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Nuovo inceneritore: qui non s'ha da fare !

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Nuovo inceneritore: qui non s'ha da fare !

Gran dibattito al consiglio comunale del 15 ottobre

 

 

 

 Il patrimonio infrastrutturale, a partire dall’impianto di San Zeno, resta di “proprietà aretina”: nasce Aisa Impianti spa

“Il problema che ci siamo posti è stato di conservare ad Arezzo due cose: un patrimonio sul quale abbiamo investito tantissimo, l'inceneritore di San Zeno, e quel reddito che viene restituito dalle migliaia di tonnellate da incenerire che verranno conferite in futuro da Progetto 6. Utili di cui il Comune di Arezzo beneficerebbe. Diversamente avremmo visto morire il nostro inceneritore e ne avremmo visto nascere un altro. Se poi questo nostro inceneritore verrà ampliato o meno dipenderà dai risultati dei processi analitici messi in campo e dalla quantità dei rifiuti conferiti. Per fare un'operazione di questo tipo, pare necessaria la scissione di Aisa in due società: la prima che entra in Progetto 6, il gestore del ciclo dei rifiuti urbani, raggruppamento temporaneo di imprese, la seconda Aisa impianti spa, che resta per l'appunto proprietaria dell'impianto”. Così il Sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani ha introdotto la delibera in questione.

LA DELIBERA

In principio era Aisa spa, sigla che sta per Arezzo Impianti e Servizi Ambientali. Venne costituita il 23 ottobre 1996 e dal primo luglio 1997 ha gestito il servizio pubblico di gestione del ciclo dei rifiuti urbani e assimilati. L’ultimo bilancio chiuso lo scorso 31 dicembre dava conto della struttura del capitale sociale così ripartito: Comune di Arezzo 84,91%, Società Toscana Ambiente spa 3%, Termomeccanica Ecologia spa 1%. Quote altrettanto minori detengono i Comune di Castiglion Fiorentino, Foiano della Chiana, Cortona, Lucignano, Marciano della Chiana, Civitella in Val di Chiana, Monte San Savino, Castiglion Fibocchi, Subbiano e Capolona. Tra queste spicca la quota di Cortona, di fatto la seconda per consistenza, del 3,15%.

Il ciclo dei rifiuti negli anni ha conosciuto importanti passaggi, prima la costituzione dell’Ato Toscana sud, poi l’avvio della procedura di gara per l’individuazione del gestore unico di ambito, quindi lo scioglimento della comunità di ambito stessa. In questo quadro, si è inserita la questione dell’impianto di termovalorizzazione, compostaggio e selezione rifiuti di San Zeno, infrastrutture e impianti che sono stati posti fuori del perimetro di gara e assoggettati a un regime di disponibilità e gestione rimesso a specifiche convenzioni tra Aisa spa e l’attuale Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani Toscana Sud. Convenzioni peraltro già stipulate tra i due soggetti nel maggio di quest’anno.

Nell’estate 2012 Aisa spa ha deliberato l’approvazione del progetto di scissione proporzionale di Aisa spa in favore di una nuova società da costituire: Aisa impianti spa. Aisa impianti spa è la soluzione per mettere a salvaguardia la proprietà degli impianti, a partire da San Zeno, atteso che la gestione del ciclo dei rifiuti urbani nell’ambito comprendente le province di Arezzo, Siena e Grosseto competerà al nuovo soggetto unico individuato dall’Autorità Toscana Sud e denominato Progetto 6, il raggruppamento temporaneo di imprese con mandataria Siena Ambiente spa e di cui Aisa spa è parte.

A partire dal primo gennaio 2013, la società Aisa spa non dovrebbe manifestare più alcun ricavo tipico, trasformandosi in società finanziaria, atta a gestire i rapporti con il gruppo di imprese di Progetto 6. Discorso diverso per la costituenda società beneficiaria della scissione, Aisa impianti spa, per la quale nel periodo 2013-2015 sono previsti investimenti per 12.000.000 di euro, 4 milioni all’anno, rispetto ai quali la gestione operativa andrebbe a coprire l’80%. Il ricorso al credito bancario a breve coprirebbe il resto. Aisa impianti spa subentra come soggetto diretto nelle convenzioni con Autorità Toscana Sud per la gestione di San Zeno. Ovviamente, attese la sua inerenza alle funzioni istituzionali e il suo carattere di soggetto gestore di servizi pubblici locali, il Comune di Arezzo ha i requisiti per l’assunzione della partecipazione e per il suo mantenimento in portafoglio.

