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L’ARETINO/A/* DEL 2017 PER INFORMAREZZO

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L’ARETINO/A/* DEL 2017 PER INFORMAREZZO

Il Comitato Pietro del Buta, si è riunito d’urgenza su richiesta di uno dei componenti storici Prof.ssa Maria Elena Leggiai, per partecipare al rito propiziatorio: Eleggi anche tu l’aretino dell’anno 2017.

 

Il Comitato intende partecipare all’abbuffata narcisistica provincialotta e sfruttando - con solerzia - lo spazio della testata quivi ospitante rilancia: ARETINO DELL’ANNO 2017 (ma entro l’epifania del 6 gennaio del 2017… se il concetto di “epifania” così espresso non lo cogliete non importa). Perché noi si gioca d’anticipo e all’aretino dell’anno gli si fa godere la gloria d’essere il primo fra gli aretini per 359 giorni (mica solo per quei 10 minuti prima d’aprire il panettone e lo spumante dell’ipercoop...).

Perché una nuova elezione?  Dato che sui i giornali vi è stata un lunga discussione se chiamarlo “Aretino dell’Anno” o “Aretino dell’Hanno rotto i coglioni” per poi passare su “in questo periodo di merda che senso ha la nomina di un aretino dell’anno”, ci sembrava che qualche aretino, che magari gli pareva d’esser degno di venir ricordato fra i “pochini” che siamo, ci sarebbe potuto rimanere male a non esser stato neppure nominato. Allora s’è pensato di metterci una toppa e farne contenti altri tre o quattro.

Ma prima di lanciare la tenzone mediatica veniamo ad alcune considerazioni.


In primis: l’aretino, l’aretino, l’aretino… Oh l’aretinA?

Pòle l’AretinA (A) competere pari pari con l’Aretino (o) per diventare OMO dell’anno?

Sì o no? Per noi, SI’!

E noi, insieme a L’aretino dell’anno di Informarezzo si istituisce il premio: LA DONNA ARETINA DELL’ANNO 2017 di Informarezzo. Perché a noi non ci piace chi fa differenze tra aretini/e (tipo quelli che organizzano gli incontri per parlare di “donne” ma poi invitano a parlare quasi tutti uomini… ma sempre di giornalisti/e si parla e ci tocca esser comprensivi).

E vi si dirà di più: siccome non ci garbano nemmeno  i genderschizzati, dopo una consultazione online si istituirà anche il premio Aretin* dell’anno (ma nel 2018 che ora siamo stretti con i tempi).


In secundis: il Comitato ha visionato molti profili, riflettuto su chi ha portato il nome di Arezzo nel mondo e intende proporre il primo candidato. Nessuno dei due giornali (sic!) di Arezzo, attenti solamente a quanto fanno vendere alcuni personaggi locali (noti anche per posizione e per capacità di elargire eventuali favori), ha pensato alla forza mediatica dell’unico vero personaggio che ci ha tenuto sulla bocca di tutti.

  • Non è il Ganascia, uomo guida del gregge di Arezzo, noto per la certosina capacità di ripulire l’ossi del costoliccio o per la velocità con cui sbaraglia gli avversari nell’assalto al buffet;
  • non è un Sindaco miracolato dell’insipienza dei suoi avversari;
  • non è il sempiterno dottore che si occupa d’arte e presente come il prezzemolo nella ministrìna;
  • non è un giostratore;
  • non è chi s’inventa un’altra sagra o un altro mercatino del ciarpame...

E’ ben oltre tutto questo. Hanno cercato di metterlo da parte, solo perchè lontano: ma Ca’ Raffaello è Arezzo.

Molto più onorevole assurgere alla cronaca per uno scuro (o un oscuro) frate ed un’allegra parrocchiana che per qualche squallido bancario che volle farsi banchiere.

Meglio il pruriginoso rapporto amorale e il solleticare di fantasie sulle doti di questo bell’uomo venuto dal mare per amare, piuttosto che il grigiore della vita provinciale tra 100 fallimenti annuali e patrimoni annientati da un decreto che permettono a improbabili personaggi di salire su un palco.

La nostra viva ammirazione per lo straniero ingallatore la cui variabile moralità ha invaso le case degli italiani, l'unico moderno "Omo Nero" dell'immaginario collettivo aretino per minacciare i bambini rompicoglioni a veglia!

Pietro del Buta, il nostro ispiratore, non avrebbe mai potuto immaginare una situazione simile, e quindi proponiamo il primo nome della disfida:  Padre Gratien Alabi, aretino immigrato dell’anno!

Regole per partecipare… non ci sono (come non ci sono mai state).

Possono partecipare anche quelli che han partecipato tutti gli anni a tutte le gare.
Scrivete a: [email protected]

Mandate quante mail volete (non c’è bisogno di far finta di essere un altro mandandole da un indirizzo diverso… ‘n vi sforzate).

Invitate i parenti, gli amici, i figli e gli amanti a votare o a proporre nomi (soprattutto il vostro, ‘n fate i modesti).

Ma soprattutto - è importante - costringete i dipendenti e i collaboratori a votare per chi volete voi (cioè voi!).

Noi - poi - siccome non ci controlla nessuno, si farà vincere quello che vale di più o quello che ci piace di più o quello che magari sottobanco offre un contributo (spontaneo, logicamente) alla testata quivi ospitante.

Soprattutto ricordatevi che la mail - per essere valida - deve contenere il nome di un uomo, il nome di una donna e il nome di * (sennò ‘n vi si piglia manco in considerazione e vi s’annulla la scheda).

 

Dott. Tiziano Arpani

Prof.ssa Maria Elena Leggiai

RagionierA Simona Cherza (Quota Rosa)

GeometrO Ciro Altrone (un evergreen)

Sig. Ibn Estiqaatsi (New Entry)

Sig.ra Safiya Tokaatzo (Categoria protetta)

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