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SEITOSCANA: non si fanno le nozze con i fichi secchi!

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SEITOSCANA: non si fanno le nozze con i fichi secchi!



10 marzo 2017 - Da tempo stiamo assistendo, sempre più, ad un attacco continuo da parte di Amministrazioni comunali nei confronti del personale di SEI TOSCANA. E’ bene quindi precisare come stanno esattamente le cose. Ci rivolgiamo appunto a tutti gli Amministratori che ogni giorno non trovano di meglio da fare che attaccare i lavoratori di SEI TOSCANA, che, è bene ricordare, prima di essere lavoratori sono cittadini, e quindi con senso di responsabilità e appartenenza vogliono bene al proprio territorio e alla propria azienda e non desiderano certo screditarla. Ricordiamo che gli stessi Enti pubblici sono parte del problema. Gli Amministratori si trovano in una situazione di pieno conflitto di interesse, siedono infatti su tre poltrone differenti: si trovano prima dalla parte di ATO a stabilire criteri e metodologie di lavoro che si rivelano in seguito deficitarie e lacunose, poi a rappresentare i cittadini chiedendo una riduzione e una drastica rivisitazione dei servizi, in ultimo sono soci della stessa azienda e vorrebbero trarne utili.

Vogliamo far presente che non è certo colpa dei lavoratori se i Comuni per risparmiare chiedono sempre più tagli ai servizi. Ci sono strade e vie dove lo svuotamento dei cassonetti veniva fatto 6 volte a settimana e dopo l’‘ottimizzazione’ dei servizi si è passati a 4 soltanto, strade che venivano regolarmente spazzate tutti i giorni e adesso vengono spazzate 3 giorni a settimana. Si capisce bene che di questo i cittadini non possono certo gioire, ma da qui a dire che è tutta colpa dei lavoratori ce ne passa… e noi non ci stiamo!

È bene che si sappia che i lavoratori, molto spesso, hanno a disposizione mezzi non efficienti, e non è nemmeno produttivo cambiarli 3 volte in una mattinata perché si guastano! Vogliamo parlare di come i lavoratori, secondo criteri stabiliti da ATO, debbano spazzare a mano tutti i giorni 16 chilometri di strade e di quanto questo sia materialmente possibile? Ricordiamo che i costi di un’azienda non vengono sempre da inadempienze dei lavoratori! Per esempio, ci si è mai chiesti come mai un’azienda come la nostra ha bisogno di consulenze sul lavoro per più di un milione di euro? Come mai SEI TOSCANA paga in affitti di locazione migliaia di euro quando oggi giorno ci sono senz’altro possibilità di sedi più economiche? Come mai questa società, quando è nata, 4 anni fa, aveva il 59% di quote pubbliche e adesso soltanto il 49%? Tra qualche anno, con i continui aumenti di capitale, la parte pubblica sarà quasi sparita

Come mai gli impianti che erano la parte redditizia delle aziende che sono confluite in SEI TOSCANA sono stati scorporati prima della gara e adesso i cittadini si trovano nella situazione paradossale di avere un peggioramento dei servizi e allo stesso tempo un aumento delle tariffe perché devono pagarle due volte (prima a SEI TOSCANA e poi la stessa agli impianti che sono stati scorporati)? Come mai i corrispettivi pattuiti non vengono riconosciuti dai Comuni? Come mai le Amministrazioni hanno fatto dei patti parasociali consegnando di fatto al socio privato una parte della gestione di SEI TOSCANA?

Sulla questione GPS informiamo meglio: SEI TOSCANA ha proposto alla RSU di firmare un accordo per montare i dispositivi nei mezzi e la RSU ha deciso unitariamente di non firmare l’accordo, ma ricordiamo che tale decisione non avrebbe comunque influito sugli sviluppi, dato che da bando di gara i dispositivi possono essere montati senza il consenso dei sindacati. Comunque riteniamo offensivo montare dei GPS nei mezzi perché tutti i giorni i lavoratori documentano con giornaliere il lavoro svolto e non hanno bisogno di essere controllati; magari i soldi spesi per queste attrezzature potrebbero essere utilizzati meglio investendo in mezzi nuovi e più efficienti!

Le ultime parole le vogliamo spendere per tutti i lavoratori in somministrazione: lo sapete che a SEI TOSCANA lavorano più di 300 lavoratori interinali, molti di questi da anni, e che il contratto nazionale prevede che un’azienda non utilizzi più dell’8% della forza lavoro interinale rispetto a quella effettiva? Vogliamo fare qualcosa anche per queste persone e le loro famiglie, passando alla stabilizzazione? Oppure vogliamo lasciarli precari a vita? Un servizio effettuato bene e persone che svolgono serenamente il proprio lavoro è prima di tutto un nostro obiettivo. Forse non è quello di chi, irresponsabilmente, strumentalmente e populisticamente, accusa i dipendenti dell'Azienda!

Come si vede, di cose che non vanno ce ne sono molte, non altrettante però sono le colpe dei lavoratori! A tutti questi interrogativi naturalmente non avremo risposte, volevamo però ribadire che le nozze coi fichi secchi non si fanno! Voi non potete essere gli sposi e noi non siamo i fichi secchi!

 


 

 

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