Prima Pagina | Economia e lavoro | Banca Etruria (& c.) forse resterà tra i rarissimi casi in Europa in cui è stato applicato il Bail In

Banca Etruria (& c.) forse resterà tra i rarissimi casi in Europa in cui è stato applicato il Bail In

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Banca Etruria (& c.) forse resterà tra i rarissimi casi in Europa in cui è stato applicato il Bail In

Norme draconiane studiate a tavolino tenendo presente la necessità di salvaguardare i bilanci degli stati in caso di gravi crisi bancarie, si sono rivelate valide si, ma solo sulla carta.





In tutta Europa (Germania compresa) ad ogni crisi bancaria si cercano soluzioni politiche o strategiche o semplicemente cavillose per evitare di dover applicare il Bail In. Si tenta cioè in ogni modo di distribuire le perdite sulle altre banche e per fare questo si ricorre a complesse eccezioni di legge o cavillose speculazioni politiche oppure argomentazioni tecniche.

In tutti una sola preoccupazione: impedire che la legge europea si applichi, evitando l’obbligo di colpire tutti i creditori e i depositanti sopra i 100 mila euro (il cosiddetto «bail-in») e per questo è diventato necessario, anzi categorico, evitare di far fallire qualunque banca abbia bisogno di un aiuto pubblico (la «risoluzione»).

Ad oggi in Germania, Austria, Danimarca, Portogallo, Grecia e Slovenia, le norme sul Bail In sono state sapientemente evitate e si analizzano le crisi bancarie in Europa in questi 15 mesi, è chiaro a tutti che le nuove regole per ora hanno fallito e di fatto sono state ignorate o aggirate, ma quel che è peggio, hanno prodotto più problemi (finanziari, politici e costituzionali) di quanti non ne abbiano risolti.

L’Italia è la sola nell’area euro ad aver vissuto l’applicazione delle norme sul “bail in” ed Arezzo è stata la città che piu’ ne ha fatto le spese.

Dopo lo choc seguito al suicidio di un pensionato, è emerso che i risparmiatori avrebbero potuto ottenere un rimborso per frode: un’opzione che con la banca olandese Sns era già stata praticata nel 2013, ma il Tesoro italiano e la Banca d’Italia ignoravano il precedente e la Commissione Ue… si era ben guardata dal menzionarlo.

Nell’ottobre del 2015 si decise invece di consentire alla banca tedesca Hsh Nordbank di incassare altri due miliardi in garanzie pubbliche senza colpire i bond subordinati. Le regole lo prevedevano prima che scattassero le nuove norme, e questo grazie ad una «comunicazione» di Bruxelles, datata due anni prima. In quel caso, l’orientamento politico del commissario alla Concorrenza Margrethe Vestager, permise di far valere quella clausola, che permetteva di aggirare i vincoli.

In Danimarca dove «bail-in» è stato applicato per Andelskassen, sono partiti immediati i rimborsi alle famiglie con una «dote» del fondo nazionale di garanzia.

In Portogallo la volontà di salvaguardare i risparmiatori ha spostato il peso dell’insolvenza sui grandi investitori internazionali, che hanno abbandonato il Paese, generando una crisi sistemica pesantissima.

Alla fine resta la povera Cipro, il solo esempio di pieno «bail-in» dei depositi bancari. In quel caso furono colpiti soprattutto gli investitori russi, in cambio di un maxi-salvataggio del sistema bancario.

Una cosa appare invece chiarissima: quando si varano norme destinate ad incidere pesantemente sulle legislazioni degli stati membri, creando addirittura attriti di natura costituzionale, non basta inventarsi soluzione scritte a tavolino, serve una adeguata preparazione teorica, servono indicazioni precise sulla loro applicazione, servono armonizzazioni con le legislazioni precedenti, serve creare per tempo tutti gli strumenti economici in grado di sostenerne l’urto.  

E’ la stessa Banca Mondiale a dover constatare che in tutti i casi di crisi bancaria degli ultimi anni: «le autorità non avevano piani pre-esistenti per eseguire la risoluzione, né avevano una capacità predefinita di assorbimento delle perdite, mentre queste due precondizioni sarebbero determinanti per un applicazione di successo del bail-in».

Una bella tirata d’orecchie, ma non ci voleva certo la Banca Mondiale per capire che i Paesi europei erano impreparati a sostenere l'impatto della crisi finanziaria che arriva da lontano e l'impatto del bail in su di essa. I ministri finanziari si incontreranno a Malta venerdì: sarei pronto a scommettere che l’argomento sarà al centro dell’incontro. 

Ma quel che è peggio e che lascia un diffuso stato di ansia, è che per il momento i dirigenti delle banche centrali, hanno fatto solo la figura di... dilettanti allo sbaraglio!

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0