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Davide, la DISLESSIA, e lo STATO CIALTRONE

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Davide, la DISLESSIA, e lo STATO CIALTRONE

Davide ha 13 anni e studia in una sQuola della Valdichiana che sarebbe anche di grande auspicio. Non si chiama Pascoli, Carducci, Manzoni, ma JOHN LENNON. La sQuola è brava in questi slanci idealistici, e poi naufraga nel fare Uno più Uno.

Davide inconsciamente tutti i giorni canta Imagine di Lennon. Immagina un mondo senza le stupidità. La canzone è bella, la realtà vissuta sulla sua pelle e quella dei genitori, non è una canzone.

Davide ha un quoziente di intelligenza di 115. Molto alto. Mi viene in mente il film Mercury Rising dove un bambino dislessico decifra una incomprensibile pagina sul web che era la decodifica dell’accesso ai database della CIA. Fu pubblicata come gioco...tanto...alcuno avrebbe capito. Misero un numero di telefono per dare la risposta, e quel telefono suonò nel pieno panico degli autori del testo criptato. Era il bambino con la risposta esatta. Lui aveva pratica a capire mucchi di lettere e farle diventare parole. La CIA tentò di rapirlo, Bruce Willis lo salvò.

La famiglia di Davide paga da 45 a  80 euro per 50 minuti per un logopedista, poi 2 ore al giorno un tutor che lo aiuta a casa su qualche materia.

Se vi fosse il coraggio di tagliare gli sprechi e colpire le ruberie dello Stato soldi per questi casi...avanzerebbero.

Piero Rossi
Aretino Turista ad Arezzo
itAlien Immigrato in Italia
[email protected]

Viaggiare è fatale al pregiudizio, al bigottismo, ed alla ristrettezza mentale, e per questi motivi molta della nostra gente ne ha fortemente bisogno. Vedute ampie, sane, caritatevoli degli uomini e delle cose non possono essere acquisite vegetando tutta la propria vita in un piccolo angolo della terra. Mark TWAIN,1869
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David ha partecipato al concorso Cronisti in Classe indetto da La Nazione.

Questo il suo articolo.

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MOLTI RAGAZZI pensano che la dislessia sia un vantaggio perché nel mio caso io porto il computer a scuola e posso usare le mappe; ma per fare tutto quante ore ci metto? Io per un compito non troppo lungo minimo ci impiego tre giorni, un comune ragazzo un’ora. 

La dislessia non è un vantaggio, spesso è una noia perché ti costringe ad impiegare molto tempo per studiare. Inoltre in alcuni giorni della settimana vado a Siena per studiare presso il centro «Dedalo» perché è un luogo specifico per i genitori e figli con DSA. 

Li ringrazio molto per il loro supporto e per l’aiuto che mi offre la logopedista. 

L’Usl dovrebbe dare questo servizio ai noi DSA, lo prevede la legge ma non lo fa per vari motivi, così bisogna andare nei centri privati che costano tanto. 

CHI SONO i DSA? Ci sono vari tipi: disgrafici, discalculi ecc. 

Io sono “DIS” in tutto. 

Ma ci può essere un vantaggio; ne esistono tanti. I dislessici hanno la capacità immediata di rappresentare ciò che viene spiegato dentro la loro testa, io so scrivere alla lavagna con entrambe le mani e al contrario, proprio come Leonardo Da Vinci. 

Tuttavia si sente dire che i DSA sono stupidi e svogliati. Non è vero! 

Apprendiamo in modo diverso e con tempi diversi solo che il tempo a noi manca sempre! 

E poi ho un quoziente intellettivo di 115. I meccanismi del nostro cervello non sono troppo conosciuti ed ho una memoria ritmica difficile da spiegare. 

LE ARRABBIATURE. La legge 170 prevede che venga presentato a scuola un «Pdp» cioè il piano di studio personalizzato che precisa quello che io devo e posso e quello che io non devo fare. 

Ad esempio: io non posso fare più di una interrogazione alla volta e non la posso assolutamente sostenere assieme ad un compito scritto, ma spesso accade il contrario. 

Noi ragazzi DSA vediamo la scuola come un inferno.

A volte non siamo compresi e per molti siamo furbi e svogliati, così non sono riconosciute le nostre potenzialità; sono considerati solo i nostri “difetti”. La scuola e la società non ci supportano in tante cose le quali alla fine ricadono spesso sui nostri genitori; quante sere sono stato a studiare con mia mamma e quanti fine settimana passati sopra i libri facendoli stancare tanto?

Ho diritto a giocare anche io e loro a non avere così tante preoccupazioni. 

Imparare non deve essere una sofferenza! 

Oggi in una classe sono presenti il 15% degli studenti dislessici, pertanto bisogna trovare nuovi metodi d’insegnamento e rendere questa scuola più tecnologica. 

Provate a leggere senza occhiali quando si è miopi e poi ditemi cosa capite?

Ecco: questo è la dislessia.




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