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Genitori e figli: il limiti del potere genitoriale

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Genitori e figli: il limiti del potere genitoriale

 

In questi ultimi tempi si è sentito parlare molto del potere decisionale dei genitori riguardo alle vaccinazioni e al piccolo Charlie.

Si parte dal presupposto che i genitori sono i “padroni” unici dei figli e gli unici che possono prendere decisioni sul loro conto,

Si dimentica un piccolo particolare. Siamo usciti dall'era primitiva quando, con il cosiddetto contratto sociale, si è costituita una organizzazione tra gli uomini che convivono in una stessa realtà. E la prima regola di questo contratto è che la tua libertà è sacra finché non tocca la mia, quella degli altri sottoscrittori del patto sociale. E guarda caso questo principio è alla base della stessa nostra Costituzione.

Genitori e figli fanno parte di un contesto sociale e di questo devono rispettare le regole

Crediamo che i figli non “appartengano” ai genitori, che non siano propaggini dei genitori bensì individui nettamente distinti, diversi, con una loro autonomia dai genitori inseriti in un contesto e in un tessuto sociale.

Sentire che in nome del potere genitoriale e della libertà si rifiuti l’obbligo delle vaccinazioni (al di là delle considerazioni sulla salute pubblica) o si rifiuti la decisione, sicuramente sofferta, di organi super partes sull’interruzione delle cure a Charlie prospetta una brutta deriva che riporta al genitore-padrone di anni fa, che decide il coniuge, lo studio ecc e che potrebbe avere anche il potere di maltrattamento e abuso. Quanti casi stiamo vivendo in questi giorni di abusi sui minori da parte dei genitori. Pensiamo,per esempio, a persone che, in base a loro supposti credi religiosi, segregano le loro figlie perché vestono all'occidentale, o perché rifiutano matrimoni combinati. Hanno diritto di farlo perché sono padroni e possono educare” i loro figli come vogliono? O commettono reati?

Con questa logica, per assurdo, si potrebbe giustificare ogni tipo di violenza.

E continuando si arriva alla conclusione che la volontà del genitore per la cura del proprio figlio non arriva mai all’accanimento terapeutico – il peggior aspetto della moderna medicina, una vera e propria tortura. Per discriminare l’amore genitoriale dall’accanimento terapeutico sono necessarie figure super partes – giudici, comitati etici ecc – che cercano di valutare la realtà in modo oggettivo, perché anche i figli hanno la loro libertà e un loro diritto: quella di non essere maltrattati (sotto ogni punto di vista - l’incuria e l’ipercura sono maltrattamenti) dai propri genitori.

Noi, che siamo “pierini” e smaliziati e della “rete” non ci fidiamo. Visto che si parla sempre di “lobbies” dieto ad ogni decisione, ci chiediamo: c’è qualcuno dietro a ignari cittadini che tira le fila, che ha interessi che si vaccini sempre meno; siamo sicuri che tutto questo buonismo nei confronti di Charlie non sia un’operazione di marketing sanitario? Magari coperta da ideologia?


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