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Innovativi criteri edilizi ed assistenziali dell'Ospedale psichiatrico di Arezzo all'inizio del Novecento

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Innovativi criteri edilizi ed assistenziali dell'Ospedale psichiatrico di Arezzo all'inizio del Novecento

Nella prima metà del '900 i manicomi svolgevano prevalentemente una funzione di “contenitore sociale”: un luogo, insomma, dove rinchiudere gli elementi pericolosi o che avrebbero potuto dare pubblico scandalo.

La funzione di queste strutture, quindi, era solo in minima parte di cura: la popolazione che vi veniva ospitata era costituita in gran parte da disabili, disadattati sociali, emarginati, alcoolisti e tossicodipendenti.

C’era anche chi in manicomio ci nasceva e ci restava tutta la vita. Il ricovero, deciso da altri, era obbligatorio e spesso durava fino alla morte. Anche i criteri edilizi si adattavano a questo concetto.

L'Accademia Petrarca di Lettere, Arti e Scienze di Arezzo affronterà il tema venerdì 7 aprile a partire dalle ore 17,30.

Il tema sarà trattato dal dott. Paolo Martini, già direttore del Dipartimento di Salute mentale della USL di Arezzo ed dal prof. Sebastiano Roberto, docente di Storia dell'Architettura moderna nell'Università di Siena - polo di Arezzo.  

Un incontro che prospetta pagine storiche della città legata ai famosi "tetti rossi"  legata anche ai criteri  innovativi adottati in quel tempo.

La cittadinanza è invitata ad intervenire. Ingresso libero.

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