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“Valdarno Moda: servizi a rete e innovazione per conquistare Griffe e nuovi mercati”

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“Valdarno Moda: servizi a rete e innovazione   per conquistare Griffe e nuovi mercati”

Artigianato di altissima qualità: quasi 2.000 imprese in grado di intervenire su tutti i passaggi produttivi Confartigianato Arezzo: un Distretto in grado di diventare decisivo e di uscire rapidamente dalla attuale crisi di tessile e abbigliamento

 
“Per la moda, il Valdarno aretino ha enormi potenzialità, perché le quasi 2.000 imprese artigiane che vi lavorano costituiscono di fatto un vero e proprio distretto, che, se riuscirà sempre più a fare rete, ha la possibilità di diventare decisivo e di uscire rapidamente dalla attuale crisi del settore”. E’ l’opinione di Carlo Donati, Presidente provinciale Moda di Confartigianato Arezzo e Presidente dei Sarti stilisti di Confartigianato nazionale.
 
“Per questo – insiste Donati – sono quanto mai necessarie, in generale, politiche di rete tra le aziende del distretto Moda di Arezzo, e occorre anche lavorare molto sull’innovazione per competere sugli scenari internazionali”.
 
Le aziende del settore moda, indotto compreso, in provincia di Arezzo sono circa 1.900, si concentrano soprattutto in Valdarno, occupano 14.000 addetti ed esportano oltre 1 miliardo di euro di Made in Italy. 
 
“Si tratta di un tessuto imprenditoriale diffuso   -  spiega a sua volta Maurizio Baldi, presidente area Valdarno di Confartigianato Arezzo - orientato all’artigianato di altissima qualità, fondato su un modello di impresa manifatturiera che non è solo subfornitrice di grandi marchi della moda, ma che è anche capace di competere sui mercati internazionali, con un prodotto proprio di alta qualità, sposando i linguaggi e gli strumenti di comunicazione contemporanei del mondo fashion”.
 
“Resta però fondamentale – insiste Baldi – presentarsi forti e uniti come un vero e proprio distretto in grado di offrire alle grandi case di moda, alle griffe, un servizio completo di filiera, in grado anche di evitare inutili costi di trasporto e perdite di tempo per realizzare lontano da qui fasi della produzione, penso ad esempio alle scarpe, che siamo assolutamente in grado di portare avanti qui in Valdarno con un’altissima qualità in ogni fase produttiva”.
 
Secondo Confartigianato quindi, l’artigianato aretino, e in particolare le imprese del Valdarno, hanno tutte le caratteristiche essenziali per la crescita del sistema moda, il sostegno allo sviluppo di una filiera di qualità e la necessità di consolidare i buoni risultati conseguiti nell'export da un settore che ha dimostrato di essere più dinamico e di reggere meglio alla crisi.
 
Per questo è importante investire in qualità e innovazione, in ricerca e servizi qualificati e in tecnologie innovative, “e allora – conclude Baldi – ecco che diventa decisivo ancora una volta un importante cammino di formazione professione e di rapporto con le scuole, cosa nella quale Confartigianato Arezzo è in campo da tempo e in anticipo sui tempi, in modo da poter operare una positiva trasmissione dei saperi dei nostri inimitabili maestri artigiani”
 
“Uno sviluppo importante sul territorio del Valdarno – conclude lo stesso Baldi - l’ha fatto realizzare il comparto della stampa, cartotecnica e progettazione, un’area in grado di dare un supporto decisivo al settore moda sul fronte della comunicazione globale legata al prodotto made in Italy anche attraverso scelte di packaging innovative e raffinate”.
 
Tutto questo per rilanciare un settore che sta vivendo un crisi importante come spiegano gli ultimi dati disponibili della Cciaa aretina: il comparto della moda a livello aggregato presenta un export complessivo di oltre un miliardo di euro. Nel Valdarno aretino hanno sede oltre un terzo (39%) delle imprese della moda della provincia.
 
Il sistema delle imprese della moda dal 2009 ad oggi si è ridimensionato sia a livello provinciale che nel Valdarno: nel primo caso c'è stata una flessione del 7,3%, mentre nell’area valdarnese la contrazione si è spinta al 23% a seguito del forte calo registrato fra il 2013 ed il 2014. In termini di addetti, pur mantenendo il segno negativo, l'entità delle flessioni è molto meno marcata: -3,7% a livello provinciale e -8,7% nel Valdarno.
 
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