Il Consiglio Comunale non si è limitato ad approvare l’operazione di scissione in sé ma ha formulato anche precisi indirizzi nei confronti dei consigli di amministrazione delle due società, la scindente e la beneficiaria, al fine di consentire il corretto completamento del quadro informativo, sia dal punto di vista economico-industriale che da quello del monitoraggio nell’attuazione dinamica del business plan. Il destino di Aisa spa potrà essere o la possibile aggregazione con altre società oppure la cessazione assoluta con conseguente avvio della procedura di liquidazione.

Aisa impianti spa, nel termine di 6 mesi dal perfezionamento della scissione, dovrà invece implementare il piano industriale anche alla luce dell’evoluzione della gara bandita dall’Autorità Toscana Sud.

Un report dettagliato a favore del Comune di Arezzo dovrà essere fatto a cadenza semestrale da entrambe le società.

IL DIBATTITO

Il primo intervento è stato di Francesco Francini (Pdl): “abbiamo una notizia. Ad Arezzo l'inceneritore nuovo non si farà. Dichiarazione che contrasta con tante altre precedenti tipo quella che Arezzo senza un nuovo inceneritore sarebbe diventata come Napoli. Queste erano le affermazioni finora, parole che avevano pesato sulla rottura della maggioranza. Non avremo dunque un impianto nuovo: come eviteremo disagi gravi? Non mi si venga a dire con la raccolta differenziata. A questo punto rimarrà l'attuale inceneritore, vecchio e obsoleto. Penso che la tecnologia faccia dei salti in avanti così repentini che definire all'avanguardia l'impianto di San Zeno sia molto azzardato. Proprio in virtù di questo fatto, l'impianto dovrà sostenere una manutenzione costante, compresi periodi di spengimento. E dove andranno i rifiuti in questi momenti, che costi avranno visto che, immagino, saremo costretti a conferire i rifiuti in discarica? Che riflessi avremo in bolletta? Siamo arrivati a parlare di questo argomento oggi perché qualcuno ha imposto anche ad Arezzo la costituzione dei cosiddetti Ato. Nel momento in cui la Regione Toscana ha creato i vari soggetti gestori dei servizi, anche del ciclo dei rifiuti, si sono create situazioni in apparenza positive ma sostanzialmente dei mostri giuridici democraticamente incontrollati. Se noi abbiamo un patrimonio, l'inceneritore, la costituzione degli Ato mette in discussione di fatto l'autonomia di chi quel patrimonio è chiamato a gestire. Errore politico madornale di cui è colpevole il Pd regionale. In linea con questa logica, il Presidente Rossi quando parla di province è coerente. Peccato che il nostro territorio esca svantaggiato. Capisco il percorso sotteso a questa delibera, di ribellarsi a certi atti, ma sono atti del Pd regionale a cui voi provate a mettere una pezza”.

Luigi Lucherini (Progetto per Arezzo): “è come per Atam. Si diceva: i parcheggi sono in attivo e i trasporti in deficit, teniamo i parcheggi e diamo il trasporto ad altri. Qui: se la raccolta e lo spazzamento sono deficitari e l'incenerimento redditizio mettiamo i primi in mano a soggetti diversi e teniamo la parte in attivo. Io sono d'accordo nel definire obsoleto l'attuale impianto perché il suo progetto risale a un terzo di secolo fa e in 30 anni gli sviluppi tecnologici sono inimmaginabili. Oggi un nuovo impianto costa quanto rimettere in sesto uno esistente. Ma se la raccolta e lo spazzamento sono deficitari, lo resteranno anche per la nuova società Progetto 6. Allora chi coprirà i buchi, enormi a questo punto, se non i cittadini con le bollette?

Questo miglioramento di San Zeno è poi misurato sulle 180.000 tonnellate annue da bruciare previste dal piano provinciale dei rifiuti o sulle 60.000 delle previsioni comunali. Questa operazione sarà per gli aretini un aggravio elevato”.

