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AREZZO & FOTOGRAFIA

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AREZZO & FOTOGRAFIA

Biennale internazionale di arte fotografica 2-11 dicembre 2016 Arezzo

 







 

Tutto pronto per Arezzo & Fotografia 2016

16 sedi espositive in tutto il centro storico di Arezzo per un totale di 31 mostre fotografiche con autori provenienti da tutto il mondo e 10 eventi collaterali

Da venerdì 2 dicembre 2016 a domenica 11 dicembre sarà aperta al pubblico la sesta edizione del festival internazionale di fotografia Arezzo&Fotografia, la biennale internazionale di arte fotografica. Il festival si svolgerà nel centro storico Arezzo, sotto la direzione artistica di Fanny Raspini e organizzato dall’Associazione Fotografica Imago, con il patrocinio di Provincia di Arezzo, Comune di Arezzo e Camera di Commercio di Arezzo e il sostegno e contributo di Atam, Chimet, Confcommercio, Laba, L'agorà d'Italia, Helios, Hotel Minerva, Caffè River, la Wineria, Polo Museale della Toscana, Museo dei Mezzi di Comunicazione, We!52100 Coworking, Euroinformatica, Il piccolo Cavour, Maninpasta e Ristorante Lo Zafferano. Il programma della sesta edizione di A&F si presenta particolarmente ricco di mostre, incontri, eventi, workshop ed occasioni di confronto. Tutto è mirato alla valorizzazione dell’eccellenza della fotografia contemporanea: con la presenza di protagonisti affermati e la ricerca di giovani talenti, attraverso la celebrazione dei grandi maestri e la riscoperta di archivi storici. Un progetto ambizioso, ma anche un percorso di crescita culturale e personale. Un’alfabetizzazione visiva che nasce dalla voglia di creare e di comunicare attraverso immagini. Trentuno mostre distribuite in oltre venti sedi espositive che vedono più di ottanta autori che esporranno oltre mille foto. La città di Arezzo diventa al tempo stesso cornice e contenuto di A&F: le mostre dei vari autori si snodano in un percorso che coinvolge gran parte del centro storico della città, alla scoperta delle sue storie, delle sue bellezze e di luoghi che si aprono proprio per il festival.

AREZZO&FOTOGRAFIA: IL NOME DI AREZZO, NEL MONDO

Conclusa con successo l’edizione 2014, tra interesse e partecipazione per gli oltre 100 autori in mostra e per gli eventi collaterali si replica anche quest’anno per la VI edizione della biennale d’arte fotografica. L’appuntamento, curato dall’Associazione Fotografica Imago, si articola in 20 spazi espositivi, distribuiti nel centro storico cittadino, attraverso un suggestivo itinerario visivo inserito nello scenario urbano. Oltre alle mostre nelle molteplici sedi espositive, l’agenda di Arezzo & Fotografia è arricchita da una serie di pregevoli iniziative collaterali, tra cui workshop sulla fotografia di moda, sulle antiche tecniche di stampa, ed altre attività affini. La manifestazione nelle ultime edizioni ha visto un pubblico di oltre 4000 visitatori.

LA MISSION DI AREZZO&FOTOGRAFIA

Il progetto Arezzo&Fotografia si prefigge come obiettivo una sorta di “alfabetizzazione” fotografica, rivolta non più esclusivamente ad una ristretta cerchia di appassionati, ma indirizzata anche verso coloro che hanno una concezione utilitaristica e funzionale di questo strumento. Arezzo&Foto- grafia promuove la conoscenza e lo stimolo a proseguire il percorso espressivo intrapreso dai mag- giori artisti del settore, nella convinzione che l’arte sia uno dei bisogni primari dell’essere umano. L’appuntamento si affianca alle altre iniziative fotografiche presenti in Arezzo ed in altre città italiane, senza esserne antagonista, dal momento che è stato impostato non solo sulla presentazione delle opere di autori noti o di semplici appassionati, ma soprattutto sul carattere divulgativo del mezzo fotografico. Arezzo&Fotografia rappresenta anche il rafforzamento del legame con il territorio, nel coinvolgimento di concittadini e turisti in un tour espositivo attraverso il centro storico, alla scoperta della sua storia e delle sue bellezze, a volte decentrate rispetto ai flussi pedonali canonici. Infine, in accordo con la propria mission, Arezzo&Fotografia prevede, in collaborazione con professionisti del settore, workshop di fotografia di moda e di stampa con antiche tecniche fotografiche, letture portfolio, incontri con docenti ed esperti di fotografia. E’ significativo sottolineare come l’intera manifestazione sia gratuita.

