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Il rilancio del turismo a Arezzo. (1°parte: la proposta dell'assessore Comanducci).

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Il rilancio del turismo a Arezzo.  (1°parte: la proposta dell'assessore Comanducci).

 

 

Ad un anno e mezzo dall'insediamento della giunta Ghinelli, è stato presentato pubblicamente il progetto per il turismo ad Arezzo, un impegno elettorale dell'allora candidato sindaco oltre all'incubatore, a omnipresenti telecamere, al rapporto diretto di ascolto promesso dalla sua giunta. Chi vuole ricorderà tutte le promesse elettorali di Ghinelli ed il loro stato di realizzazione.

L'importanza del turismo nel futuro della città di Arezzo è stato tema toccato con accenti diversi da molti candidati sindaco alle ultime elezioni comunali, me compreso; ovviamente nessuno lo ha declinato nella forma che l'assessore al turismo ha presentato a inizio giugno ai 2/300 intervenuti alla sala Sant'Ignazio.

Nella presente prima parte cercherò di riproporre nella maniera più fedele (se non proprio nei termini, quantomeno tramite la sintesi concettuale) molti contenuti della proposta; l'utilizzo della lingua inglese e degli acronimi deriva da Comanducci: ha detto che ad Arezzo si parla poco la lingua inglese.

Parole e slides per oltre 90 minuti: in estrema sintesi egli prevede la costituzione di una DMO -dando per scontata ed imminente la soluzione di problemi annosi (deposito bagagli, bagni pubblici, una rete Wi-Fi pubblica)- guidata da un manager per proporre un brand turistico da sostenere attraverso azioni sui social per modificare l'incoming ed ottenere un piu' elevato numero di arrivi e presenze turistiche. Prevedibile -o meglio auspicabile- una DMM.

Introduzione

Quelle che una volta erano le funzioni delle aziende provinciali del turismo (apt) sono adesso attribuite alla Regione ed al Comune capoluogo, quindi Arezzo si propone come teamleader di una azione con altri Comuni della provincia per declinare l'offerta turistica nei suoi filoni (culturale, enogastronomico, votivo, naturalistico, sportivo eccetera eccetera). Implementando in Arezzo quella tecnica che si poggia sui nuovi strumenti, si intende offrire un ventaglio di esperienze sensoriali al potenziale turista affinché faccia di Arezzo una sua  meta di viaggio. Tecnica innovativa di cui Comanducci ha preso visione  in Italia ed estero: il modello di riferimento è quella in sviluppo a Valencia, Spagna. In un'indagine sul turismo in Toscana, Arezzo risulta 32º su 80 per numero visitatori, un fiume di 44 milioni di turisti che tocca la città di Arezzo per lo 0,7%, luogo che viene visto principalmente come hub di Firenze; tuttavia un luogo che viene apprezzato più di quasi tutta la Toscana tant'è che -secondo un sondaggio elaborato dalla amministrazione corrente e citato da Comanducci- PiazzaGrande è seconda per gradimento dietro il solo Duomo di Firenze.

Per Comanducci, Arezzo ha potenziale turistico, una insufficiente vocazione turistica e non si può descrivere un prodotto turistico.

Il progetto di rilancio del turismo

Primo step è la creazione di un brand di destinazione declinato attraverso brand identity, brand awareness e brand loyalty.

