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Dove andremo a finire signora mia!

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Dove andremo a finire signora mia!

Ogni volta che si toccano argomenti sensibili politicamente, fioccano le iperboliche critiche che prefigurano catastrofi sociali ed economiche.

 

Fu questa la connotazione forse piu’ divertente (rileggendo gli slogan a distanza di anni) anche della campagna referendaria della legge sul divorzio, in cui si prefiguravan schiere di donnette abbandonate dal marito (in realtà è successo il contrario), poi sull’aborto e infine sulle unioni civili. E ancora non è finita: sulla autodeterminazione del fine vita dobbiamo ancora leggere il meglio… ma basta aspettare: presto arriverà Povia a darci lezioni di etica politica!

In questi giorni che la noia si allontana meglio sui social che con la Settimana Enigmistica, è la volta dello Ius Soli, di cui la gente parla e straparla senza manco sapere che vuol dire, ma intorno a cui si sta leggendo di welfare al collasso, di legioni di islamici pronti a conquistare il Bel Paese, di mortadelle negati ai bimbi dopo la festicciola alla società sportiva e via col florilegio delle sciocchezze quotidiane

Dopo che Umberto Eco ci ha aperto gli occhi sul fatto che l’umanità sia popolata da legioni d’imbecilli, finalmente possiamo misurarci con il più realistico tasso d’imbecillità di cui da sempre è intrisa l’umanità. Oggi chi vuole afferrare il senso dei tempi che stiamo vivendo è costretto a navigare in un mare infestato non piu’ da Moby Dick, ma da squalotti di piccola taglia: sono innocui singolarmente, ma collegati insieme diventano una massa formidabile in grado di divorare qualunque verità.  

La comunicazione sempre piu’ folle e accellerata, ha liberato lo scatenamento di ogni menzogna, il consolidamento di ogni superstizione dandogli una parvenza di verità per giungere infine alla sublimazione di ogni velleità.

Questo significa che oggi la verità va difesa a cominciare da se stessi e ciò richiede passione, discernimento, sacrificio e pazienza: non si produce pensiero nella cultura digitale se non si accetta di stare gomito a gomito con il lato imbecille della forza.  

Per tornare all'argomento di questi giorni, vorrei citare una riflessione di Pietro Moretti, Vice presidente ADUC: Chi è consapevole dell’assoluta necessità dal punto di vista umano, civile e del buonsenso di concedere la cittadinanza a bambini e ragazzi nati o cresciuti in Italia, vada avanti senza esitazioni e approvi subito il disegno di legge in discussione in Parlamento.

Né le violenze viste ieri dentro e fuori dal Senato, né i sondaggi che premiano forze politiche più o meno dichiaratamente xenofobe oggi all’opposizione, possono prevalere sul diritto di centinaia di migliaia di italiani a essere riconosciuti come tali.

Inutile cercare di convincere con argomentazioni logiche chi sventola alta la bandiera del terrorismo per fomentare paura e odio nei cittadini, come se la radicalizzazione di qualche invasato islamista dipendesse dal passaporto. Semmai potrebbe essere vero il contrario: è assai più probabile che qualcuno si radicalizzi se emarginato e trattato da cittadino di serie B dal Paese dove è nato e cresciuto.

Inutile parlare in termini di umanità e equità. Ragazzi ancora considerati stranieri che sono cresciuti e sono diventati migliori amici dei nostri figli italiani, condividendo insieme passioni, aspirazioni, studi, sport, musica e amori. Eppure, per lo Stato rimangono immigrati, relegati in un purgatorio senza fine, senza diritto di voto.
Inutile anche spiegare che per un Paese che non fa figli, saranno i figli di immigrati a ringiovanire l’Italia, a rendere sostenibile il sistema pensionistico con i loro contributi, a portare nuove energie creative.

Inutile infine chiarire che la percezione dell’opinione pubblica sull’immigrazione è basata sulla disinformazione: per qualche misterioso motivo, ci siamo convinti che il numero di immigrati sia tre o quattro volte superiore alla realtà. 

In un clima politico velenoso ed esagitato come quello attuale, dove è sempre più difficile confrontarsi in modo civile e basato anche minimamente sulle evidenze piuttosto che sulle fobie e sull’emotività, le forze politiche più raziocinanti vadano avanti senza esitazione. Stiamo parlando della vita e della dignità di quasi un milione di ragazzi già italiani nei fatti, almeno per una volta non lasciamo che sia la caciara populista e xenofoba a prevalere.

 

 

 

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