Pochi no green pass, meno no vax, tanti no cervello.

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Democrazia, minoranze e loro rappresentazione.

Le ultime settimane, in specie negli ultimi giorni, hanno portato alla ribalta le proteste espresse con pacifiche dimostrazioni o violenze da parte di un ‘area estremamente minoritaria della popolazione italiana. Con un  rilievo mediatico atto a ingenerare sentimenti di ansia in parte della popolazione, mentre altri probabilmente sono rimasti piuttosto perplessi circa le posizioni che venivano espresse ed il sostegno che queste hanno ricevuto da numerosi media, almeno sotto il profilo della copertura. Meriterebbero 3-5 minuti di tv ogni 100, non trasmissioni intere lor dedicate.
I cosidetti 5 minuti di notorietà sono sempre più frequenti, i social ne sono vasto campionario, ma certo che in numerose di queste “proteste” si sono esibiti soggetti affetti da mania di protagonismo. Persone che hanno problemi psichici e che trovano il rimedio alla loro nullità sui palchi improvvisati con affermazioni che provocano soltanto conati di vomito. Siamo un paese troppo buono, molti di questi meriterebbero di essere coperti dagli sputi.
Quel demente che a Bologna ha fatto un discorso delirante, sostenendo che la “vergognosa” senatrice Segre doveva sparire, ha di che essere soddisfatto di vivere in un paese così tollerante: taluni parenti -di quelli che sono andati a fare le vacanze ad Auschwitz e non sono tornati perché si trovavano bene- dovrebbero sculacciarli parecchio forte, compreso quelli che hanno applaudito questa affermazione.
Certo molte sono le perplessità che chiunque può riscontrare nell’atteggiamento delle istituzioni italiane ed internazionali sin dall’inizio di questa pandemia, a partire dal suo esordio naturale o assecondato dall’uomo.
Assaltare la sede nazionale della Cgil oppure infamare la senatrice Segre non rientrano fra nessuna di queste. E la mancata presa di distanza da queste iniziative costituisce handicap per talune formazioni o individui. Evito di addentrarmi nella disanima di movimenti che si richiamano al fascismo.
Le tante grossolanità, per non dire menzogne, che emanano nelle manifestazioni (oggettivamente non numerose come partecipanti) o dai canali social di riferimento coprono le poche voci che cercano di sviluppare un ragionamento basandosi sulle numerose contraddizioni che tutti noi abbiamo potuto verificare negli ultimi 18 mesi. Contraddizioni che tuttavia, per il mio modesto e inesperto parere, non inficiano la ineluttabilità del vaccino (per quanto rapidamente sviluppato) nella lotta contro la pandemia. Rientro fra coloro che ignorantemente hanno visto nel vaccino valida risposta contro le molte insidie del virus.
E che hanno con stupore appreso che dentro quella fiala si cela un microchip. Che hanno visto rilanciare come una le foto di 4 separate vaccinazioni di un  esponente politico come il segno della lunga mano di Bilderberg. Gli illuminati erano impegnati in quel momento, fuori in crociera.
Se non fosse per i quasi 150.000 italiani morti, la si potrebbe anche buttare sul ridere; compresa quella che dice che quei morti erano frutto di messa in scena. No, io non conosco direttamente persone che sono morte di covid, quindi potrebbero avermi preso in giro: però il coronavirus l’ho assaggiato e per la mia esperienza mi è più facile credere che ti possa portare anche alla morte.
Chi vuol far casino o indurre paura non ci si mette in una contestazione seria tipo sulla politica dei tamponi (alternativa valida all’ottenimento dei greenpass): -da ignorante- non vedo come porli sullo stesso piano d’una vaccinazione che non promette immunità a prescindere (non viviamo sotto una campana di vetro) bensì una attenuazione di effetti e contagiosità.
Un virologo lo potrebbe spiegare meglio, il vaccino inocula anticorpi per una risposta immunitaria che emerge in base al ceppo entrato nell’organismo.
Hanno sbagliato a presentarlo come scudo al virus? Certo.
E han fatto tanti altri errori da meritare d’essere infamati: ma la colpa è nostra, sbagliamo in cabina elettorale
Sarebbe più giusto facessimo tamponi con costanza? Credo proprio di sì.
E’ fattibile? Mica tanto, al di là delle questione costi.
Il vaccino diviene un punto di equilibrio fra sicurezza nostra e altrui, ripresa della vita e della economia e quanto abbiamo visto nei mesi scorsi. Vedo che i caporioni della protesta no greenpass di Arezzo sono lavoratori dipendenti: forse preferivano stare a casa stipendiati? O col reddito di cittadinanza…