 

LE MOSTRE:

1- Tony Gonzalez “Naidas” (Usa)

La serie fotografica “Naidas” di Tony Gonzalez è composta da immagini contemporanee ispirate ai dipinti neoclassici e realisti. Un artista con una sensibilità del diciannovesimo secolo, che lavora in un mondo del 21° secolo, Gonzalez continua i suoi studi in corso della tradizionale nudo e l'aspetto voyeuristico della fotografia, combinando la tecnologia digitale con l’antica tecnica di stampa di gomma bicromata. Senza essere sentimentale, “Naidas” autorizza le donne, offrendo l'equilibrio e una connessione intima con la natura che ancora esiste al di fuori della bolla tecno-globale di oggi.

2- Lara Zankoul “Unseen” (Libano)

The Unseen presenta due modi di vedere all’interno della stessa immagine; rendendo visibile non solo quello che c’è sulla superficie delle cose, ma anche su quello che potrebbe trovarsi nascosto sotto. Le dodici fotografie della serie mostrano, come un iceberg, ciò che è conosciuto e, contemporaneamente, suggeriscono che che è nascosto. Come nel precedente lavoro, attraverso la prospettiva distorta dell'ordine natural delle cose, dello spazio e del tempo, tenta di sfidare il ruolo della fotografia come mezzo di acquisizione di verità nel mondo.

3- Aa. Vv. Imago “Real | Unreal” (Italia)

Materiale e immateriale, terreno e divino, realtà e fantasia, luce e ombra, interiore ed esteriore.
È proprio tramite queste dicotomie che può essere riassunta la mostra collettiva 2016 dei Soci Imago. Un progetto a cui hanno contribuito trentasette autori, ognuno dei quali ha elaborato un proprio percorso, una propria idea. Ogni opera costituisce la tessera di un mirabile mosaico, rappresentato da un’esposizione collettiva che non può lasciare indifferente l’osservatore.

4- Laba Firenze: Luca Cacioli “Notturni urbani”, Filippo Rimatori “Solitude”, Giacomo Lazzeri “The other side of italian immigration”, Jasmine Salley “Sensaina noises” (Italia)

L’Accademia di Belle Arti è attiva a Firenze dall’anno 2001/02 ha già diplomato molti allievi nel percorso suddetto, con tesi in Fotografia di Reportage, Fotografia per lo Spettacolo, Fotografia del paesaggio, Fotografia di Moda, Fotografia Industriale e Fotografia Still Life. Il percorso si completa con l’offerta di Workshop estivi che affrontano argomenti come la Fotografia del paesaggio, il Restauro Fotografico, la Fotografia per il Cinema e la Fotografia Industriale. Quattro esposizioni: Notturni urbani, Solitude, The other side of italian immigration e Sensaina noises.

5- Robert Hutinski “Infinity” (Slovenia)

Quali emozioni sono attivate in noi mentre stiamo guardando Infinity? In che tipo di relazioni entriamo con le donne che vengono guardate? Quali idee nascono nelle nostre menti? Le forme geometriche in bianco o nero, possono essere modi di collegare le donne a Gesù Cristo e allo stesso tempo anche la rappresentazione di Dio sulla terra, infinito e finito di nuovo insieme. Robert Hutinski ci racconta con Infinity le donne e l'amore intellettuale di Dio.

6- Nadir Kayacan “Pinholog” (Turchia)

Il foro stenopeico (Pinhole), pur essendo una tecnica fotografica semplice, offre tante possibilità di sperimentazione, è una sorpresa continua: infinita profondità di campo, prospettive estese… insomma si riescono ad ottenere risultati da favola con tempi di esposizione lunghi. Attraverso questa tecnica si può reimparare l’arte della lentezza, dell’essere paziente, in un mondo dominato dalla velocità.

