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Consiglio Comunale 20 marzo 2015. La lunga notte del bilancio e dell'area Lebole

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Consiglio Comunale 20 marzo 2015. La lunga notte del bilancio e dell'area Lebole

Interrogazioni

Dopo un minuto di raccoglimento richiesto da Franco Mazzi in memoria delle vittime della strage di Tunisi, la prima interrogazione della giornata è stata presentata dal consigliere comunale Roberto Bardelli: “il Teatro Petrarca sta diventando una novella infinita. Solo una festa di inizio lavori, un paradosso unico al mondo, e di rinvio in rinvio siamo arrivati a oggi. L'ultima dichiarazione di Pasquale Macrì aveva individuato il 15 marzo come data effettiva di riapertura. Corrisponde al vero che la Asl l'ha bloccata per motivi di sicurezza? Magari, per miracolo, verrà aperto in piena campagna elettorale”.

“Il Petrarca – ha replicato l'assessore Franco Dringoli – è stato un impegno forte di questa amministrazione che ha affrontato tutte le problematiche di recupero e agibilità. La soluzione del diritto d'uso cinquantennale al Comune ci ha consentito di partecipare a bandi di finanziamento pubblici. Sulla festa iniziale non vedo alcunché di scandaloso, poi i lavori sono andati avanti e nel frattempo l'impresa che si era aggiudicata i lavori è stata sottoposta a concordato: questo ha reso più complicato la prosecuzione dell'intervento. Il risultato per la città è arrivare in fondo, non è questione di mese prima o dopo. Attualmente siamo alle rifiniture e non corrisponde al vero, infine, che la Asl abbia bloccato i lavori”.

Ancora Bardelli: “faccio notare un'anomalia per un bando di Aisa impianti spa. Si cerca un impiegato coordinatore di servizi tecnici e fra i requisiti il titolo di studio previsto è la laurea nei vari ambiti di ingegneria. Tuttavia, ingegneria per l'ambiente e per il territorio non è contemplata. Fra le materie di esame figura proprio la normativa ambientale. Non è un controsenso?”.

Sempre Bardelli ha evidenziato “l'errore clamoroso della gestione del Baldaccio. Tramite Atam. Una soluzione che ha 'garantito', si fa per dire, 200 euro giornalieri di perdita. Quale decisione definitiva è stata presa?”.

L'ultima interrogazione di Bardelli ha fatto luce “sull'antenna a Villa Severi per cellulari di cui si parla. Corrisponde al vero questa notizia?”.

“Questo Comune – ha replicato l'assessore Paolo Fulini – si è dotato di un piano per la gestione dei campi elettromagnetici e per il controllo della proliferazione delle antenne. L'antenna di Villa Severi è prevista, nel campo sportivo. Ma proprio in virtù di quel piano noi siamo in grado di controllare gli operatori telefonici che altrimenti avrebbero mano libera”.

 

Gianni Cantaloni: “faccio notare la situazione di degrado del nostro centro storico, con lastricato deteriorato, lo sporco, le scritte, intonaci erosi, la scala dal Praticino a Piazza Grande, sono tutti esempi di una manutenzione inesistente. La risetta nel centro della piazza, messa in occasione del ghiaccio, se ora non viene rimossa rischia di danneggiare il mattonato. La fontana della piazza è asciutta e i beccucci sono mantenuti con della plastica inguardabile. Sono punti precisi e se c'è la volontà in una settimana si risolvono. A quando una doverosa risistemazione del centro storico?”.

“Contiamo nella cura e attenzione al patrimonio pubblico da parte dei cittadini – ha replicato l'assessore Franco Dringoli – e condividiamo le esigenze di cura del centro. Esiste un programma integrato di interventi che ha già dato i suoi frutti nelle pavimentazioni, nuove illuminazioni, lapidi stradali di pregio. Bisogna adesso dare continuità a questo percorso per consolidare una vocazione turistica di Arezzo in crescendo”.