Definito il primo, sarà possibile sviluppare il secondo attraverso contenuti mediatici e social a forte connotazione virale. Con l'obiettivo perseguibile di 80 milioni di visualizzazioni diverrà poi possibile portare ad Arezzo visitatori che restino ammaliati dal potenziale della nostra città, la sua capacità di offrire una esperienza di vita reale -non costruita per sfruttare i turisti come mucche da mungere- col fine che un visitatore possa godere le qualità della nostra città e diventarne frequentatore assiduo, leale appunto. Una città vera e viva dove tanti (negozi, esercizi pubblici, guide etc) propongano, anche per vendere, prodotti turistici creati con ArezzoTourismNetwork e ArezzoAdsNetwork. Giungendo a immaginare fra gli “ambasciatori della città” richiami e stimoli a visitarla direttamente allegati a merci aretine (purtroppo non ho ben capito se merci dell'enogastronomia piuttosto che prodotti orafi). Lamenta, Comanducci, la mancanza di informazioni (persino obbligatorie, aggiungo io) di ritorno dagli albergatori -in senso ampio-, un pesante handicap. Il futuro destination manager, figura professionale non facilmente reperibile in Italia, dovrà disporre di queste informazioni per sviluppare una immagine coordinata sul brand, utilizzare feedback esperienziali e poter completare quello strumento informatico già operativo come opendata.comune.arezzo.it affinché informazioni quali il calendario delle manifestazioni ed eventi sia utilizzabile, aggiornabile dagli organizzatori tutti e distribuibile.

Proposte di stage di affiancamento alle eccellenze artigiane sono già previste nei  locali -individuati- in via Pellicceria per lo Studium Aretinorum, un richiamo ad approfondire le tecniche manuali e che vada a raccogliere sotto il cappello Arezzo Antiquaria non soltanto la fiera, ma tutte le iniziative coordinabili in ambito collezionistico, sfruttando l'immobile ex-bancaItalia di via Cesalpino che non verrà più messo in vendita e dove potranno trovarsi eccellenze antiquarie.

Inoltre verrà sviluppato Orto Creativo, proposta a tema musicale per cui è stata individuata la zona dell'ex mercato orto-frutticolo.

Altre iniziative saranno Cammini Storici (fra cui quelli di francesco d'Assisi, pronti), Arezzo Wedding (per vendere la città coi suoi ambienti e servizi quali location e catering per nozze) ed Arezzo Cinema (non una film commission, ma un evento destinato alla 7° arte, prima edizione prossimo luglio).

La pianificazione eventi permetterà di offrire tariffe alberghiere migliori e prevederà un crescente impiego del palazzo di Fraternita in PiazzaGrande; intanto BackInTime avrà una edizione più raffinata; Arezzo città del natale rappresenta il piatto forte degli eventi organizzati dal Comune di Arezzo: secondo Comanducci le due edizioni hanno portato in città 1 milione di visitatori.

Questo insieme di iniziative include il riportare la fiera antiquaria ai livelli di alcuni decenni fa quando la fiera stessa riempiva gli alberghi, un evento di cui quest'anno verrà celebrato il 50º compleanno.

La prevista cabina di regia si articolerà su tre livelli: pubblico -destinato ad ottenere proposte ed idee da tutti-, il secondo -strategico dove siedono associati e consorziati-, il terzo rappresentato dal CdA. Comanducci ha tenuto a sottolineare che non sarà un carrozzone fatto per stipendiari dei nominati.

Percorso esteso, in sei anni: i primi tre (da qui alla fine della amministrazione corrente) sostenuti con denari pubblici ed un proseguo per i successivi tre anni dove le attività vengano autofinanziate dai ritorni economici. Per il primo triennio viene previsto un esborso di almeno un milione di euro; menzionando le difficoltà finanziarie del Comune, l'assessore si aspetta che la camera di commercio contribuisca ai 350.000 euro annui che vengono definiti breakeven. Ulteriori risorse verranno da privati, sponsor, aziende interessate ed attraverso una piattaforma di crowdfunding.

Manifestazioni di interesse in tema col bando vengono attese entro il 30.9 pv.

Confido essere stato fedele trascrittore di quanto commenterò a breve. Segnalate eventuali inesattezze, magari addebitabili alla mia incapacità di padroneggiare concetti complessi, raffinati meccanismi e tecnicismi conditi in salsa inglese. Sono solo un botolo ringhioso. Ma alla mia città ci tengo.

See you later, alligator.

 

 

 

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