Luigi Scatizzi (Nuovo polo per Arezzo): “avremo una nuova società partecipata. È il momento di crearla? Questo nuovo disegno non comporterà costi aggiuntivi per il Comune? Ci viene detto di no ma lo scopriremo in futuro. Ma non dovevamo, secondo la spending review, internalizzare la gestione dei servizi pubblici locali riducendo le partecipare e non determinando una loro proliferazione?

Questa nuova struttura andrà poi a gestire un processo di cui ancora non si ha chiara la portata: si dice che dovrà essere aumentata la raccolta differenziata ma sono solo propositi. Si creano soggetti gestori senza avere puntualizzato prima cosa devono gestire.

Le norme sui rifiuti poi cambiano in maniera rapida, il business plan non è definito, ci viene chiesto un voto su un argomento che potrebbe coinvolgere la nostra responsabilità patrimoniale”.

Daniele Farsetti (Movimento 5 Stelle): “il Parlamento Europeo, risoluzione del 20 aprile 2012, ha chiesto ai singoli Stati l'approvazione di leggi che vietino l'incenerimento di ogni materiale riciclabile entro il 2020. I cittadini aretini, inoltre, hanno un aggravio in bolletta per lo smaltimento in discariche regionali delle ceneri prodotte a San Zeno. E questo sarebbe una struttura che produce reddito?

Per quanto riguarda la materia specifica della delibera mi chiedo cosa accadrà ad Aisa nell'ipotesi che la gara venga assegnata a Progetto 6 e Aisa si occupi della raccolta. Se già nel 2014 Aisa sarà in perdita, come frenare la deriva economico-finanziaria così paventata? Vorrei infine ribadire che nei patti para-sociali vengano inseriti parametri a garanzia del controllo dell'amministrazione comunale. E quando parlo di controllo parlo della possibilità per i consiglieri comunali di esercitare l'accesso agli atti, cosa che ci è stata impedita per altre partecipate come lamentiamo da mesi”.

Marco Tulli (Sel): “se gli impianti attuali sono già fuori perimetro di gara, che fretta c'era di questa operazione? Abbiamo vinto le elezioni sulla base di un programma, su quel programma ci siano divisi, mi chiedo che cosa è cambiato da quando dicevamo che manca una strategia sui rifiuti. Me la potete spiegare la verità, a che serve Aisa impianti, qual è la strategia di fondo? L'unica verità è che siamo sotto quanto ci chiede la legge, di molto, sulla raccolta differenziata. Spero che qualcuno rifletta su quanto sta facendo e lo spieghi alla città. Noi stiamo costretti a discutere solo dei titoli di coda”.

Roberto Barone (Idv): “questi argomenti erano dentro il programma elettorale, su uno la maggioranza è cambiata e ci veniva detto nel corso delle riunioni che il raddoppio dell'inceneritore era inevitabile e che di raccolta differenziata non se ne parlava. Oggi il raddoppio dell'inceneritore non pare più prospettiva percorribile. Cosa è successo? Siamo dinanzi a un ravvedimento oneroso, per usare termini fiscali, ma temo fuori tempo massimo. Da quando è rientrato Dringoli in Giunta abbiamo assistito a fenomeni interessanti, per ora sono solo atti ma descrivono certe intenzioni positive. Tuttavia sono sintomo di continue revisioni di indirizzi politici che non contribuiscono alla chiarezza.

Io non credo all'obiettivo di ricorrere alla scissione per salvaguardare la parte impiantistica a favore del Comune. Perché proprio adesso? Perché non prima di tre convenzioni che disciplinano la gestione dell'impianto di San Zeno? Non mi tranquillizza il fatto che chi ha partecipato alla gara abbia previsto solo un adeguamento di San Zeno: finché non lo vedo non ci credo.

Aisa impianti avrà poi necessità di incrementare il capitale sociale di 3.300.000 euro, questi soldi chi li fornirà? È un'operazione ingente e non voglio comparire dinanzi alla Corte dei Conti per un un mio 'sì' azzardato”.