Roberto Rossi: “Banca Etruria, dal 1882, è l'istituto di credito storico del territorio. Ne consegue che l'ente locale deve avere un interesse diretto e concreto a che la banca continui a esercitare un ruolo primario. Oggi sappiamo che l'istituto è commissariato. La governance ha svolto una cattiva gestione. Per quanto emerge dalle ispezioni della Banca d'Italia, esistono anche fattispecie sulle quali sta indagando la procura. Anche l'esercizio 2013 si è chiuso con una perdita enorme di 81 milioni di euro. Nessun dividendo per gli azionisti dal 2009. E anche gli ultimi dati sono veramente preoccupanti mentre molte sono le violazioni in materia di trasparenza. Banca d'Italia ha raccomandato l'accorpamento con un altro istituto di credito solido. Vicenza, sappiamo, ha presentato la sua offerta, rifiutata dal cda di Banca Etruria. Ora è sottoposto ad amministrazione controllata dal ministero dell'Economia con il compito di condurre l'azienda verso criteri di correttezza nella gestione. Si faccia chiarezza e trasparenza su tali vicende e si ponga come priorità la difesa dei piccoli risparmiatori, si apra un tavolo di concerto con la compagine sociale della banca, per discutere del suo futuro e per confrontarsi con i commissari”.

Siamo in una fase – ha replicato il pro sindaco Stefano Gasperini – in cui anche i commissari devono avere del tempo per capire a fondo la questione. Noi, dal canto nostro, l'interlocuzione l'abbiamo già aperta e continueremo a portarla avanti. Concepisco la cabina di regia come una cosa allargata a tutti i soggetti del territorio che abbiano a cuore la sua forza e la sua ripresa, dalla Asl alla Camera di Commercio. Anche noi ci aspettiamo chiarezza in tempi rapidi”.

Alessandro Ghinelli: “era a conoscenza l'amministrazione che dal 25 febbraio la società che gestisce la foresteria dell'atleta è in concordato in continuità? Come può gestire una struttura del genere? Non avete dato un'occhiata alla compagine sociale? Il soggetto è solvibile? Come minimo si deve parlare di incauto affidamento e a nulla serve minimizzare il problema”.

“L'opera – ha replicato l'assessore Franco Dringoli – è conclusa e ha tutte la caratteristiche per essere gestita e ospitare attività fin dalle prossime settimane. Il concordato è stato attivato dalla società al solo scopo di tutelarsi verso un ex socio che ora non fa più parte della compagine sociale. Non siamo dinanzi a uno stato pre-fallimentare, non esistono problemi attinenti al project”.

Gianni Mori: “9 educatrici andranno in pensione nel 2015, poi ci saranno le maternità e i permessi per la legge 104. Altri 6 dipendenti dei servizi per l'infanzia andranno in pensione il prossimo anno. La gestione diretta di asili nido e materne incontrerà molti problemi. L'amministrazione  non ha affrontato la riorganizzazione, ora non ci sono tempi tecnici per coinvolgere famiglie e operatori del settore in un confronto fattivo. Sì, ci sono state cinque persone nel frattempo impiegate ma a tempo determinato, dunque quali sono le azioni che s'intende mettere in campo sui servizi per l'infanzia e per sopperire alle carenze di personale? Qui c'è da prendere atto che dal 2012 si esternalizzano i servizi. Come riapriranno nidi e scuole a settembre?”.

“Quando si parla di programmazione – ha replicato l'assessore Barbara Bennati – ci sono variabili indispensabili: la prima è la certezza delle risorse. Con l'ultimo bilancio dovremo fare fronte a un taglio di due milioni di euro. Qualsiasi formula discussa, a fronte di questo venire meno di risorse, è tramontata. Poi, dobbiamo prendere in considerazione la disponibilità del personale: le proposte avanzate in vari incontri prevedevano assunzioni in un piano almeno triennale, cosa che anno scorso è venuta meno a causa della vicenda delle province: non possiamo adottare assunzioni a tempo indeterminato perché occorre verificare prima la situazione del personale provinciale. Si è sopperito con assunzioni a tempo determinato.

Per il 2015-16 si ribadisce che la scuola è un bene comune e l'intenzione a mantenere un nucleo a gestione diretta comunale che accolga il maggiori numero di bambini. Secondo, sarà importante valutare il numero di iscrizioni: risulta a oggi un calo importante. Terzo: c'è un'indubbia difficoltà a garantire il turn over dei pensionamenti ma a settembre, ribadisco e questo è importante, vogliamo soddisfare ogni domanda delle famiglie”.

