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CAOS POSTE: LA CISL DENUNCIA LA DISTRUZIONE

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CAOS POSTE: LA CISL DENUNCIA  LA DISTRUZIONE

Con la privatizzazione si perdono risorse e servizi alla collettività. Preoccupazioni per il territorio provinciale

 

AREZZO - La privatizzazione di Poste Italiane, la più grande azienda del Paese, è un argomento che il Parlamento sta discutendo in questi giorni. A rischio la funzione sociale, la presenza in ogni dove, anche nei centri più periferici e marginali del Paese dove, l’azienda, è ancora percepita come un presidio istituzionale, un grande asset infrastrutturale al servizio della collettività nonché del tessuto imprenditoriale della nostra economia.

A richiamare l’attenzione su quanto si sta consumando a danno della collettività il segretario dei Postali Cisl di Arezzo, Daniele Mugnai, che non nasconde le proprie preoccupazioni anche per le ricadute sul territorio aretino già duramente provato dalla recente fallimentare riorganizzazione. A rischio, prosegue ancora Mugnai, anche la garanzia dello Stato sui prodotti finanziari che, fino ad oggi, pur con rendimenti minimi, ha sempre protetto i risparmi degli italiani. E’ evidente che vogliono trasformare Poste italiane in una vera e propria banca, con il pericolo di introduzione di quelle dinamiche di rischio che tanti danni hanno  prodotto alle economie di imprese e di interi nuclei familiari. E noi, in questo territorio, ne sappiamo qualcosa!

Questo processo di completa finanziarizzazione sta sottraendo risorse ed attenzioni al recapito ed è a rischio l’intera tenuta del settore. Oramai l’azienda poste non mostra più alcun interesse sul servizio universale che è obbligata ancora a garantire attraverso i propri centri di recapito, sia per le sovvenzioni che riceve dallo Stato sia in ossequio all’osservanza di un diritto di cittadinanza ancora in essere in favore dell’intera collettività. Ricordo che da questo Marzo il recapito delle bollette ENEL è di nuovo competenza di Poste mentre restano ai privati acqua e gas.

Per pochi danari, conclude il segretario Mugnai, il Paese sta perdendo un pezzo importante del suo patrimonio, per un ennesimo regalo che viene offerto alle solite oligarchie economiche e finanziarie. Se la completa privatizzazione andrà a buon fine l’intero Paese perderà e sarà ancora più povero ed anche il nostro Territorio ed i nostri lavoratori subiranno conseguenze disastrose.

Per queste motivazioni abbiamo, di nuovo, aperto vertenze aziendali che andranno avanti fino a quando non avremo delle risposte, anche contrattuali visto che siamo in vacanza da anni.

 

 

 

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