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Aisa: ma quanto mi costi?

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Aisa: ma quanto mi costi?

L'affaire Tares e altre facezie

 

Qualcuno ricorderà che il comune di Arezzo ha affidato alla sua partecipata Aisa la riscossione del balzello detto Tares per l'anno 2013.

Qualcuno se ne ricorderà anche perché ha già ricevuto alcuni inviti di pagamento assolutamente privi di chiarezza, che nella maggioranza dei casi facevano riferimento a quanto pagato l'anno precedente senza altre spiegazioni.

Questo affidamento è stata contestato in consiglio comunale, ma la maggioranza (ricordo che il comune è governato 17 a 16, ma solo il 40% dei votanti a favore) che sostiene Fanfani ha approvato senza battere ciglio.

Io sono fra quelli che contesta questa operazione di giroconto fra comune ed una sua partecipata perché la cosa mi puzza: infatti andando a leggere le convenzioni stipulate da altri comuni italiani si scopre per esempio che il comune di Noceto in quel di Parma ha affidato una simile convenzione alla società Iren.

Questa non è un ente benefico, è una società privata e lavora per conseguire utili, ossia si fa remunerare per guadagnare.

Nonostante ciò, a Noceto si spende poco più di tre euro per abitante.

Operando una induzione, che un comune del Parmense abbia un numero di utenze in rapporto agli abitanti paragonabile ad Arezzo, lo sviluppo di quanto addebitato per la convenzione Noceto-Iren porterebbe a ultra-dimezzare il costo della convenzione Arezzo-Aisa ( Arezzo è circa otto volte più popolosa)  e si potrebbe risparmiare anche di più per le economie di scala.

Convenzione che costa oltre 600.000€ agli aretini e che potrebbero invece mantenere 350.000 euri nelle loro martoriate tasche.

Questo conferma, anzi rafforza, i miei dubbi di un'operazione che toglie ai cittadini per dare ad una partecipata. Dubbi anticipati dall'assenza di una gara per affidare il servizio alle condizioni migliori possibili, forma elementare di garanzia di risparmio.

Mi aspetterei che il mio comune si adoperasse per ridurre i costi, così da diminuire l'importo di addizionali Irpef e tributi vari (imu, tares,..): ho raccolto lo sfogo di un amico albergatore, si vede sottrarre € 100.000 annui senza alcun contropartita.

Come comune cittadino è disposto a contribuire, ma -considerato che il comune non fa niente per portare turisti ad Arezzo- non comprende perché debba pagare aliquote (addizionali) così elevate per camere che restano vuote la maggior parte dell'anno (Imu) e che non generano monnezza (Tares).

Qualche giorno fa, la compagnia di miracolati della monnezza -Boncompagni per Aisa1, Vestrini per Aisa2 (che culo, ne abbiamo due), Vigni per 6Toscana, notoriamente occorrono 3 presidenti, 3 CdA, 9 sindaci etc etc per gestire la stessa busta di spazzatura- hanno accolto in comune, insieme ad una smisurata rappresentanza, una missione proveniente da una remota regione della Turchia per nozioni sulla gestione dei rifiuti.

Ma, se invece di perdere tempo per far vedere che ad altri come fregano i cittadini di Arezzo, andassero qualche giorno in vacanza e stessero bonini non sarebbe meglio per tutti?

Come è credibile che il sindaco Fanfani contesti il re di Toscana, Rossi, per la difesa della struttura locale del 118 quando è il primo a sprecare soldi e a non tutelare gli aretini? Salvo subire la proposta di un politico di Massa a presiedere ArezzoFiere (Brenna che come assessore regionale non rimpiango e rifuggo come presidente del casino dell'interporto di Indicatore).

Hanno accettato la sede della Estav (super Asl) a Siena. Sono riusciti a non mettersi d'accordo sulla università ad Arezzo, perdendo in visibilità, vantaggi per gli studenti locali e possibilità di attrarne da fuori. La provincia nicchia sul consorzio di bonifica (ricordate che Vasai ne ha nominato il commissario) e si fa trovare con le brache calate per aver stipendiato chi doveva svolgere un incarico a rimborso spese. Ricordate che il soggetto beneficiario del provvedimento ad personam è il tesoriere del Pd aretino.

La provincia è alle prese col parto del piano interprovinciale rifiuti che non arriva: in molti ritengono che dimostrerebbe la non necessità di un nuovo inceneritore, ma immaginate quanta gente perderebbe l'opportunità di ingentissimi lavori, immaginate quante consulenze e forniture sparirebbero.

Infatti la regione, col fresco piano regionale, intende procedere d'autorità col raddoppio a San zeno, pare prescindendo da altre valutazioni, togliendo così d'imbarazzo le amministrazioni aretine di comune e provincia che non supererebbero la prova del voto. Nuovamente si penalizza Arezzo per non avere problemi dove aveva deciso di riattivare o fare altri impianti: sembra proprio che questo affare s'ha da fare, dando adito ai rumors che lo vedevano esito di un accordo tra i big del Pd.

Fra pochi giorni un ramo di azienda Aisa verrà ceduto a 6Toscana, quindi noi aretini ci interfacceremo con qualcuno a Siena, come gia succede per il gas (dove si parla con Prato).

Alcuni dipendenti dellla aretinissima Aisa verranno comandati (cioè trasferiti) a Siena, quindi è facile che più di uno non possa spostarsi là per vari motivi (imprevista separazione dalle famiglie, maggiori costi etc etc): potranno ringraziare Fanfani per la difesa del loro lavoro senza benefici per la collettività aretina?

E dire che aumentano anche le tariffe, alla faccia dei pregi della nuova gestione, compare una IDA (indennità Disagio Ambientale?!) che essendo non vincolante potevano evitare di addebitarci, non ci scontano la parte che andava in Iva: alla via così, dicono i marittimi!

 

 

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