Approvato il piano delle opere pubbliche

17 i voti a favore

Approvato dal Consiglio Comunale il Piano delle opere pubbliche 2015 che prevede 13 milioni e mezzo di investimenti. Centrale è la manutenzione. Disco verde per il Polo del Digitale e prosecuzione dei lavori in Fortezza e sugli assi ottocenteschi. Inoltre, via libera a 16 cantieri.

Il piano è stato approvato con 17 voti a favore e 9 contrari. 4 gli astenuti.

Ecco la sua illustrazione da parte dell'assessore Franco Dringoli.

“In primo piano le scuole. Investimento di 860mila euro destinati a coperture, infissi, indagini sismiche. Saranno interessati 7 edifici scolastici (Matrignano, Sante Tani, Rigutino, Pescaiola, Fonterosa, Piero della Francesca, Indicatore). Quanto alle indagini sismiche, queste sono già in corso in 13 scuole di proprietà comunale.

Dalla manutenzione al restauro con Porta Trento e Trieste (300mila euro) e acquedotto Vasariano (350mila euro messi a disposizione della Fraternita dei laici).

Forte attenzione alle aree verdi: 165mila euro per il parco di via Emilia e 95mila per quello di San Lorentino e Pergentino. E poi l’intervento sul Pionta che prevede l’azione congiunta di Comune, Università e Asl per illuminazione, manutenzione ordinaria e straordinaria. Il Comune si occuperà del viale di accesso e della pista ciclabile con 400mila euro.

Tra le aree sportive, intervento su quella di Frassineto con 400mila euro. E due ciclopiste grazie a un milione di euro messo a disposizione della Regione: una lungo l’Arno e l’altra tra Pratantico e Indicatore. Tra poco partiranno, con una spesa di 400mila euro, i lavori per i centri di aggregazione di San Marco e di Tortaia.

Gli investimenti finanziariamente più consistenti: continua il lavoro sugli assi ottocenteschi con la volta di via Guido Monaco e l’investimento, con fondi regionali, è di 450mila euro; in Fortezza sul Bastione Belvedere con 650mila euro; 3 milioni e 450mila euro, dei quali 1 milione e 950mila di fonte regionale, per il Polo Digitale, a Pescaiola nell’area dell’ex mercato ortofrutticolo.

Nuove strutture per la mobilità: investimento di 1 milione e mezzo di euro per realizzare la rotatoria di Ponte a Chiani e 161mila euro per potenziare la rete dell’infomobilità, cioè delle informazioni su parcheggi e accessi alla città.

Altre opere inserite nel piano sono la riqualificazione di via Petrarca (850mila euro), marciapiedi sulla strada regionale 71 in Valdichiana (350mila euro), variante per il passaggio a livello di Giovi (1milione e mezzo di euro), Polo del Restauro (490mila euro).

Ora scatteranno le procedure per le gare e quindi l’attivazione dei cantieri: 16 i possibili entro quest’anno a partire dal mese di aprile”.

Il consigliere Barone ha affermato che “non c'è nulla di nuovo sotto il sole. Le opere classificate a priorità 1 dovrebbero iniziare tra pochi giorni. Questo non è possibile ed è quindi evidente che il programma è scarsamente credibile quanto ai tempi di realizzazione. Quanto alle norme antisismiche per gli edifici comunali, siamo lontani addirittura dal completare il semplice monitoraggio”

Il consigliere Mattesini ha dedicato la prima parte del suo intervento alle scuole: “nel piano c'è anche   di Indicatore?”. Quanto alla rotatoria di Ponte a Chiani: “questa opera non dovrebbe essere realizzata dalla Provincia?”. Ha poi chiesto quale immobile sarà venduto in funzione delle nuove opere da realizzare. Ha quindi affermato che il Piuss “non ha portato nulla se non una serie di inaugurazioni. Dove è finito il Fashion Building? Quale utilizzazione della Casa dell'Energia? Siamo di fronte ad una serie di specchietti delle allodole”.

Il consigliere Luigi Lucherini: “mi rendo conto della difficoltà ad effettuare investimenti a causa della carenza di risorse.  Si cerca di “inventare” forme di finanziamento che non possono essere alla base della programmazione delle opere pubbliche”. Lucherini si è poi soffermato sulla necessità di agire rapidamente e senza ritardi nelle azioni di studio e azioni in merito ai piani antisismici nelle scuole.

