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Voucher, è caos dopo l’assalto alle tabaccherie

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Voucher, è caos dopo l’assalto alle tabaccherie

Da ieri mattina non si possono più ottenere. Diminuita per decreto la visibile precarizzazione del lavoro. Adesso è sommerso e non si vede piu'!

Venerdì c’è stata la corsa ad accaparrarsi i voucher: le tabaccherie e gli altri posti dove si potevano ancora acquistare sono stati presi letteralmente d’assalto. Ieri, invece, la delusione per chi li cercava ancora e si è sentito rispondere che non è più possibile ottenerli. E ora torna la paura del lavoro nero.

Finisce così, con il decreto del Consiglio di ministri di venerdì, la storia dei voucher, strumento amato-odiato che la Cgil voleva togliere con un referendum perché «ha peggiorato le condizioni dei lavoratori, precarizzandole ancora di più», come dicono dal sindacato.

Adesso qualcuno crede veramente che ci sarà la corsa alle assunzioni?

Ora che non ci sono più, in tanti li rimpiangono, a cominciare da chi opera nella ristorazione e nel turismo, ma soprattutto nell’agricoltura e che ora chiedono che venga immediatamente previsto un altro strumento agile e semplice come i cari vecchi voucher.

«Venerdì pomeriggio c’è stata una vera e propria corsa per acquistare gli ultimi voucher disponibili», spiega Armando che gestisce una tabaccheria in centro: « In una settimana vendevo voucher per un importo di 6/7 mila euro, ma solo venerdì in poche ore ne ho rilasciati per circa 10mila. Ma ieri mattina, quando un signore è entrato chiedendomi i voucher, sul dispositivo è uscita la scritta: “Il Consiglio dei Ministri ha abolito i voucher, il servizio di emissione è bloccato”». Chi ne ha ancora, quindi, potrà utilizzarli fino alla fine del 2017.

Ora si teme che possa tornare alla ribalta il lavoro nero. I risvolti negativi saranno sentiti non solo dalle micro imprese, ma anche dai privati che magari utilizzavano questi strumenti per eseguire dei lavoretti a casa o in giardino.

Le piccole imprese dovranno ripiegare quindi, sui contratti a chiamata, anche se in tanti pensano che questa decisione del governo non farà altro che incentivare il lavoro nero. Si è voluto buttare il bambino con l’acqua sporca: visto che qualcuno li stava usando male, allora si è preferito abolirli. La ristorazione, gli alberghi e tutto il settore del turismo dove il mercato è più imponderabile e non è così facile prevedere i flussi, hanno bisogno di questi strumenti, di persone che possono essere assunte per alcuni lavori in particolare e non in modo continuativo.

“Il fatto che ci sia stato un boom nell’utilizzo dei voucher – spiega un commerciante - dimostra soltanto che era uno strumento importante. Se qualcuno è andato oltre doveva essere punito, non si doveva chiudere il servizio. E adesso il problema è tutto in capo a noi commercianti”.

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