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Icastica decespugliata! Il labirinto di Canapa Sativa, è stato eliminato

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Icastica decespugliata! Il labirinto di Canapa Sativa, è stato eliminato

Troppo grande era la vicinanza genetica con la Cannabis Indica e pure la somiglianza estetica. Gli artisti erano Valentino Carrai, Carlo Trucchi e Luca Mauceri. Il progetto era Green Public all'interno di icastica 2014 curato da Danilo Densi.

 

Un labirinto di Canapa Sativa che si ricollegava al tema: "Ripartire dal territorio e dalle antiche colture".

Questo pomeriggio, gli operai del comune, armati di decespugliatore, l'hanno decespugliata! Pressioni e richiesta di garanzie da parte della pubblica sicurezza, la USL che non poetva garantire le piante sino alla fioritura, la certificazione dell'ente Canapa che tardava ad arrivare... e i decespuigliatori hanno fatto piazza pulita!

La varietà di Cannabis sativa era nel mondo occidentale la più diffusa, fino all'avvento del proibizionismo della Cannabis Indica (quella ad alto contenuto di THC).

È coltivata per uso tessile o anche edile, e per la produzione di carta, benché in essa siano presenti alcune sostanze stupefacenti, in percentuali variabili secondo la varietà ma comunque minime.

La canapa ha fornito per millenni un'ottima fibra tessile. E' stata coltivata in Asia e il Medio Oriente. La produzione commerciale di canapa in occidente è decollata nel XVIII secolo, anche se coltivata nel XVI secolo nell'Inghilterra orientale. A causa della espansione coloniale e navale dell'epoca, le economie necessitavano di grandi quantità di canapa per corde e stoppa.
Importanti paesi produttori sono Cina, Corea del Nord, Ungheria, ex Jugoslavia, Romania, Polonia, Francia e Italia. La fibra tessile di canapa viene ottenuta dal floema o libro, dei fusti di piante di Cannabis sativa e altre simili congeneri.

Le fibre, tuttora largamente utilizzate dagli idraulici come guarnizione, sono state importanti grezzi per la produzione di tessili e corde. Per centinaia di anni, fino alla seconda metà del Novecento, sono state la materia prima per la produzione di carta.

La coltura della canapa per usi tessili ha una antica tradizione in Italia (canapa e canapone), veniva usata fin dall'antichità per tessuti resistenti e cordame. Molto legata all'espandersi delle Repubbliche marinare, che l'utilizzavano grandemente per corde e vele delle proprie flotte di guerra. La tradizione di utilizzarla per telerie ad uso domestico è molto antica, le tovaglie di canapa in Romagna decorate con stampi di rame nei due classici colori ruggine e verde sono oggetti di artigianato che continuano ad essere prodotti ancora oggi. largamente diffusa la sua coltivazione in tutta la Valdichiana. 

In passato la coltivazione agricola della canapa era comune nelle zone mediterranee e centro europee. Anzitutto perché questa pianta cresceva su terreni difficili da coltivare con altre piante industriali (terreni sabbiosi e zone paludose nelle pianure dei fiumi), inoltre perché vi era una forte richiesta di piante così polivalenti e a buon mercato, infatti la canapa era utile per produrre sostanze "oleose" (per l'illuminazione), "fibrose" (fibre tessili, carta, corda) e di mangime per il bestiame produttivo.

Durante i secoli del trionfo della vela e delle grandi conquiste marittime europee, la domanda di tele e cordami assicurò la straordinaria ricchezza dei comprensori, che rifornivano le canape di qualità migliori per l'armamento navale. In Italia eccelsero tra le terre da canapa Bologna e Ferrara.

Dopo la colonializzazione britannica dell'India e la rivoluzione agricola negli stati del sud degli USA, si ebbe un ulteriore calo di produzione della canapa, perché i tessili di cotone e juta avevano prezzi molto concorrenziali rispetto alle altre fibre. Il successivo uso del petrolio fece poi calare i prezzi dei combustibili per l'illuminazione. Dopo la prima guerra mondiale, si ebbe un ulteriore calo di produzione, quando le corde ottenute da sostanze sintetiche sostituirono pian piano le corde di canapa e si sviluppò la tecnica per produrre la carta dal legno.
Durante la seconda guerra mondiale, la produzione mediterranea ritornò per un breve periodo ad aumentare velocemente, perché l'isolamento commerciale indotto dal conflitto, fece sì che tornassero convenienti le produzioni di fibre tessili e gli oli sativi della canapa. Esisteva inoltre l'esigenza di materie prime contenenti cellulosa da cui poter ricavare esplosivi, passando attraverso lanitrocellulosa.

Il vero colpo di grazia per la coltivazione della canapa si ebbe in seguito del Marijuana Tax Act datato 1937 dove la si mise al bando negli USA e poi di riflesso in gran parte del resto del mondo. La famosa casa editoriale/cartaria Hearst, la maggior sostenitrice tramite i suoi quotidiani della campagna anti cannabis, aveva appena effettuato enormi investimenti sulla carta da albero. Contemporaneamente la DuPont brevettò il Nylon. Secondo alcuni studiosi tutte queste non furono semplici coincidenze. Al riguardo, l'americano Jack Herer pubblicò il best seller The Emperor Wears No Clothes.

Il proibizionismo ne ha fatto una icona da distruggere e debellare, a prescindere dal suo utilizzo. L'oscurantismo dilagante nel terzo millennio infine, un cavallo di battaglia politico! 

  • L'importanza della coltivazione della canapa nel Settecento è attestata dal poemetto Il canapajo del sacerdote Girolamo Baruffaldi, tipico prodotto della letteratura georgico-didascalica.
  • Lo scrittore François Rabelais nel terzo Libro di Pantagruele dedica ben due capitoli alla canapa, descrivendone le qualità e la sua utilità soprattutto per la navigazione, considerandola così eccezionale da attribuirle il nome del suo protagonista.
  • Ne Il Poema del'hashish dei Paradisi artificiali, Charles Baudelaire ne esalta l' essenza ammette di farne largo uso.

In Italia la coltivazione è consentita dalla circolare ministeriale del MIPAF n. 1 prot. 200 dell'8 maggio 2002, limitato a varietà di canapa certificata, appositamente selezionate per avere un contenuto trascurabile di THC, che ne costituisce il principio attivo farmacologico e psicotropo.

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