Il consigliere Gianni Cantaloni ha lamentato “la mancanza di un cambio di passo di questa  amministrazione. Ci sono lavori che non sono adeguati alle necessità e opere che non vengono progettate. Non ci sono lavori che vengono finanziati con risorse europee. Bisogna avere i cassetti pieni da progettare sia al Ministeri che all'Unione Europea. Oggi non possiamo fermarci ai confini nazionali”.

La consigliera Elisa Bertoli ha presentato due emendamenti al Piano delle opere pubbliche indicando quali immobili vengono destinati alla riqualificazione del Parco Pertini e alla riqualificazione del Pionta e alla realizzazione della relativa pista ciclabile

Il consigliere Alessandro Ghinelli : “questa amministrazione aveva il dovere di gestire bene questa parte finale della consiliatura. Perchè stupirsi se non l'ha fatto, visto che mai ha dimostrato questa capacità? Questa città non ha mai visto una rotta da seguire e quindi il Piano delle opere è una mera elencazione, priva di ogni strategia e visione della città. Arezzo non ha ancora un piano di microzonizzazione sismica che divide la città in zone diverse. Continua a mancare il Piano della mobilità

L'approvazione del bilancio

E le aliquote Imu e Tasi

La presentazione

 Il Consiglio Comunale ha approvato, prima del documento unico di programmazione e del bilancio di previsione 2015/2017, le aliquote e le detrazioni dell’imposta municipale Imu e della Tasi, il tributo che serve a sostenere i cosiddetti servizi indivisibili (soprattutto manutenzioni di vario genere, dagli stabili agli impianti, dalle strade al verde pubblico ma anche mobilità e polizia municipale) che nel triennio di riferimento sono pari a 11.280.307 euro per il 2015, 11.166.739 per il 2016 e 11.190.245 per il 2017.

 E’ stato il Pro Sindaco e assessore al bilancio, Stefano Gasperini, ad illustrare le pratiche, premettendo come Arezzo abbia pagato, anche nel 2014, un pesante prezzo alla crisi economica.

 “Sono stati perdute altre centinaia di posti di lavoro, Banca Etruria è stata commissariata, siamo ancora in una fase di incertezza sulla destinazione di deleghe e di personale della Provincia. Il Documento Unico di Programmazione del nostro Comune, che è qualcosa di più del vecchio e tradizionale  bilancio, registra un ulteriore taglio dei trasferimenti statali pari a 2 milioni di euro. Abbiamo delineato una strategia di sviluppo dell’Ente non rinunciando al ruolo che gli spetta nel sistema economico e istituzionale locale. Scelte e strategie che non sarebbero state possibili se il Consiglio comunale avesse fatto, nel settembre scorso, la scelta del Commissariamento invece che della continuità amministrativa”.

 Per fronteggiare la riduzione delle risorse trasferite al Comune per effetto di interventi normativi che hanno inciso proprio sulla corretta gestione e mantenimento dei servizi erogati, l’amministrazione ha effettuato alcune variazioni alle aliquote che garantiscono un incremento di gettito ma allo stesso tempo semplificano il quadro tributario, accorpando sulla sola Imu il carico di imposta per alcune categorie immobiliari che non sono più gravate dalla Tasi.

Per l’abitazione principale, sulla quale è solo la Tasi che si applica, l’aliquota è dello 0,33 %. In questa categoria sono comprese le abitazioni, purché non locate, di anziani e disabili che acquisiscono la residenza in istituti di cura, le unità immobiliari delle cooperative edilizie, delle forze armate e delle forze di polizia, la casa coniugale assegnata al coniuge a seguito di provvedimento che determini la cessazione degli effetti civili del matrimonio. Ci sono le detrazioni da applicare sulla base della rendita catastale e di 50 euro per ciascun figlio di età non superiore ai 26 anni e residente.

Nel quadro dell’accennata razionalizzazione tributaria, per tutte le altre categorie di immobili ecco che la Tari lascia il posto solo all’Imu: 0,60% per ville, castelli e tutte le abitazioni di pregio; 1,06% per le seconde case; 0,89% per immobili dati in locazione o comodato; 0,87% per alberghi e pensioni; ancora 1,06% per case di cura, ospedali, banche, assicurazioni, uffici, studi privati e aree fabbricabili. Sui terreni agricoli l’Imu è dello 0,76%.

