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Un caso di trichinellosi su una volpe nell'aretino

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Un caso di trichinellosi su una volpe nell'aretino

 

A seguito del Piano di Sorveglianza Regionale, per la ricerca di Trichinella  spp. negli animali selvatici, la Sezione di Arezzo dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana, ha isolato il parassita in una volpe rinvenuta morta, nel comune di Arezzo. Le larve sono state inviate all’Istituto Superiore di Sanità, Centro di riferimento internazionale per le trichinellosi, per la successiva identificazione.

Il parassita è in grado di infestare i mammiferi, gli uccelli e i rettili, soprattutto i carnivori e gli onnivori (suino, volpe, cinghiale, cane, gatto, uomo). La trasmissione all'uomo avviene esclusivamente per via alimentare, attraverso il consumo di carne cruda o poco cotta (suini, cinghiali, equini) contenente le larve del parassita. Nel caso di suini ed equini macellati in strutture autorizzate, l’esame trichinoscopico è obbligatorio prima dell’immissione in commercio (Reg.Ce n. 2075/2005) e pertanto le carni risultano sicure per l’uomo.

L’Istituto Zooprofilattico opera in stretta  collaborazione con i Servizi Veterinari della  ASL 8 e l’Ufficio Caccia e Pesca della Provincia di Arezzo, nel monitoraggio costante di questa malattia ed è a disposizione per informazioni e/o chiarimenti.

 

Il Responsabile della Sezione

Dott. Dario Deni

 

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