Prima Pagina | Comunicati stampa | La Commissione Tributaria Regionale ribalta quanto disposto da quella Provinciale di Arezzo e respinge la class action di 649 cittadini. In un caso addebitate anche le spese di processo

La Commissione Tributaria Regionale ribalta quanto disposto da quella Provinciale di Arezzo e respinge la class action di 649 cittadini. In un caso addebitate anche le spese di processo

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La Commissione Tributaria Regionale ribalta quanto disposto da quella Provinciale di Arezzo e respinge la class action di 649 cittadini. In un caso addebitate anche le spese di processo

Nuove sentenze confermano la legittimità del contributo di bonifica Il presidente Paolo Tamburini: «Dalla Commissione Tributaria Regionale (CTR) arriva una ulteriore serie di sentenze che legittimano pienamente il contributo di bonifica ribaltando per l’ennesima volta quanto disposto dalla commissione tributaria provinciale di Arezzo»

 

Dalla Commissione Tributaria Regionale (CTR) arrivano nuove sentenze in favore del Consorzio di Bonfica 2 Alto Valdarno. Contrariamente a quanto deciso a livello provinciale dalla Commissione Tributaria di Arezzo, a Firenze i giudici hanno dato ragione al Consorzio che aveva presentato ricorso contro la decisione aretina. E a Firenze hanno respinto anche la class action di 649 cittadini relativa a contributi del 2010 oltre alla condanna, in un caso, del pagamento delle spese processuali che in qualche procedimento sono state di migliaia di euro.

Per il presidente del Consorzio, Paolo Tamburini «dalla Commissione Tributaria Regionale (CTR) arriva una ulteriore serie di sentenze che legittimano pienamente il contributo di bonifica ribaltando per l’ennesima volta quanto disposto dalla commissione tributaria provinciale di Arezzo». Tuttavia lLa sentenza - continua Tamburini - ci lascia l’amaro in bocca in quanto a rimetterci alla fine sono solo i cittadini. E ci rimettono non solo soggettivamente da un punto di vista finanziario, ma anche collettivamente per la sottrazione di risorse che potevano essere meglio impiegate in lavori utili alla collettività e non per azioni legali».

Il presidente Tamburini precisa anche che «in Toscana la prevenzione dal rischio idrogeologico si basa sostanzialmente su due gambe: la Regione per quanto riguarda la programmazione e la pianificazione degli interventi, e i Consorzi di bonifica per quanto riguarda la loro realizzazione. Ne consegue che è il Consorzio l’unico ente preposto alla manutenzione del reticolo idraulico, in sua mancanza o difetto oggi questi interventi non sarebbe realizzati».


Nota: Infatti, la giurisprudenza della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale (Sez. Un. n. 1501/1988; C. Cass. Sez. Un. n. 1396/1993; Sez. I n. 7754/1997; Sez. Un. n. 9493/1998 C. Cass. n.4337/2002), pur ammettendo la natura tributaria dei contributi, escludono del tutto la loro equiparabilità alle imposte (Corte Cost. n.26/1998). Secondo la citata giurisprudenza, il fondamento dei contributi consortili non è insito nella generica capacità contributiva dei cittadini, costituente invece la base del prelievo fiscale a sostegno della spesa pubblica, ma scaturisce esclusivamente dal concreto beneficio conseguito dagli immobili in forza del servizio erogato dal Consorzio.

Pertanto, ai fini della soggezione contributiva, non è sufficiente l'ubicazione degli immobili nel perimetro di contribuenza, ma occorre che gli stessi abbiano o possano potenzialmente conseguire un beneficio particolare dall'esecuzione delle opere di bonifica (C. Cass. n. 7511/1993). Con la sentenza n. 9857/1996, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha definito il principio secondo cui, ai fini della contribuenza, gli immobili devono conseguire un vantaggio fondiario ossia un incremento di valore direttamente riconducibile alle opere di bonifica ed alla loro manutenzione che si traduce in una qualità del fondo (Comm. Trib. Reg. Umbria n. 12/2005, n.67/2005, Comm. Trib. Reg. Campania n.71/2005, Comm. Trib. Reg. Toscana n.51/2005).

Il vantaggio fondiario (C. Cass. n.4144/1996) può essere anche di tipo generale, quando riguarda un insieme rilevante di immobili ciascuno dei quali ricava un beneficio dall'opera consortile, ma non può essere generico, altrimenti si perderebbe l'inerenza al fondo beneficato, la quale è assicurata soltanto dal carattere particolare (anche se ripetuto per una pluralità di fondi) del vantaggio stesso. Secondo la giurisprudenza dominante, ai fini della legittima imposizione contributiva, non assume rilevanza il beneficio complessivo derivato dall'esecuzione di tutte le opere di bonifica, né il miglioramento complessivo dell'igiene e dell'assetto territoriale. Mentre, assume rilevanza la sussistenza di un rapporto causale tra le opere di bonifica e l'incremento di valore dell'immobile in relazione al quale il Consorzio pretende il contributo.

Inoltre la Suprema Corte con la sentenza n.877 pronunciata a Sezioni Unite, ha affermato la necessità della prova del vantaggio in derivazione causale con l'opera di bonifica e che non è sufficiente la mera inclusione di un immobile nel territorio appartenente al comprensorio perché si possa presumere il beneficio in favore del contribuente, richiesto dall'art. 860 c.c. e dall'art. 10 del R.D.13.02.33, n. 215 (cfr. inoltre C. Cass. n.2990/79, n.19509/2004 e n.18415/2005, Comm. Trib. Reg. Lazio n. 57/2005). La stessa Corte Costituzionale, con la sentenza n.66/1992, nel riferirsi proprio alla Regione Emilia Romagna, ha affermato che "la classificazione dell'intero territorio regionale come area di bonifica non comporta di per sé una generalizzata sottoposizione del predetto territorio ai vincoli di bonifica e, inoltre, non pregiudica affatto il principio che tali vincoli siano imposti soltanto in dipendenza di un bisogno effettivo di riassetto del territorio considerato e che i contributi siano richiesti ai privati soltanto in ragione dei benefici da essi conseguiti per effetto delle opere di bonifica". 

Alla luce di quanto sopra, la pretesa impositiva del Consorzio diviene illegittima (e pertanto contestabile dal contribuente nanti la Commissione Tributaria Provinciale competente con ricorso tributario ex art.18 e ss. del D.Lgs. 31 dicembre 1992 n.546) solo nel momento in cui quest'ultimo non riesca ad assolvere il proprio onere probatorio, consistente nella dimostrazione dell'esistenza del beneficio fondiario specifico e diretto in favore delle proprietà consorziate e della sua derivazione causale dall'attività consortile.

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