Cronaca di un arresto annunciato: in carcere Ciclone Lorenzo Franceschi.

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L’arresto era stato preannunciato sui media con 8 giorni di anticipo, così se mai ce ne fossero state, avrebbe avuto tutto il tempo di far sparire qualsiasi prova materiale.  

Lorenzo Franceschi, classe ’62 aretino, noto col soprannome di Ciclone, è stato arrestato dalla Digos su ordine del gip di Roma per il blitz alla storica sede della Cgil avvenuto il 9 ottobre scorso nel corso di una manifestazione indetta per protestare contro l’obbligo del Green pass.

Questa la motivazione: “L’obiettivo dei manifestanti e segnatamente di coloro che hanno assunto un ruolo determinante nelle iniziative violente non era certamente limitato ad una mera azione di danneggiamento bensì ad una ben più consistente azione volta alla distruzione della sede di una istituzione costituzionalmente rilevante”

A capeggiare la devastazione nella sede, secondo l’accusa, sarebbero stati il segretario di Fn Roberto Fiore, l’ex Nar Luigi Aronica e alcuni dei principali leader del partito erano in prima fila.

In particolare, il veneto Luca Castellini di Forza Nuova ma anche ultras dell’Hellas Verona, Massimiliano Ursini, segretario provinciale di Forza Nuova a Palermo, Lorenzo Franceschi, segretario di Arezzo. Ciclone era stato identificato dalle analisi delle immagini delle telecamere interne alla Cgil e immortalato al minuto 17.33 dentro la sede e in uscita con una bandiera dell’Italia e il suo nome era stato inserito inizialmente nell’elenco dei denunciati a piede libero per gli scontri nell’ambito di un’indagine ancora in pieno svolgimento.

Nelle carte dell’inchiesta depositate agli atti in vista degli interrogatori di garanzia per l’assalto alla sede nazionale della Cgil, la Digos e i pm di Roma ricostruiscono un quadro decisamente preoccupante dei fatti di sabato.

Anche per questo motivo, scrivono gli investigatori, nell’azione dell’organizzazione si può rintracciare una vera e propria matrice eversiva: «l’azione condotta lambisce un clima eversivo in cui le istituzioni del paese vengono individuati come obiettivi da sacrificare a sostegno di una causa politica”.