Prima Pagina | Cronaca | E’ morto ad Arezzo Safet Berisha leggendario difensore del Partizan e della Nazionale albanese.

E’ morto ad Arezzo Safet Berisha leggendario difensore del Partizan e della Nazionale albanese.

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E’ morto ad Arezzo Safet Berisha leggendario difensore del Partizan e della Nazionale albanese.

Con un affettuoso abbraccio vorrei porgere l’estremo saluto a Safet Berisha, morto questa mattina ad Arezzo.

Safet era albanese, di Durazzo, dove era nato l’11 novembre 1949 e ad Arezzo era arrivato nel 1998, dopo che per sei anni era stato a Bari, dove era giunto nel ’92 e faceva l’autista di scuolabus.

Con coraggio, fatica e dignità aveva ricostruito la propria vita lontano dall’Albania, che lo aveva conosciuto come prestigioso calciatore, a partire da un regolare contratto di lavoro in Italia, dieci anni dopo essersi ritirato dal calcio a 33 anni.

Qui lo potevi incontrare con la divisa azzurro-gialla della Misericordia, presso la quale prestava il suo servizio alla guida degli automezzi della Confraternita.

In Albania aveva lasciato una memoria leggendaria di difensore centrale, abile colpitore di testa, del Partizani di Tirana e della Nazionale di calcio del suo paese della quale, a fine carriera, vestì anche la fascia di capitano.

Con il calcio aveva cominciato da giovanissimo, prima con la Lokomotiva di Durazzo, dove venne notato da Loro Boriçi, storico allenatore albanese che lo portò al Partizani, una delle squadre della capitale albanese.

Con la squadra di Tirana Safet Berisha giocò per quasi 14 anni vincendo lo scudetto, la Coppa d’Albania e anche il titolo di campione dei Balcani, in quella che era allora una specie di “Champions League balcanica”. E poi, in carriera, 20 partite con la nazionale del suo paese.

Qualche anno fa, cedendo alla mia insistenza, mi aveva mostrato gloriose cassette VHS nelle quali erano documentate partite internazionali nelle quali aveva giocato contro i campioni della sua epoca.

In particolare un’epica partita dei preliminari del campionato europeo del 1972 contro la Germania Ovest (che poi vinse quell’edizione), al Wildparkstadion di Karlsruhe, sebbene persa per 2-0 con reti di Netze e Grabowski.

Safet, descriveva con orgoglio e con rispetto le immagini di quella partita nella quale aveva a lungo morso i polpacci del Kaiser Franz Beckenbauer.

E poi la partita di qualificazione ai Mondiali dell’82, ancora contro la Germania e ancora persa per 2-0, dove Berisha si trovò a fronteggiare una linea d’attacco formata da Allofs, Hrubesch e Karl-Heinz Rummenigge.

 

I funerali si svolgeranno sabato 22 ottobre in Albania.

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