7- Domenico Veneziano, Salvo Veneziano, Giuseppe Sinatra “Spazio Acsi Palermofoto” (Italia)

Tre mostre dedicate alle antiche tecniche di stampa: SOTTOPELLE: è una ricerca del se formale attraverso i segni ed i difetti della carta, della pelle. Le pose, il contro tempo, le ossidazioni, sono la soluzione che rende più semplice e più evidente il senso aritmico della vita. Ogni immagine è l’attimo prima o quello seguente all’immagine accettata. COLLEZIONE: la corporeità di un’immagine impressa sopra un supporto fisico, tattile, visibile, pigmentato, oleoso, argenteo, chimico, ottico proviene dal dominio del nostro cervello che a partire dagli occhi interpreta quello che il sole scopre. Il sole naturale o “un sole artificiale” scopre, o meglio, fa scoprire quello che ci sta attorno e a cui solo dopo possiamo dare un nome, una storia e che possiamo rappresentare nella memoria del sogno, nella nostra mente e anche in altri materiali più corporei, tattili. BLUNUDES: è l’evoluzione di una ricerca fotografica in bianco e nero sul nudo femminile cominciata nel 1998. In fase di ripresa, i corpi delle modelle sono stati pennellati nel buio usando la luce di una torcia. Le lastre che compongono questa serie sono delle stampe “imperfette” realizzate con la tecnica della Cianotipia su vetro.

8- Richard Tuschman “Hopper meditations” (Usa)

Hopper Meditations è la risposta fotografica personale al lavoro del pittore americano Edward Hopper. Le sue immagini sono state create digitalmente creando dei diorami con case di bambole a grandezza naturale e modelli dal vivo. I set sono stati costruiti, dipinti e fotografati nel suo studio.  I temi evocati sono anche la solitudine, l'alienazione e il desiderio, sentimenti senza tempo e universali.

9- Niki Boon “Wild and free” (Nuova Zelanda)

L’artista ci racconta: Viviamo una vita semplice nelle zone rurali della Nuova Zelanda, i miei figli sono istruiti e vivono senza TV e altri apparecchi moderni, è uno stile di vita che può sembrare non convenzionale per alcuni, ma io sono qui per celebrare il luogo magico in cui ho scelto di vivere con la mia famiglia. Documento i giorni che trascorriamo insieme, in un ambiente ricco di natura. Io fotografo la nostra vita così com'è... il vero... ma anche come il riflesso di un'infanzia radicata nel profondo del mio passato ... luoghi sinceri, pieni di libertà... I miei figli, liberi e selvaggi, appartengono a queste terre, sono profondamente connsessi a questi luoghi in cui il paesaggio inizia dove finiscono le loro piccole anime.

10- Katrina Kepule “Sit silently” (Lettonia)

Il progetto duraturo “Sit Silently” ritrae i segni del tempo incorporati nei riti delle sottoculture che circondano la capitale della Lettonia e la sua periferia. Il fotografo cerca di identificare gli elementi in cui l'Europa contemporanea incontra scenari del passato, come il periodo sovietico o il movimento per l'indipendenza della fine degli anni 1980 in Lettonia. 

11- Kerry Mansfield “Aftermath” (Usa)

I medici, i loro bisturi e la chimica, avevano distrutto la struttura fisica in cui avevo vissuto fino ad allora. Il mio corpo era diventato qualcos'altro. Sapevo che la mia immagine sarebbe andata in frantumi. Cosa sarebbe emerso, era un mistero... E’ con questo spirito, con emozioni a me sconosciute che ho preso la mia macchina fotografica per documentare la catarsi della mia trasformazione, proprio durante il trattamento contro il cancro. Nessuno era lì quando sono state fatte queste foto, ero sola con la mia disperazione, in una camera da letto. Tutto ciò è iniziato come una storia che sarebbe potuta finire in molti modi.”

12- Eran Gilat “Life science” (Israele)

Eran Gilat è un neuroscienziato e un appassionato fotografo. La sua ricerca scientifica si concentra sullo studio dei meccanismi alla base dell'epilessia, nonché sullo sviluppo di una cura innovativa per questa malattia. Allo stesso tempo, Eran, è frequentemente invitato a tenere conferenze e a scrivere sull’argomento. Negli ultimi anni, fortemente ispirato dai tessuti biologici per lo studio delle neuroscienze, Gilat ha dedicato grande attenzione alla natura morta e al ritratto concettuale in fotografia. Improvvisa in vari contesti, utilizza strumenti che non sono solo quelli tipicamente utilizzati in sala operatoria.

