Eppur saremo eredi dello stesso patriarca. Cristiani e loro cugini.

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Qualche giorno fa è passata la notizia su  un procedimento giudiziario israeliano che si fermava per rispettare lo shabbath, venerdi-sabato; anche i musulmani festeggiano nella giornata di sabato. I cristiano-cattolici si fermano la domenica. Per fortuna condividiamo la comune discendenza da Abramo ed anche una parte sostanziosa dei racconti contenuti nell’antico testamento! Sul resto: ognun per sè.

I testimoni di Geova, tutte le volte che ci sentiamo, mi ricordano che il giorno del giudizio è sempre più vicino, e hanno ragione perché ogni giorno che passa è un giorno in meno verso la fine: certezza che condividono con le tre succitate religioni, completata dal fatto che in quel giorno ci sarà la separazione fra i buoni e cattivi (semplificando).

Secondo la tradizione biblica Abramo è il padre comune a ebrei (e quindi gentili) tramite Isacco e musulmani via Ismaele. La Bibbia descrive (ca. 2000ac) colui che oggi definiremo un personaggio e non in termini elogiativi. Sposato con la sorellastra Sara, a circa 75 anni ode Dio che lo sollecita a muoversi dalla natale Ur (forse quella dei caldei) verso Canaan e poi oltre in Egitto. Concede ripetutamente la moglie ad altri (anche in cambio di bestiame!) e, in mancanza di eredi, alla tenera età di 87 anni ingravida la schiava Agar, su suggerimento della moglie. Diviene così padre di Ismaele. Quando la arzilla e performante 90enne Sara  partorisce Isacco (Abramo a 100 anni era un tombeur de femmes) egli caccia Agar ed Ismaele nel deserto fornendogli un pane e un otre d’acqua. Per fortuna Dio vede e provvede assicurandone la salvezza. Sarebbe una soap-opera di enorme audience e durata (Abramo muore a 175 anni), descrive una storia di incesto, corna e papponi, troie e maternità surrogata, schiavi e schiavisti, ostilità e miracoli che mal si incastrerebbe col sentire odierno sul ruolo e dignità delle donne.

Se questo è il nostro capostipite secondo Bibbia e Corano (Abramo è il più citato nel libro sacro dell’islam), come stupirsi della umanità che segue…

Anche l’angelo Gabriele compare in Bibbia (come guida degli ebrei ed altro), Vangelo (annuncia arrivo del Battista e di Cristo) e nel Corano (detta a Maometto il contenuto stesso del libro sacro all’Islam), tutta un’altra seta…

La comune radice non convince i nostri progenitori sulla coincidenza dell’unico Dio, quindi ogni ramo si distingue dagli altri, anzi se sbagli religione sei destinato alla peggior sorte. Caldei, ortodossi, vari protestanti, battisti, evangelici, cattolici; sciti, sunniti, sufi; scegliete a vs rischio.

Persino i dieci comandamenti, dati a Mosè secondo la Bibbia, non coincidono: gli ebrei seguono gli originali, i cattolici ne modificano un paio, compreso il secondo (non produrre immagini di Dio o il creato, che scatena la cosidetta iconoclastia vituperata dall’occidente) che si ritrova fra i precetti musulmani. Non si trovano in accordo neppure sulle gerarchie religiose o sulla identificazione dei profeti o messia; neanche condividono le modalità di appartenenza alle diverse comunità: per gli ebrei la conversione non ha la stessa purezza che deriva dalla linea di sangue femminile.

Ogni ramo sceglie un giorno diverso per onorare Dio e lo fa con precetti diversi, anche perchè ognuno aggiunge alle parole più o meno mediate della divinità (rinvenibili in Bibbia, Vangelo, Corano) altri testi, succintamente Talmud e Torah, lettere di Paolo e altri, Sunna.

Precetti che restano fissi nel tempo oppur no.

La Torah contiene 248 obblighi e 365 divieti, ma nell’ebraismo il passato si aggiorna rispetto alla quotidianità, una rilettura dinamica per cui i numerosi divieti si applicano all’oggi: infatti esistono fonti alle quali gli ebrei si appoggiano per valutare la liceità di comportamenti in base alla tecnologia esistente. Se interessati, troverete interpretazioni circa l’uso di biciclette da parte dei bimbi o degli ascensori durante lo shabbath applicando la volontà divina ai giorni correnti, oltre tante altre.

Altre confessioni sono invece vincolate agli originali e in assenza di interpretazioni dinamiche si trovano senza altri argomenti e ricorrono al dogma, un assunto non espresso nettamente dalle scritture. Che dire della trinità e simili stranezze rese dogma dai papi cattolici? O il recente indicare nel nichilismo la motivazione per respingere la eutanasia? O indicare ai musulmani i cristiani quali miscredenti da uccidere pur se i primissimi maomettani avevano avuto protezione proprio da un re cristiano?

Insomma un bel bordello che mi fa dubitare di molti corollari alle singole teologie: io credo esista un unico Dio, comune a tutti, che ha parlato in tempi diversi su temi diversi per ogni comunità. Poi gli uomini hanno fatto il resto alzando muri ad escludere le altre comunità con gli effetti disastrosi che viviamo da millenni. Non mi pare che atei, agnostici ed indifferenti abbiano fatto grandi progressi, quando si sono appoggiati a ideologie politiche i morti fioccavano. Sin quando la scienza non fornisce una spiegazione plausibile all’inizio del tutto, persino la creazione quale atto divino è ragionevole, senza inficiare la teoria evolutiva che le cammina accanto: il vero problema sta nella mancanza di rispetto per il nostro pianeta, non per come è iniziato il tutto.

E dire che di roba centrata ce ne è tanta nelle parole di Dio. Ma potere, ricchezza, forza numerica delle comunità l’hanno storpiata. E l’etica è andata ramengo se il precetto di non uccidere vale solo per i tuoi correligionari. Se i preti che violentano minori sono solo uomini che sbagliano, gli altri possono lodare i loro martiri suicidi, con risultati sotto gli occhi di tutti.

Sono un 14 secoli che non si fa vivo dalle nostre parti; mi pare che in Oriente e Africa non sè fatto mai sentire; nelle Americhe gli ci vorrà d’usare i miracoli.

Se opportuno mandi pure un profeta col battipanni per raddrizzare chi, in suo nome, compie atti immondi. O anche telefonasse. Lui può tutto, davvero.