Prima Pagina | Puntodivista | Un pensiero di Vittorio Sgarbi tratto da una sua rubrica.

Un pensiero di Vittorio Sgarbi tratto da una sua rubrica.

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Un pensiero di Vittorio Sgarbi tratto da una sua rubrica.

Dalla prima pagina del QN-quotidiano nazionale del 5-8-2017.

 
Lo spirito civico nuova anima delle città d'arte
Se si escludono città disperate come Roma, nelle città d’arte italiane, Siena, Ferrara, Urbino, Mantova, Bergamo, Ascoli Piceno, come nelle più piccole Asciano, Colle val d’Elsa, Castiglion Fiorentino, Montepulciano, Pienza, molte attività, mostre, feste, si realizzano per l’impegno di associazioni, Pro Loco e di cittadini volonterosi, che hanno un amore profondo per le loro contrade, per le tradizioni, che tengono vive e a cui partecipano con passione. Li muove la coscienza di un privilegio cui rispondono con riconoscenza. Voglio qui attestarlo a chi me lo ha fatto capire in modo struggente: Luca Albergati, pronto a trasferire non solo cuore e intelligenza, ma tutto il suo impegno nelle rievocazioni storiche perché il Rinascimento viva.

Copio integralmente quanto pubblicato nella rubrica tenuta dal critico d'arte, curatore di mostre e frequente ospite televisivo, apprezzando e riconoscendo a testata ed autore la primigenitura; la rubrica è consultabile sul sito web QN.
Per me un piacevole sentire Sgarbi quando parla d'arte, assai meno piacevole quando si lascia trasportare dalle viscere nella polemica d'ampio raggio che uccide la dialettica.
Sgarbi, un nome probabilmente noto anche in Arezzo per lo spazio destinatogli dai media locali in occasione delle sue recenti visite in città, dove è parso celebrato ospite della giunta Ghinelli, almeno così hanno voluto presentarlo taluni e talune amanti del selfie. Una amicizia utile, una sicura sinergia, un radioso futuro foriero di iniziative etc etc. Quante chiacchere per poi scoprire che Arezzo non è nella top ten della città d'arte attive nella tradizione indicata dal critico nella sua rubrica del quotidiano che si vende in questo territorio. Scelta legittima che getta una ulteriore ombra sulle iniziative cultural-turistiche della giunta Ghinelli: Colle (val d'Elsa) ci sopravanza, il per me ignoto sig. Albergati merita un elogio. Non stupisce che Giovanni Raspini -che pure ha versato nelle tasche sgarbiane decine di migliaia d'euro per averlo nella mostra di Theimer ad Arezzo- non meriti un accenno: si parla di rievocazioni storiche. Certo colpisce il richiamo a Castiglioni -il legame col sindaco Agnelli produce davvero utili ricadute mediatiche. Non me ne vogliano a Castiglioni se dico che non vedo motivo della loro citazione, è sicuramente un buon risultato che ad Arezzo ci sogniamo. Ma fra saracino e palio dei rioni è gara di modesto livello.
Chissà se questa notizia farà notizia in Arezzo, visto che è cattiva notizia.
Per ora è stata ignorata. Le veline comunali non ne faranno menzione, meglio incensare il dubbio successo (o meglio, l'evidente insuccesso) diback-in-time con numeri a casaccio.
E dire che Sgarbi parla proprio di rievocazioni storiche. Tale doveva essere lo scopo della recente kermesse ghinell-comanducciana. Cacata meno zero. Ignorata.

 

Un calcio doloroso, quello di Sgarbi, negli stinchi del governo aretino per l'utilizzo dei nostri denari.
  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0