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Chimet: la visita del consiglio comunale e della giunta di Civitella

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Chimet: la visita del consiglio comunale e della giunta di Civitella

Lo stabilimento, il progetto e le risposte

 

Un'intera mattinata in Chimet per conoscere, approfondire fare domande e trovare le risposte dai professionisti del settore. Una delegazione del consiglio comunale, della giunta e il sindaco di Civitella in Val di Chiana sono venuti in visita allo stabilimento Chimet di Badia al Pino. Qui hanno incontrato il presidente Squarcialupi, il team di tecnici e responsabili dei vari settori aziendali e il professore del dipartimento dell'Università di ingegneria civile e industriale di Pisa, Leonardo Tognotti che, tra le altre cose, ha coordinato il gruppo di lavoro che ha elaborato il progetto di crescita industriale contenuto nella richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale che è stata depositata in Regione Toscana a fine marzo.

Nella prima parte dell'incontro la delegazione ha potuto conoscere le fasi di lavorazione, il core business dell'azienda, i diversi settori. Poi i rappresentanti del Comune di Civitella hanno toccato con mano quanto appreso, visitando di persona lo stabilimento, a partire dal settore D della termo-distruzione dove si sono concentrate le attenzioni maggiori dei presenti. Grande interesse ha suscitato il progetto di crescita industriale che è stato raccontato nel dettaglio dal team di tecnici di Chimet e dal professor Tognotti: “Il progetto è stato realizzato con una metodologia innovativa che coniuga sviluppo e rispetto dell'ambiente, prevede investimenti da 35 milioni di euro, declina al suo interno l'impatto paesaggistico e architettonico e prevede anche la massima espressione di partecipazione della cittadinanza con la richiesta di un'inchiesta pubblica.” Le domande si sono focalizzate sulle emissioni di inquinanti: “Andando ad aumentare i rifiuti in entrata cosa cambierà?” “Secondo le nostre valutazioni non ci sono criticità, abbiamo un piano di monitoraggio più avanzato per osservare gli aspetti attenzionabili, e siamo pronti a spiegare tutto negli incontri pubblici, di certo l'applicazione delle migliori tecnologie disponibili permettono di produrre di più e di inquinare di meno.” Le richieste di spiegazioni sono arrivate anche sul fronte dell'episodio del 2 marzo, quando dal punto di emissione della termo-distruzione, per qualche minuto, è fuoriuscito fumo violaceo. “Innanzitutto abbiamo spiegato che all'entrata tutti i carichi di rifiuti vengono passati nel portale per il rilevamento della radioattività, uno strumento di altissima tecnologia e sensibilità. Quel carico non ha dato nessun segno di allarme, quindi non corrisponde al vero il fatto che il fumo viola fosse prodotto da una sostanza radioattiva.” Si è trattato, come la stessa Arpat ha confermato in sede di ispezione, di iodio allo stato gassoso, proveniente da un unico lotto di farmaci di origine ospedaliera. “Considerato il breve tempo di durata dell'evento, le concentrazioni basse, la mancanza di limiti nelle emissioni di iodio nella normativa ambientale – ha scritto Arpat all'azienda nella relazione sugli esiti del controllo – è ragionevole ritenere che non ci siano stati impatti ambientali significativi.” Chimet, dal canto suo, nell'immediatezza dei fatti ha messo in atto tutte le procedure previste ed ha già concordato e messo in campo azioni correttive e più stringenti per evitare che tale episodio si possa ripetere.

La visita degli amministratori di Civitella, dei consiglieri comunali è un altro esempio del nuovo corso di Chimet. Sempre più aperta al territorio in cui opera e pronta a dialogare con chi, senza pregiudizio, sia interessato a conoscere questa realtà industriale unica nel suo genere. 

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