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Banca Etruria/Tirrenica. Faltoni: “Ravvedimento operoso sul bail-in”

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Banca Etruria/Tirrenica. Faltoni: “Ravvedimento operoso sul bail-in”

Pentimenti sul bail-in. Dopo il presidente della Consob, arriva ora la presa di posizione ufficiale dell’ABI – Associazione Bancaria Italiana, in pratica la Confindustria del nostro settore. In audizione presso la commissione Finanze del Senato, il 23 maggio il direttore generale Giovanni Sabatini ha confermato di aver chiesto ufficialmente alle autorità europee una revisione della normativa che disciplina il bail-in, soprattutto nella parte che riguarda la retroattività. In pratica, l’ABI e anche Federcasse – l’associazione datoriale delle banche di credito cooperativo – hanno chiesto di escludere dal bail-in tutti quegli strumenti finanziari emessi prima del 1° gennaio 2016, nonché di evitare – sempre e comunque – il coinvolgimento degli obbligazionisti privati.
Benissimo, però con diciotto mesi di ritardo. Quanto sopra fa il paio con le dichiarazioni, pochi giorni fa, del presidente della Consob Giuseppe Vegas, dichiarazioni molto molto critiche sull’applicazione della famigerata normativa che a novembre 2015 aveva “chiuso” la vecchia BancaEtruria, per far nascere la Nuova, ma solo dopo aver cancellato tutte le azioni in mano il 65.000 soci e le obbligazioni subordinate. Quelle in mano ai clienti “retail” erano 330 milioni di euro, meno del 2% dei 20 miliardi previsti dal decreto salva banche per MPS, le banche venete e altre. Certo, ci solleva molto la prospettiva di una modifica alla normativa Brrd, pensando ai clienti e ai lavoratori delle banche italiane che hanno ordinariamente comprato e venduto le subordinate, però tale prese di posizione ci sembrano tardive e sospette. Una domanda retorica ci sovviene: Cosa sarebbe successo se tali autorevoli personalità si fossero espresse in tali termini nel 2015?
Perché si è voluto applicare, se non proprio testare (ad essere maliziosi), quel bail-in lì, su quattro piccole banche – piccole rispetto al sistema bancario, ma grandi rispetto ai propri territori – per poi accorgersi che sarebbe stato ancor più devastante applicarlo eventualmente a istituti maggiori? perché?
La “case history” BancaEtruria ha il suo luogo d’elezione ad Arezzo, il suo centro del mondo. Che certi autorevoli personaggi scendano dai loro scranni e vengano da noi, a vedere i nefasti effetti concreti di alte teorizzazioni e normative europee.
In attesa, contiamo sempre in un ravvedimento operoso delle istituzioni, che possa portare – anche alla luce delle dichiarazioni ABI in Senato – ad una restituzione totale a tutti gli obbligazionisti subordinati.

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