13- Marco Onofri “Followers” (Italia)

Marco Onofri in questo lavoro racconta dell’epoca in cui viviamo. Lo fa con abilità tecnica e lucidità di pensiero. Le quattordici fotografie che compongono il progetto parlano di chi guarda prima ancora di chi è guardato. Sarebbe un errore pensare che il focus della serie fossero le modelle dai seni scoperti e dalle pose ammiccanti. La sensualità delle “lei” cede il passo ai “loro”.  I seguaci. Quelli che osservano, commentano, condividono.

14- Laurent Chehere “Flying houses” (Francia)

"Flying Houses" nasce da un’ispirazione, da una visione poetica della vecchia Parigi… Jules Vernes, Albert Robida, Moebius, Hayao Miyazaki, Albert Lamorisse, Wim Wenders, Federico Fellini, Marcel Carné, Jean Cocteau… Questi edifici ritraggono i quartieri poveri e cosmopoliti di Parigi, dove vive Laurent Chéhère. Attraverso un rapporto tragico e malinconico, testimoniano poeticamente e sottilmente di una realtà contemporanea allarmante rivelando i meandri delle preoccupazioni di una classe sociale impoverita, in particolare composta da zingari e immigrati. 

15- Marja Pirila “Pinhole Photograps” (Finlandia)

Quando si fa una fotografia stenopieca, il fotografo è solo un assistente, ha il compito di aiutare il mondo circostante ad imprimersi sulla superficie sensibile alla luce, all'interno della scatola buia.
Il foro stenopeico ha reso possibile poter immortalare ciò che ormai era invisibile o scontato, così come la presenza della natura, che fino ad allora era rimasta in silenzio per la mia fotocamera.

16- Valerio Bispuri “Mondo rom” (Italia)

I Rom sono un gruppo etnico originario del nord-ovest dell’India e presente in tutta Europa e in America. La loro popolazione totale è stata recentemente stimata a oltre 14 milioni. Solitamente formano un gruppo sociale separato, solo parzialmente integrato nelle società e nei paesi in cui vivono. Una storia di discriminazioni, persecuzioni e massacri – culminata con l’olocausto – ha spinto i Rom e altri popoli affini (Sinti ecc.) ai margini della società, facendone una delle minoranze più vulnerabili e svantaggiate d’Europa. Molti Rom continuano a dover affrontare un diffuso razzismo, a ottenere un accesso limitato ai diritti e ai servizi di base, a non essere quasi rappresentati nella vita pubblica e politica. Di conseguenza, povertà, disoccupazione, analfabetismo, mancanza di istruzione formale, inadeguatezza degli alloggi costituiscono per loro condizioni consuete. 

17- Zaira Zarotti “The freaky table” (Italia)

La bellezza effimera delle cose semplici e quotidiane, di cui il cibo certamente riveste un ruolo importante, per me sono un pretesto di indagine visiva e interiore. Il cibo è sostentamento certo, ma è anche cultura e ci rappresenta più di quanto possiamo immaginare. Cerco di indagare questi aspetti in una chiave contemporanea, che possa essere legata a questo tempo e anche al mio di tempo, quello più intimo in cui potersi chiudere nel silenzio di una stanza buia, guardando la luce che si posa sulle cose ed esplorando la poesia dell’impermanenza.

18- Elena Chernyshova “Days of night | Nights of day” (Russia)

“Days of Night/Nights of Day" racconta la vita quotidiana degli abitanti di Norilsk. Norilsk è una città mineraria, con una popolazione di oltre 170.000. E' la città più a nord (100.000 persone) di  tutto il mondo. La temperatura media è di -10 ° C e raggiunge minimi di -55 ° C in inverno. Per due mesi dell'anno, la città è immersa nella notte polare quando ci sono zero ore di luce solare.

19- Christian Deledda, Samuele Laurenzi “Solo matti” (Italia)

Un tetro labirinto di corridoi e stanze dalle pareti scrostate, ormai preda della polvere e della consunzione del tempo, racchiude a Volterra una delle pagine più oscure della storia d’Italia. È l’ex Ospedale Psichiatrico, una delle tante strutture che, fino alla Legge Basaglia del 1978, costellavano il Paese per occultare una categoria di persone verso cui la società nutriva repulsione e, al tempo stesso, timore: i “matti”.

