Superbonus 110%: la proposta di un nuovo perimetro del “centro abitato” per allargarne l’applicabilità

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Il Partito democratico: “da noi una proposta concreta per il rilancio dell’economia”
Una nuova cartografia del “centro abitato” per agevolare l’applicazione del bonus 110% previsto nel decreto rilancio e sostenere l’economia nella città.

“È quanto previsto da una delibera approvata dal Consiglio Comunale promossa dal Partito democratico – ha sottolineato il consigliere comunale Alessandro Caneschi – e che supera l’attuale perimetrazione del ‘centro abitato’ così come cristallizzata da un decreto del 1936 del podestà Occhini e confermata dal Consiglio Comunale nel 1986. Grazie alla nostra iniziativa si apre una fase nuova per Arezzo in cui questa ‘rigidità’ è consegnata al passato. L’approvazione è avvenuta all’unanimità, prima in commissione e poi in aula, e di questo ringrazio i colleghi consiglieri”.

“Da un accurato studio che abbiamo svolto – ha proseguito il consigliere comunale Giovanni Donati – ci siamo accorti che la perimetrazione era in contrasto con la legge 1150 del 1942. Così la nuova cartografia, coerente con il dettato dell’articolo 31 della legge sopra citata, consente ai proprietari di circa 1.200 edifici costruiti tra il 1942 e il 1967, anno in cui scattò l’obbligo in tutto il territorio della licenza edilizia, di poter rapidamente presentare le pratiche per l’ottenimento del superbonus 110%. Infatti, il professionista dovrà soltanto attestare lo stato di fatto dell’edificio, senza ricorrere a varianti tardive, sanatorie o certificazioni della sua legittimità. Ne trarranno beneficio anche le transazioni fra privati finalizzate all’alienazione di immobili. Dotiamo dunque il Comune di Arezzo di uno strumento fondamentale e parliamo di quartieri importanti della città, dai Cappuccini a via Giotto, da San Donato a via Fiorentina a parte di Saione”.

Veniamo a un esempio. Ancora Giovanni Donati: “appartamento al quarto piano di via Giotto. Il professionista incaricato dal proprietario finora doveva andare in archivio, attendendo magari mesi per l’appuntamento, consultava i disegni dell’epoca e riscontrava difformità con le reali dimensioni, superfici, distribuzione delle stesse e soprattutto normative attuali. Adesso salterà il passaggio dell’archivio e la necessità di sanare alcunché, limitandosi a depositare al Comune il disegno dell’appartamento. Ribadisco il doppio discrimine: parliamo di quanto è stato costruito entro il 2 settembre 1967 e che rientra nel nuovo perimetro. È comunque una porzione importate di Arezzo”.

Luciano Ralli: “vorrei che passasse un messaggio chiaro: poche delibere in Consiglio Comunale hanno potenzialità impattanti come questa”.

“Il Pd – ha concluso Matteo Bracciali – dopo il congresso riparte dimostrando di essere all’altezza delle esigenze dei cittadini con la concretezza e lo spirito propositivo che ci contraddistingue”.