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L'economia nel territorio aretino. Il rapporto annuale della camera di commercio.

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L'economia nel territorio aretino. Il rapporto annuale della camera di commercio.

[Nel testo originale mancava una N alla doppia di annuale nel titolo: se era un refuso andava corretto e se non lo era, era meglio correggerlo NDR]

 
 
Ogni tanto qualche notizia sull'andamento economico della nostra provincia spunta nelle testate locali. Principalmente la copiatura delle conclusioni dei rapporti che gli interessati (banche, associazioni di categoria) compilano. Statistiche, e io ho ereditato dal mio professore universitario di statistica una certa freddezza sul tema: la battuta del mezzo pollo a testa -come risultato statistico del fatto che tu ne mangi uno intero e io neanche un pezzettino- è efficace (e vera!). Senza approfondimento le statistiche sono ingannevoli. Valgono solo per i casinò, che vivono sulla statistica della eccezione (il famoso “0” della roulette). Comunque giovedì 8 giugno la Cciaa aretina ha presentato il suo rapporto. Invitando a presenziare tramite tv locali, siti web, email.
Prima annotazione: assenti rappresentanti degli enti locali, né un sindaco né un assessore alle attività produttive dell'intera provincia. C'era il comandante locale della GdF, ma non erano presenti neanche tutte le categorie economiche. Spero di sbagliarmi, ma non ho visto rappresentanti della Ascom, neanche l'usciere. La dice lunga sui rapporti che intercorrono fra interlocutori istituzionali.
Seconda annotazione: gli indicatori segnalano un recupero (marginale, ma l'inversione di tendenza è positiva) di molti settori economici. Non tutti vengono rilevati dal rapporto che focalizza su numero di imprese, addetti, fatturato export, credito, ma in complesso si vede un miglioramento, ancora impercettibile e non diffuso. Infatti il settore orafo non va, perde fatturato. Per Arezzo è un problema: hai voglia dire che siamo la prima provincia italiana del settore, Vicenza se l'è telata, noi ci siamo ancora dentro fino al collo. Tensioni internazionali e locali, quotazioni, congiuntura portano ad una contrazione costante e pesante del lavoro a livello mondiale. Botte del 20% in meno ogni anno, anche in Cina. Crisi che si porta dietro altri problemi, il credito per primo.
Già, una cosa che nessun rapporto evidenzia è la pesantezza finanziaria di molti settori: poco lavoro, zero incassi. Non girano soldi. I clienti non pagano. Da tempo. Chi perché non li ha a sua volta, chi perché spera che il debitore scoppi e proponga uno sconto bestiale (pochi, maledetti e tardi!).
Mentre gli enti locali si gingillano.
La riforma delle Cciaa è pronta per l'applicazione. In Toscana ne resteranno cinque.
Arezzo con Siena. Sede legale ad Arezzo. Per la prima volta risultiamo adeguatamente rappresentati, la paura che (nonostante la maggiore struttura economica aretina) noi si prendesse uno schiaffo si è dissolta.
Ma i nodi verrano comunque al pettine. La riforma fa schifo. Ma pochi lo dicono.
Certo non gli enti locali. Si ricordano della Cciaa solo per il taglio dei nastri, vedi l'ultima OroArezzo. Oppure per fregiarsi delle risorse che investono sul territorio. Vedi il “museo” dell'oro: pare un regalo del Comune al territorio. Invece è un risultato della camera di commercio, e qualcuno si è fatto bello col sudore di altri. Alla faccia del cambiamento.
Cambiamento..... a breve parlerò del grandioso progetto sul turismo presentato ad Arezzo. Wow!
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