20- Aa. Vv. “Gli anni della Dolce Vita” (Italia)

La mostra Gli anni della dolce vita, tendenze della fotografia italiana, restituisce uno spaccato della vita italiana dall’immediato secondo dopo guerra fino al post boom economico degli anni’70. Voluta dalla FIAF, federazione italiana associazioni fotografiche, l’esposizione raccoglie settanta fotografie in bianco e nero divise in tre sezioni: la dolce vita, l’amara vita e la nuova vita. La mostra è correlata con le foto di scena del backstage del film "La dolce vita", Federico Fellini 1960.

21- Juri de Luca, Marco Gambassi (James Acto Photography) “A silver soul” (Italia)

Cinque storie, cinque serie di ritratti di persone che, a modo loro, stanno cercando la propria identità attraverso passioni e professioni svolte in modo sostenibile per l’ambiente in cui viviamo. Nessuna di queste persone sta cercando in quello che fa la ricchezza economica o uno status sociale, ma guardano all’essenza della propria attività. Fare qualcosa per essere felice. I soggetti sono stati tutti ritratti con la tecnica del collodio umido.

22- Marco Mandrici “I vuoti giorni” (Italia)

Nella serie “I Vuoti Giorni” le spiagge diventano occasione per evocare il vuoto. Un vuoto tanto più profondo quanto più vasto è lo spazio e il silenzio che si aprono davanti e dentro di noi. Il vuoto ci invita a guardare lungamente per cercare di scorgere una traccia, un’impronta, una presenza. C’è nel vuoto una sorta di mistero, di tempo sospeso, di attesa, di ascolto silenzioso di storie che non appaiono e che pure percepiamo essere presenti. Storie senza tempo e senza identità che viviamo come nostre. Le immagini de “I Vuoti Giorni” vogliono essere un omaggio alla bellezza del vuoto e del silenzio.

23- Mads Nissen “Homophobia in Russia” (Olanda)

Essere lesbiche, gay, bisessuali o transgender (LGBT) sta diventando sempre più difficile in Russia; le minoranze sessuali si trovano ad affrontare una discriminazione giuridica e sociale, molestie e persino violenti attacchi, crimini d'odio da parte di gruppi conservatori religiosi e nazionali. Nel giugno 2013, l'omofobia in Russia si è spostata dalle strade alla legislazione del paese, la Duma di Stato ha adottato all'unanimità una legge anti-gay che vieta la "propaganda di rapporti sessuali non tradizionali", rendendoli illegali per riuscire a contenere tutti gli eventi legati a questo argomento: come gay pride o dibattiti sulla difesa dei diritti dei gay… Questo reportage documenta le molestie e le persone colpite da questo fenomeno. Il progetto ci mostra varie realtà com l'aula in cui vengono interrogati gli attivisti gay, la discoteca dove si sentono liberi di mescolarsi, una famiglia lesbica che vive nella paura che i loro tre figli possano essere portati via dallo Stato a causa delle proprie scelte sessuali e personali. Questo è un tentativo di capire che cosa si prova a vivere un amore proibito nella Russia moderna. Con una foto di questa serie, Mads Nissen ha vinto il World Press Photo 2015.

24- Claude Peschel Dutombe “Dream of a distant place” (Germania)

“Da ragazzo, cresciuto negli anni '70 e '80 dietro la cortina di ferro della Guerra Fredda – a Berlino Est – ho sempre sognato ad occhi aperti tanti posti lontani e luoghi misteriosi che a noi, gente del blocco orientale (comunista) non era permesso visitare. Il mio desiderio di scoperta e di avventura si è manifestato nelle lunghe ore trascorse con le mie cartoline e la collezione di monete provenienti da tutti gli angoli del mondo, con la lettura di libri che raccontavano storie di luoghi che avrei voluto vedere con i miei occhi. Questo progetto è un tentativo di ricostruire le immagini dei miei sogni d'infanzia, quando la mia mente ha iniziato a vagare, guidata dalla voglia di viaggiare che in quegli anni era stata politicamente repressa”

25- Roberto Lavini “Stampe al pigmento 2.0” (Italia)

La ricerca fotografica di Roberto Lavini è una sorta di esplorazione sulla soglia di un tempo indefinito in cui si intrecciano il passato, il presente e il futuro. Una ricerca che è anche matrice di una pratica analogica in un mondo dominato da immagini virtuali. Stampe al pigmento che sembrano restituite da una "macchina del tempo" che costantemente ripercorre e reinventa la Storia della Fotografia.