Zero imposte per i fabbricati rurali a uso strumentale dell’agricoltura e per i fabbricati costruiti dall’impresa costruttrice e destinati alla vendita.

I numeri del bilancio prevedono per il 2015 entrate per 61,640 milioni di euro. Solo 7 milioni (11,45%) derivano da trasferimenti statali. L’Imu copre il 32% delle entrate, la Tari quasi il 29% e l’addizionale comunale Irpef quasi l’11%. Le principali destinazione di spesa corrente: sviluppo e tutela del territorio 26,97%, servizi generali 23,58%, politiche sociali 14,14%, istruzione 7,98%, trasporti 7,04%, sicurezza 5,59%. L’indebitamento del Comune sta diminuendo: dai 38,880 milioni del 2014 ai 31,987 del 2015. Si prevede di scendere a circa 26 nel 2016 e a circa 19 nel 2017. L’amministrazione intende proseguire sulla strada della trasparenza già intrapresa positivamente con l’introduzione di open bilancio, evidenziando con chiarezza e trasparenza le azioni di revisione della spesa e le linee di sviluppo intraprese dall’Ente. Il tendenziale contenimento della pressione fiscale, nonostante la progressiva riduzione dei trasferimenti dello Stato, rappresenta un obiettivo strategico. Prosegue l’importante azione di recupero dell’evasione dei tributi comunali, già avviata in questi anni.

Il dibattito

Mattesini: “questa amministrazione non ha ritoccato le aliquote? Non è così. Questo Comune ha aumentato le tasse ed ha fatto la scelta di far fronte alla diminuzione delle entrate con prelievi dalle tasche dei cittadini. Pensiamo solo all’incremento della Tares con un più 9% e all’Imu sui terreni agricoli”.

 Barone: “questo bilancio segue la classica impostazione di quelli precedenti. Non è stata fatta una rivisitazione della spesa: ci sono uscite che potrebbero essere contenute fino alla reinternalizzazione di servizi nel comune valorizzando le professionalità interne. Vanno contenute le consulenze e gli incarichi esterni, in modo particolari quelli connessi al Piano triennale delle opere pubbliche. Siamo di fronte ad un mancato contenimento delle spese e ad un aumento della tassazione per i cittadini”.

 Ruzzi: “vorrei alcuni chiarimenti dai Sindaci revisori che però non vedo in aula”

 Pagliazzi: “quello presentato è un bilancio di emergenza. Capisco le difficoltà ma non era possibile fare qualcosa di più e di meglio? Siamo all’ordinaria amministrazione e, seppur in questo contesto, di fronte a scelte condivisibili, a cominciare dalla prevalenza della manutenzione rispetto a nuove e grandi opere” Pagliazzi ha quindi annunciato il suo voto positivo al bilancio.

 Scartoni: “Pagliazzi ha presentato con una logica super partes la situazione che abbiamo di fronte. L’applicazione dell’Imu sui terreni agricoli è una decisione dello Stato e non una scelta autonoma dell’Amministrazione. Le aliquote Irpef sono state rimodulate esonerando chi ha redditi particolarmente bassi. L’applicazione della Tasi è stata semplificata. Quanto all’Imu sulle seconde case, se queste sono utilizzate da familiari, l’aliquote viene abbassata a 0,89”.

 Stella: “Imu è materia di Consiglio comunale, così come il bilancio. E questo bilancio sarà approvato senza nemmeno un emendamento e questo perché non ci è stata data la possibilità di discutere liberamente su di esso. Non siamo stati messi nelle condizioni di approfondire e quindi di proporre soluzioni e scelte alternative. La Regione Toscana sta riportando Arezzo ai primi del ‘900. Pensiamo alla fine che hanno fatto Aisa, Atam/Etruria Mobilità, Estra e le aziende che hanno le loro direzioni fuori Arezzo”.

