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La lapidazione on line della mamma di Castelfranco

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La lapidazione on line della mamma di Castelfranco

I genitori della piccola Tamara hanno deciso di chiudere i loro account perché traboccanti di odio e di insulti. Sul fatto è intervenuto anche l’amministratore delegato di Facebook, che ha cercato di spiegare, ma non giustificare, le dinamiche proprie dei social network.

 

 

Della vicenda si è occupato un servizio speciale di Sky, che ha cercato di analizzare i meccanismi perversi che hanno generato tanto odio (in personalità evidentemente instabili) verso questa mamma in questa occasione, ma che usualmente inondano di insulti i social network, scaricando quindi l’odio in una qualsiasi direzione che pur si presti allo sfogo. Questa è però stata una vera e propria gogna mediatica, che ha portato alla decisione dei genitori di Castelfranco di eliminare il proprio profilo Facebook. Insulti che son finiti pure su una bacheca di una donna con lo stesso nome e cognome della madre della piccola Tamara

Si tratta spesso di personalità disturbate o quantomeno frustrate, a cui la cronaca spesso infiamma gli animi, accende la polemica sopra, sotto e fuori delle righe, ma a cui soprattutto, fornisce alibi e giustificazioni al bisogno di cercare un colpevole su cui scaricare la frustrazione dei propri fallimenti affettivi.  Ondate di insofferenza che si autogenerano e sono facilmente interpretabili con la banalità del male.  

E’ la nuova possibilità che offre il web, permettendo di rapportarsi agli altri attraverso lo schermo del computer e non direttamente. Una possibilità relativamente nuova, che fa saltare il tappo ai freni della propria coscienza, facendoci dimenticare la compassione e l’empatia e generando un fiume di insulti che mai di persona, potendo rapportarsi fisicamente nella vita reale e non virtuale, si troverebbe il coraggio di far uscire. Per dirla in due parole: una vigliaccata! 

Si ripete lo schema dei microfoni aperti di RR, quando tutti ebbero la possibilità di accedere ad una radio nazionale senza controlli e ci si ritrovò inondati di insulti, moccoli, rumori osceni e tutto l’armamentario in uso tra i preadolescenti.

Sempre da Sky però, è arrivata una critica pesante anche ai grandi media, che utilizzando (lecitamente sia chiaro) le immagini pubbliche degli attori di questa tragedia, hanno finito per accellerare il processo, in una schizofrenica spirale terribilmente orientata al peggio.

Per questo l’ultima frontiera di questi genitori, per cercare di sopportare l’insopportabile, è chiudersi nel privato e privatamente salutare la loro bimba. Senza le ulteriori gratuite e inutili pugnalate di chi, quella mamma, nemmeno la conosceva, ma non aspettava che il momento giusto per erigersi a giudice supremo del bene e del male. 


PS. Se siete tra coloro che han fatto dell'insulto il proprio sfogo, una visitina da uno bravo, ma bravo per davvero, vi farebbe tanto bene! 

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