26- Claudia Sicuranza “Liquid times” (Italia)

Questo progetto nasce da una riflessione sul corpo come mezzo di espressione. Fin dall'antichità infatti vengono praticati interventi di modifica del proprio corpo; gli stessi che oggi definiamo i moderni rituali attraverso il quale far emergere la propria storia, personalità, gusti, gli affetti, o attraverso i quali ricercare una propria identità e comunicare l'appartenenza al proprio gruppo generazionale.

27- Centro Helios “Tanti per tutti” (Italia)

La partecipazione al progetto nazionale “Tanti per tutti – Viaggio nel Volontariato Italiano” è un’altra tappa importante di un percorso condiviso di crescita personale e operativa dei nostri fotografi. Il tema ci ha subito entusiasmato ed essendo a conoscenza del lavoro dei volontari dell’ “AVO” (Associazione Volontari Ospedalieri) e della “Tribù dei Nasi Rossi onlus” nella struttura ospedaliera di Arezzo, abbiamo ritenuto molto bello e interessante poter realizzare un documento fotografico che attestasse il lavoro giornaliero di queste persone nei reparti dell’ospedale aretino. Sono stati visitati e fotografati i reparti di pediatria, geriatria e ortopedia nel corso di tre uscite mattutine, nelle quali i nostri fotografi si sono impegnati a rappresentare con i loro scatti momenti di solidarietà e impegno sociale in situazioni nuove e mai sperimentate prima. Successivamente, in vista del calendario dell’Associazione AVO per l’anno 2016, i fotografi sono stati richiamati per documentare, attraverso nuove fotografie, le attività svolte dai volontari nei restanti reparti ospedalieri. Dalla selezione di quest’ultimo impegno fotografico sono nati gli scatti inediti in bianco e nero presenti nella corrente rassegna.  Fotografare in ambienti chiusi, con luci artificiali e con soggetti spesso in movimento è stata una sfida nuova e importante che i nostri fotografi hanno accolto e alla quale si sono adattati nel migliore dei modi. Dovendo organizzare le uscite in gruppo, ognuno di loro ha ritratto gli stessi soggetti, ma si è distinto per il proprio stile, per la diversa attenzione ai particolari dei soggetti ritratti, per le differenti distanze e angolazioni usate, per i diversi punti di vista. Ognuno di loro ha dunque creato il proprio modo di rappresentare quella realtà, unico e inconfondibile che è diventato ponte naturale per comunicare a se stessi e agli altri sentimenti ed emozioni suscitate da ciò che vedevano. Per noi è stato bello ed emozionante intraprendere insieme ai nostri fotografi un percorso di crescita e scoprire con quali occhi guardano la vita e la realtà intorno a sé.

28- Paolo Menchetti “Valdichiana: un mosaico di colori, uno scrigno di ricordi” (Italia)

“Se esiste al mondo un luogo in cui mi sento vivo e pieno di energia, quello è la mia amata terra natia, la Valdichiana, una valle tra la Toscana e l’Umbria. Sono nato a Brolio, un minuscolo paesello nel comune di Castiglion Fiorentino, un pugno di case coloniche sparse tra basse colline e piccoli torrenti. La Valdichiana è ai miei occhi un mosaico di colori e uno scrigno di ricordi: le tinte dei poderi coltivati, i casolari abbandonati tra campi di grano, i girasoli che si stagliano sul cielo azzurro, le messi dorate, i viali alberati che al tramonto si tingono di arancione e il calar del sole su cui si delineano le sagome scure delle fattorie. Non esiste un luogo nella terra che evochi in me ricordi e sensazioni più forti di questo. Non esiste altro luogo in cui mi sia mai sentito veramente a casa come qui.”

29- Aa. Vv. “Dietro le quinte del Saracino” (Italia)

Questo è il progetto fotografico in cui hanno deciso di cimentarsi i soci dell’Associazione Fotografica Imago di Arezzo: un’iniziativa tesa a documentare e a celebrare l’enorme lavoro compiuto dai protagonisti della Giostra lontano dai riflettori della Piazza. Il progetto ha preso il via dai quattro Quartieri cittadini. Dagli allenamenti dei giostratori alla manutenzione dei costumi, dalle vestizioni dei figuranti alla preparazione delle cene, i Quartieri costituiscono un sensazionale fulcro della vita sociale cittadina, aggregando centinaia di persone accomunate dalla passione verso i colori del relativo emblema.

