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Lettera aperta di Franco Dringoli al sindaco Fanfani

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Lettera aperta di Franco Dringoli al sindaco Fanfani

 

Al Sindaco di Arezzo

Voglio intervenire sulla crisi politica interna al  Comune di Arezzo, cercando di dare una risposta alle domande che hai posto,  sforzandomi di tener conto delle varie motivazioni portate da tutti, ma soprattutto cercando di capire come si possa recuperare una forte collaborazione al’interno della coalizione di centro sinistra.

Come ho più volte esplicitato, ho sempre condiviso la necessità di una verifica, intesa come percorso stringente sulle varie questioni, ma non ho condiviso la scelta della rottura, che alla fine ha coinvolto i gruppi dirigenti, senza un reale coinvolgimento della cittadinanza intorno ai temi forti della discussione.  Il rischio reale è quello di condannare la sinistra alla marginalità e dunque di allontanarla dal raggiungimento dei giusti obiettivi che si pone. Non ho quindi  condiviso le varie forzature messe in atto  un po’ da tutti nel corso della verifica e che hanno portato ad un  epilogo che poteva essere evitato, pur continuando nel necessario confronto.

In primo luogo voglio esplicitare le motivazioni per cui mi sono dimesso dalla giunta dopo sei anni di stretta e leale collaborazione nell’impegno comune di affrontare i problemi di questo territorio. Nonostante questa forte esperienza non ho raccolto il tuo ripetuto e sincero invito a rimanere per continuare negli impegni assunti . Perché mi sono  dimesso?  Me lo hanno chiesto tante persone che ho incontrato, che mi hanno cercato, che si sono sforzate di capire. Forse perché , come qualcuno pensa, attribuisco  più importanza al senso di appartenenza, all’identità di partito, piuttosto che alla necessità di continuare negli impegni assunti per la città? Non è proprio così.  La lealtà verso una comunità politica che mi ha dato fiducia e investito  di una rappresentanza è un valore che sento, così come avverto il peso di tanti impegni e progetti assunti insieme.

Mi sono dimesso perché sento forte la sconfitta politica rappresentata da questa rottura, perché non mi rassegno  e ho ritenuto  di poter meglio contribuire  a ricomporre una unità di azione e di intenti alla quale dobbiamo assolutamente pervenire. Spero di non sbagliarmi.

I cittadini di Arezzo, meno di un anno fa, hanno scelto di essere amministrati da questo Sindaco, da questa coalizione, con questo programma,  anche se di difficile attuazione visto i tempi che corrono. Ma la  crisi nasce da subito, dal momento stesso dell’insediamento del consiglio comunale, è venuta crescendo nel tempo sino a  misurarsi sulle attuali questioni programmatiche complesse.

E’ stata alimentata dallo spirito di autosufficienza del PD che si è visto assegnare un ruolo, una maggioranza assoluta in consiglio comunale che non ha nella società aretina, complice  e colpevole una sinistra che non è stata capace,  per i soliti personalismi,  di presentarsi con una lista unitaria. La più grande forza politica della coalizione si deve assumere in buona parte  l’onere della collegialità nelle scelte e di far vivere nella pratica la coalizione. Questa sensazione di autosufficienza del PD ha alimentato nel tempo  il protagonismo di chi sente meno il vincolo unitario della coalizione chiamata a governare insieme.

Condivido,  quando affermi che alcune delle questioni affrontate e non risolte nel corso della verifica vanno oltre il Comune di Arezzo, vengono da lontano e coinvolgono anche altri enti  (la scelta del raddoppio dell’inceneritore), altre ancora sono di difficile soluzione per i limiti asfissianti posti dal governo alla gestione dei servizi locali (vedi i limiti nelle assunzioni che ci condizionano nella continuità dei servizi scolastici, oppure le leggi che impongono la vendita delle aziende comunali). Questi temi non possono essere scaricati come responsabilità solo sul Comune di Arezzo, ma proprio perché riguardano da vicino il nostro territorio siamo chiamati a trovare risposte unitarie, e  dare coerenza al programma condiviso.  

Proprio in un momento in cui amministrare e affrontare le esigenze della comunità locale  si presenta quasi impossibile, in cui i comuni sono chiamati a risanare i guasti provocati da altri,   in cui la crisi travolge i più deboli,  tante aziende chiudono  e i servizi sono in grande difficoltà, è necessario il massimo sforzo per rilanciare l’azione comune. Ci attendono sfide enormi rispetto alla scelta di uno sviluppo sostenibile per il nostro territorio.

Negli incontri fatti in queste ultime settimane, ad Arezzo come a Firenze, sono emerse nel merito delle questioni  nuove possibilità di dialogo  tra i partiti della coalizione che devono ancora trovare un punto di sintesi.

Credo che oggi ci siano le condizioni, se lo vuoi,  affinchè tu possa  ricomporre la coalizione, riunendo intorno a un tavolo i segretari delle forze che ti hanno sostenuto, che  formano da diversi anni il governo locale e alle quali i cittadini di Arezzo hanno chiesto ancora di governare insieme.

Occorre lasciare da parte ed ignorare i personalismi, da cui tutti  rischiamo di essere condizionati, recuperare lo spirito di una rinnovata collegialità nelle scelte. E chi non vuole la ricomposizione e lavora per altre prospettive politiche dovrebbe esplicitarlo pubblicamente.

Sulla gestione dei rifiuti condividiamo tutti l’importanza e la priorità della raccolta differenziata, del recupero delle risorse, della riduzione a monte. Dobbiamo far partire da subito azioni concrete in questa direzione. Rispetto al raddoppio dell’inceneritore, aldilà delle differenze di prospettiva,  possiamo condividere tutti l’opportunità di una moratoria, visto che è  già partito il progetto europeo che va assunto come motivo di vanto per il nostro territorio, in quanto finanzia le attività di valutazione sanitaria e ambientale e coinvolge la cittadinanza sulle problematiche correlate.

Sulle scuole comunali abbiamo tutti affermato nel programma di dare continuità al sistema integrato che ha riscontri positivi nella cittadinanza.

In merito al servizio idrico i cittadini aspettano segni concreti in direzione di quel referendum che nel nostro territorio ha vista tanta partecipazione.

Per le nomine negli enti comunali e sovra comunali a cui concorre il Comune di Arezzo è necessario un recupero di collegialità all’interno della coalizione, condividere prima di tutto il ruolo strategico di questi enti, e nella individuazione degli amministratori occorre dare segnali di discontinuità e rinnovamento.

La stragrande maggioranza dei cittadini che hanno votato questa coalizione chiedono  che si ricomponga assolutamente, e  trovi i punti di sintesi  rispetto alle scelte da compiere. Penso che oggi questo sia possibile, che ci sono le condizioni per ripartire. Da subito, senza tatticismi. Altrimenti la sconfitta sarà per tutti.

Franco Dringoli

 

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