 Scatizzi: “ci premeva la salvaguarda dei servizi sociali e quindi il blocco delle tariffe dei servizi alla persona. Questi obiettivi sono stati centrati e i tagli non interessano né sociale né scuola. L’amministrazione ha portato avanti il risanamento del bilancio e consegnerà alla nuova amministrazione un Comune finanziariamente sano. E questo in controtendenza a quelle amministrazioni che alla vigilia della campagna elettorale incrementano le spese. Dobbiamo fare attenzione ai tempi di risposta alle domande dei cittadini”.

 Bardelli: “questa amministrazione ha fatto agonizzare la città che è ridotta ad un disastro totale. Le strade non sono percorribili. Le piste ciclabili gridano vendetta. In questi sei mesi abbiamo assistito al proseguimento stanco di un’amministrazione che è andata sempre più in basso. Non è stato fatto nulla per la Pm, per l’edilizia residenziale pubblica, per il sociale”.

 Mori: “è fallita l’idea di rendere il bilancio un documento più semplice. Quello che siamo chiamati a discutere è estremamente complesso. Non investiamo nella formazione del personale al quale dal 2009 non viene rinnovato il contratto.  In Europa sono stati i cittadini a ripianare i buchi creati dalle banche. E’ evidente che il “pubblico” non ci interessa più e che questa amministrazione vuol un comune leggero”.

 Cantaloni: “ero contro il Commissario ma la prova dei fatti non è stata positiva. Non sono stati affrontati i problemi della città: la decine di punti che devono essere immediatamente affrontati. Il confronto non c’è stato ed ho visto solo balletti strani, disponibilità dette e non dette. Non c’è stato dibattito per disegnare il progetto di una comunità diversa. Non è stato messo insieme il meglio della società aretina per far uscire la città dalla crisi”.

 Bracciali: “. Si parla di renzismo ma io vorrei portare nella nuova amministrazione un po’ di “gasperinismo”. Un esempio da seguire, quello di Stefano Gasperini, per la disponibilità e la determinazione che ha dimostrato in questa difficile fase. Un’amministrazione decisa a non far pagare alle future generazioni le eredità di quelle precedenti. Quanto alla tassazione dei cittadini, continuiamo ad essere uno dei comuni più virtuosi del paese. Portiamo cose concrete in termini di opere pubbliche: sia a quelle realizzate che a quelle progettate. E penso alla sussidiarietà: costruiamo con il terzo settore le politiche sociali della città. La riforma delle Asl non ci accontenta e non ci piace: l’atto d’indirizzo presentato dal gruppo Pd nella scorsa seduta, è positivo e costruttivo”.

 Barone: “perché Bracciali svolge questi proclami? Perché negli anni scorsi non ha richiesto queste azioni a Fanfani? Perché non è stata affrontata finora la questione della stazione sulla Direttissima? Si sono persi i collegamenti ferroviari  e  non siamo stati capaci nemmeno di trattenere un IC”.

 Lucherini: “i cittadini vedono con questi bilanci una città sporca, mal mantenuta, strade con buche pericolose. Non si è vista un’opera pubblica che fosse realmente al servizio dei cittadini. Quale utilità ha avuto la Casa dell’Energia? Ne è stata fatta, in Italia, solo una e in una grande città come Milano. Se questi del centro sinistra fossero stati bilanci meravigliosi, allora questa dovrebbe essere una città meravigliosa. Ma così non è. Le aspirazioni dei cittadini vengono costantemente deluse.

 Roberto Rossi: “voterò contro perché condivido le posizioni espresse dal consigliere Stella sui tempi della Commissione bilancio. Quanto ai contenuti del bilancio: perché solo uno 0,2 al turismo se lo consideriamo strategico?  Nel bilancio ci sono una decina di pagine che appaiono scritte in aramaico e non sono comprensibili in lingua italiana”

I voti

 Sia le aliquote che il Dup sono stati approvati con 18 voti a favore, 10 contrari e 1 astenuto.

