di cui sembra impregnata la città, tanto quanto il  tasso di umidità.

Ciò che non sembra esistere è un controllo del territorio. Che sia di prossimità e non su chiamata, neanche in una domenica, sì di routine per il calendario, ma speciale per la città che celebra il Patrono.

F.C.

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