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Fondazione Caponnetto: Ecco il report sui rifiuti in Toscana

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Fondazione Caponnetto: Ecco il report sui rifiuti in Toscana

L'analisi dettagliata va dal 2000 al mese di febbraio 2014

 

 

Rifiuti in Toscana. Se ne è parlato spesso, specie negli ultimi tempi. Dal dettagliato report presentato oggi dalla Fondazione Caponnetto, è evidente, se non fosse ancora chiaro, quanto anche la Toscana sia interessata. Basta vedere dallo stesso report i fatti avvenuti nelle Province toscane e che riportiamo nella crudezza dei numeri del report: "Provincia Arezzo 36,Provincia Firenze 28,Provincia Grosseto 6, Provincia Livorno 23, Provincia Lucca 8, Provincia Pistoia 6, Provincia Pisa 9, Provincia Prato 7, Provincia Massa Carrara 6, Provincia Siena 14". Ancora, però. l'argomento è tabù.

Perchè trattare il tema dei rifiuti? Perchè come afferma il report " Prima di entrare nel merito della questione è doverosa una precisazione: la Fondazione Caponnetto ha deciso di trattare il tema dei rifiuti in Toscana perché è un argomento tabù. Parlare di rifiuti in Toscana sembra fare paura. Riconoscere che anche nel nostro territorio possano esistere problematiche di questo tipo non è affatto facile, meno che mai scontato, come se affrontare la questione significasse rischiare di dover ammettere di aver perduto la “magnifica diversità Toscana”. Ciò che giorno dopo giorno accade sul nostro territorio, tuttavia, non può certo cadere nel silenzio. E richiede che venga affrontato in modo chiaro e preciso, senza allarmismi ma nemmeno senza sconti. La Fondazione ha dunque deciso di affrontare questo tema impegnandosi con cautela e in autorevolezza, basandosi su ciò che è effettivamente avvenuto nel nostro territorio e attingendo a fonti non smentibili, in primo luogo quelle offerte dall'ARPAT e di Legambiente, oltre a quelle fornite dai resoconti degli interventi operati dal Corpo Forestale dello Stato, dai Carabinieri, dalla Guardia di Finanza, dalla Dia e dalla Polizia di Stato".

Parole chiare. Anche nella premessa si può leggere: " Sempre più spesso la questione rifiuti rappresenta un ottimo affare per la mafia. Ciò non di meno oggi non sono rari i casi in cui anche altre tipologie criminali hanno deciso di smaltire i rifiuti in modo illegale. Come è provato, la metodologia utilizzata dalle organizzazioni criminali è stata ormai acquisita dalla criminalità comune, un primo dato questo che deve far riflettere. Peraltro, se a lungo l'opinione pubblica regionale ha guardato alla Toscana come a una terra tutt’al più di transito dei rifiuti illegalmente smaltiti, le dichiarazioni rese lo scorso novembre del neo Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti in merito ai rifiuti riversati in Toscana spingono a considerare la questione anche da un punto di vista tutt’affatto diverso..."

La conclusione del report è eloquente: " Il numero e la qualità delle operazioni di cui abbiamo dato conto in queste pagine è indubbiamente sconcertante, oltre che di straordinario interesse, e suggerisce più di una riflessione. A causa della lunghezza dei procedimenti, o per il fatto che le pene comminate siano speso state lievi, in molti casi, va detto, non si è giunti a condanne significative, e in altri i procedimenti sono stati prescritti. Ma se ad oggi sono comunque stati fatti significativi passi avanti nella consapevolezza del problema, occorre tuttavia trattare la questione dei rifiuti al di là dell'emergenzialità sulla cui spinta spesso si agisce, e continuare con sempre maggior consapevolezza a monitorare e difendere il nostro territorio per salvaguardarne quella “maginifica diversità”: in Toscana ce la possiamo ancora fare".

Per il dettaglio completo del report 

David Busato

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