Prima Pagina | Cronaca | Proseguono le indagini sul fenomeno della pesca di frodo nel lago artificiale di Montedoglio. Trovate altre reti per uno sviluppo totale di 1,5 chilometri.

Proseguono le indagini sul fenomeno della pesca di frodo nel lago artificiale di Montedoglio. Trovate altre reti per uno sviluppo totale di 1,5 chilometri.

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Proseguono le indagini sul fenomeno della pesca di frodo nel lago artificiale di Montedoglio. Trovate altre reti per uno sviluppo totale di 1,5 chilometri.

CARABINIERI FORESTALE: 4 le persone, tutte di nazionalità romena, denunciate all’Autorità Giudiziaria.

 

Dopo l’operazione notturna svolta dai Carabinieri Forestali della Valtiberina sulle sponde del lago artificiale di Montedoglio, che ha consentito di sgominare un gruppo organizzato di pescatori di frodo di nazionalità romena, i militari della Stazione CC Forestale di Sansepolcro sono tornati ieri sul posto per effettuare un sopraluogo alla luce del giorno.

Con l’aiuto di una motovedetta condotta da personale dell’Ente Irriguo Umbro Toscano, sono state perlustrate le sponde del lago, rinvenendo altre 15 reti da pesca, per uno sviluppo lineare complessivo di 1500 metri, con presenza di numerosi pesci ormai morti. Reti e pescato sono stati posti sotto sequestro.

Queste reti per tipologia, collocazione e metodo di innesco sono del tutto simili a quelle utilizzate dai pescatori di frodo romeni identificati la notte precedente ed è pertanto certo che appartengono a loro.

Intanto è stato precisato che sono 4 i romeni denunciati per pesca, detenzione, trasbordo, sbarco, trasporto e commercio di specie ittiche in violazione della normative vigente.

L’operazione svolta la scorsa notte all’invaso di Montedoglio ha messo in luce un aspetto rilevante a dimostrazione della gravità del fenomeno del bracconaggio ittico, in sensibile diffusione e che interessa anche la nostra provincia.  A differenza dei casi ordinari di pesca illegale, rilevati, lamentati e documentati un po’ ovunque a scapito del patrimonio ittico dei corsi del nostro territorio, già questi preoccupanti per diffusione ed effetto, si è trattato in questo caso dell’accertamento di un’azione criminale professionale, pianificata, organizzata e strutturata ad ogni livello, da riferire ad un disegno più ampio che va oltre l’orizzonte locale  e le più comuni pratiche di predazione per autoconsumo.

E’ noto l’allarme delle associazioni di pesca e sono anzi tenute in massima considerazione tutte le segnalazioni che pervengono per denunciare le situazioni di illegalità osservate.

Alle associazioni ed ai singoli pescatori che lamentano l’imbarbarimento dei costumi di pesca che stanno caratterizzando il panorama del settore anche nella nostra provincia, rivolgiamo l’appello di segnalare le situazioni che vengono osservate per permettere alle FF.PP. azioni di contrasto quanto più mirate ed efficaci. Al tempo stesso è da stigmatizzare e rigettare ogni azione “fai da te”, tipo ronde o peggio, fino ad iniziative di giustizia sommaria, che  non risolvono nulla ed anzi relegano dalla parte del torto anche chi si sente mosso dalle migliori intenzioni di tutela del territorio. Solo la collaborazione con le istituzioni permette di contrastare le illegalità e affermare i diritti di ciascuno, non possono esserci né possono essere ammesse scorciatoie a questo principio. L’impegno dei Carabinieri Forestali in particolare, ma di tutta la struttura territoriale di sicurezza garantita ovunque dall’Arma dei Carabinieri è sempre e comunque presente e costante. La collaborazione delle persone è il valore aggiunto che permette agli operatori della sicurezza di mirare più efficacemente le azioni necessarie.

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