Area Lebole, disco verde alla Cittadella degli Affari

Il voto nella notte

Approvato definitivamente il piano complesso di intervento denominato “Cittadella degli Affari”: quattro i comparti ma quello dove insiste l’area della ex Lebole è il C1. Il C2 corrisponde all’area del vecchio Centro Affari, il C3 è quello dove insiste la nuova sede di Arezzo Fiere e Congressi, il C4 corrisponde al raccordo autostradale. Fin dall’esordio di questa pratica urbanistica, si è subito dato corso all’iter relativo alle opere che andranno a insistere sul primo comparto, lì dove sorgeva la storica fabbrica manifatturiera. Nell’ambito di questo comparto C1, la cui superficie utile lorda recuperabile è di 69.196 metri quadrati, sono stati individuati i sotto-comparti C1 A, destinato a direzionale, commerciale e turistico-ricettivo, e C1 B, destinato al residenziale. Elemento qualificante resta il verde pubblico con ben 41.000 metri quadrati a esso destinati, l’edilizia residenziale sociale viene ridotta da 5.000 a 2.703 metri quadrati. Complessivamente al residenziale sono destinati al massimo 34.000 metri quadrati.

Più specificamente, sul primo comparto, il C1 A, insisteranno anche la stragrande maggioranza delle opere di urbanizzazione compresi l’intervento sul raccordo autostradale e il collettore che inciderà sul sottopasso di via Galvani. Le tre strutture commerciali di progetto resteranno divise e con un ordine di grandezza similare. Tutta questa superficie commerciale al dettaglio non potrà eccedere i 12.500 metri quadrati.

I parcheggi, per i quali in sede di adozione era stato eliminato l’obbligo di una percentuale di interrati, sono adeguati alle dimensioni e alle funzioni dei comparti. Un sistema di permeabilità pedonale e ciclabile è pensato per unire i vari comparti, nell’ambito di un generale miglioramento urbanistico di una zona d’ingresso alla città che subirà una trasformazione qualitativa, oltre che beneficiare di una grande opportunità di sviluppo, grazie a investimenti privati.

L’architetto Calussi ha illustrato le 26 osservazioni presentate al Piano complesso d’intervento Cittadella degli Affari.

Rodolfo Rossi: “Le schede sarebbero state maggiormente complete se avessero contenuto anche il parere della Cat”.

Alessandro Ghinelli: “rinviamo le osservazioni inerenti la viabilità e cioè quelle sul comparto C4 per le quali è opportuno attendere la deliberazione di Anas. E discutiamo tutte le altre osservazioni”. Il pro Sindaco Gasperini ha replicato che il rinvio di questo tema comporterebbe l’impossibilità di votare la pratica. Ed ha quindi dichiarato non ricevibile la proposta di Ghinelli.

Alessandro Caneschi, Presidente della Cat, ha affermato che la questione della viabilità deve essere affrontata in questo contesto.

Nel corso del dibattito sulle osservazioni sono intervenuti anche Gianni Cantaloni, Roberto Rossi, Roberto Barone, Roberto Ruzzi

Osservazioni approvate: 5

Osservazioni respinte: 15

Parzialmente accolte: 6

Dopo i voti sulle osservazioni, ci sono state le dichiarazioni di voto dei gruppi consiliari.

Francini:”abbiamo più volte espresso parere contrario a questa pratica. Si è perditra l’ennesima occasione per fare qualcosa di innovativo o pet tentare di farlo. E’ stata respinta anche l’idea di un concorso d’idee e non è stata sufficientemente analizzata la viabilità”.

Tulli: “Il punto di arrivo sono tre capannoni, un parcheggio e una viabilità non chiara. E’ la rappresentazione di questa amministrazione e della sua incapacità di avere idee”.

Barone: “sarebbe stato necessario e opportuno attendere e migliorare il progetto sulla base delle indicazioni che sono state formulate stasera”.

Mori: “c’è stata indolenza. I capannoni industriali non rispettano la memoria e la storia di questo luogo”.

Cantaloni: “le proposte del 2011 erano migliori di quelle del 2014. Viene fuori un progetto minimale senza valutare i problemi di viabilità”.

Roberto Rossi: “la Lebole era un’area rappresentativa di Arezzo e della sua storia. Si poteva fare di più”.

Scatizzi: “manca la prospettiva di capire come si lega alle altre aree. E’ una zona che viene vista come slegata dal resto del contesto”. Ha quindi annunciato il suo non voto.

Ruzzi: “non so più cosa si deve fare per tentare di migliorare questa situazione”

Caneschi: “viene portato a compimento un progetto atteso da tempo. La fabbrica ha chiuso dal 2002

La pratica è stata approvata con 15 voti a favore, 9 contrari e 1 astenuto

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