Il progetto iniziato nel 2016 vedrà la fine nel 2017 (in cui saranno ritratti tutti gli altri soggetti coinvolti nella manifestazione, come musici, sbandieratori, lo scultore delle lance Francesco Conti…) con la successiva realizzazione di un libro fotografico.

30- Roberto Lavini, Antonio Losco, Luca Pichi, Moreno Purgatori “Paesaggi urbani” (Italia)

UNA VISIONE DEL PAESAGGIO URBANO ATTRAVERSO PRATICHE TRADIZIONALI DI CAMERA OSCURA: BRUNO VAN DYKE, CIANOTIPIA, ALBUMINA E CARTA SALATA: I fotografi presenti in questa mostra: Roberto Lavini, Antonio Losco, Luca Pichi e Moreno Purgatori, rielaborano e ridisegnano i confini dell’arte fotografica analogica e storica. Questi fotografi sperimentano materiali, strumenti e tecniche che sono tratte dalle pagine della Storia della Fotografia in una avvincente ricerca per creare immagini che hanno senso. Per loro la scelta di un processo è tanto importante quanto la scelta del soggetto. Ciascun autore gioca sul tema del paesaggio urbano come riflessione sui suoi molti significati di spazio, ambiente, territorio, luogo in cui si vive e da cui ci si allontana.

31- Aa. Vv. Associazione Fotografica La Pieve “Itinerari” (Italia)

Il Gruppo Fotografico “La Pieve” nasce nel lontano 1975 e, dopo vari cambiamenti negli anni, ha assunto la forma attuale, caratterizzata da una connotazione culturale, fondata sullo studio, la discussione, la pratica della fotografia, l’individuazione e l’approfondimento delle peculiarità del suo linguaggio, attraverso la massima libertà dei partecipanti di praticarla, affrontando qualsiasi realtà possa interessarli.

 

LE SEDI ESPOSITIVE:

1-    @Galleria Spazio Imago

Tony Gonzalez “Naidas” (Usa)

Lara Zankoul “Unseen-13” (Libano)


2-    @Palazzo Sacchi

Aa. Vv. Imago “Real | Unreal” (Italia)

Claude Peschel Dutombe “Dreams of a distant place” (Germania)

Robert Hutinski “Infinity” (Slovenia)

Nadir Kayacan “Pinholog” (Turchia)

Domenico Veneziano, Salvo Veneziano, Giuseppe Sinatra “Spazio Acsi Palermofoto” (Italia)

Richard Tuschman “Hopper meditations” (Usa)

Niki Boon “Wild and free” (Nuova Zelanda)

Katrina Kepule “Sit silently” (Lettonia)

Kerry Mansfield “Aftermath” (Usa)

Eran Gilat “Life science” (Israele)

 

3-    @Casa dell’energia (ex Fonderia Bastanzetti)

Marco Onofri “Followers” (Italia)

Laurent Chehere “Flying houses” (Francia)

Marja Pirila “Pinhole Photograps” (Finlandia)

 

4-    @Mercato delle Logge del Grano

Valerio Bispuri “Mondo rom” (Italia)

Zaira Zarotti “The freaky table” (Italia)

Elena Chernyshova “Days of night | Nights of day” (Russia)

 

5-    @Palazzo Gozzari

Christian Deledda, Samuele Laurenzi  “Solo matti” (Italia)

 

6-    @Chiesa dei Santi Lorentino e Pergentino

Aa. Vv. “Gli anni della Dolce Vita” (Italia)

 

7-    @Camera Chiara

Roberto Lavini, Antonio Losco, Luca Pichi, Moreno Purgatori “Paesaggi urbani” (Italia)


8-    @Museo dei Mezzi di Comunicazione

Juri de Luca, Marco Gambassi (James Acto Photography) “A silver soul” (Italia)

Marco Mandrici “I vuoti giorni” (Italia)

 

9-    @Casa Museo Ivan Bruschi

Mads Nissen “Homophobia in Russia” (Olanda)

 

10-  @Fotoclub Chimera

Roberto Lavini “Stampe al pigmento 2.0” (Italia)

 

11-  @Chiesa di Santa Maria della Porta

Aa. Vv. “Dietro le quinte del Saracino” (Italia)

 

12-  @Museo Archeologico Statale Gaio Clinio Mecenate

Laba Firenze: Luca Cacioli “Notturni urbani”, Filippo Rimatori “Solitude”, Giacomo Lazzeri &ldqu

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