Matteo Bracciali (Pd): “credo che la maggioranza non si sia mai nascosta rispetto alle strategie da seguire sullo smaltimento dei rifiuti. Nel bando di gara ci sono due obiettivi chiari: l'aggiudicatario dovrà garantire autonomia nello smaltimento e 65% di differenziata. Nessuno gioca a nascondino, nessuno ha mai tentennato. Oggi però discutiamo di un progetto di scissione e non sono mancati esempi simili come quello seguito dalla società Csa. Il ruolo che avrà Aisa impianti sarà importante, chiediamo per essa comunque il controllo pubblico. Inoltre, chiediamo che siano ridotte indennità e compensi: fra la residua Aisa spa e Aisa impianti non si dovranno registrare costi superiori rispetto agli attuali. Sono proposte che formuliamo con due appositi emendamenti”.

Roberto Bardelli (Pdl): “salvaguardate il patrimonio del Comune o le poltrone? Avete visto che sfilata di persone ha assistito al dibattito?”.

Alessio Mattesini (Pdl): “in effetti ci chiediamo il perché di un'altra società e di conseguenza di un altro consiglio di amministrazione. L'operazione di scissione non è certo un qualcosa di ordinario e configura anche dei rischi finanziari. Un'operazione non semplice che non porterà solo utili, anzi avrà conseguenze pesanti sulle bollette”.

Aurora Rossi (Sinistra per Arezzo): “al di là dell'operazione in sé, delle cautele da prendere, non mi sento di sostenere una scelta di questo tipo”.

Roberto Ruzzi (Lega nord): “non comprendo tutta questa necessità di procedere celermente, di conseguenza non posso votare a favore”.

Lucio Bianchi: “i consiglieri conoscono i reali programmi di Aisa? I suoi documenti parlano di sperimentazioni e innovazioni sulle quali nutro forti dubbi e dal 2014 quando Aisa registrerà le prime perdite sarà il caso di continuare a portare avanti questi obiettivi?”.

Il Sindaco Giuseppe Fanfani nella sua replica ha ricordato come “sia fondamentale capire una cosa: per questa operazione è necessario, ovviamente, il consenso di Progetto 6, che il primo gennaio dovrebbe avere l'aggiudicazione definitiva del servizio di raccolta e spazzamento dei rifiuti urbani, ma anche di Aisa e dunque del Consiglio Comunale. Noi non stiamo discutendo allo stato attuale di programmazione industriale perché questa ha da venire ma di salvaguardia del futuro della città, alla quale è stata prospettata questa soluzione. Intanto, questo impianto mettiamolo in sicurezza e acquisiamolo al Comune, per dare al Consiglio Comunale la possibilità di scegliere in futuro in condizioni di parità: l'inceneritore potrà essere assegnato al patrimonio di Progetto 6, ma potrà anche non esserlo. Insomma ci teniamo forza contrattuale che ci deriva dal fatto proprio di avere conservato un bene. Nella migliore delle ipotesi, se non deliberassimo questo atto di scissione, vedremmo conferire l'inceneritore nel patrimonio di Progetto 6 quando Aisa, che peraltro è in minoranza rispetto all'accoppiata Siena Ambiente - privati, sarebbe chiamata a capitalazzarlo. Se oggi è un atto imprenditorialmente neutro, dal primo gennaio vedremo i suoi effetti positivi che consentiranno di mantenere la possibilità di decidere la politica industriale in questo settore”.

IL VOTO

Gli emendamenti “Bracciali” sono stati fatti propri dal Sindaco diventando dunque parte integrante nel testo. La delibera è passata con 17 voti favorevoli, 4 contrari e 9 non votanti.

È stato approvato anche un atto di indirizzo collegato a doppia firma Bracciali-Scatizzi - 15 voti favorevoli, 1 contrario e 2 astenuti -  nel quale si dà indirizzo a Sindaco e Giunta per avviare un percorso di analisi e riposizionamento del portafoglio delle partecipazioni del Comune di Arezzo onde verificare la possibilità di ottimizzare il capitale investito, ridurre i rischi imprenditoriali, garantire standard di efficienza ed efficacia e di qualità dei servizi erogati. Su questo processo di riorganizzazione del portafoglio dovrà essere informato il Consiglio Comunale.

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