Diritti e eguaglianza: fine corsa

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di Maurizio Bianconi

Per l’art 3 della Costituzione  siamo tutti eguali dinanzi alla legge,senza discriminazioni di nessun tipo e in ogni aula di giustizia campeggia la scritta ” La legge è uguale per tutti”.

La cosidetta mediazione sul provvedimento Cartabia ( chiamarla riforma  sarebbe un’offesa all’intelligenza) è un salto indietro nel buio delle discriminazioni.

La “mediazione” prevede che la ragionevole durata del processo non riguardi tutti,ma lasci fuori dall’esercizio del diritto costituzionale di eguaglianza di fronte alla  legge gli imputati presunta mente innocenti con l’aggravante di associazione mafiosa .

Lo stato di diritto si caratterizza in quanto non fa differenze nè soggettive né oggettive.

Per far digerire la mostruosità si è a sproposito evocato la prescrizione. ‘L’omicidio è imprescrittibile si è tuonato’,confidando nell’ignoranza diffusa e nel gusto del clamore .

Una cosa e’ la prescrizione, un’altra la giusta ( o ragionevole) durata del processo.

I due concetti sono separati.

Se -per es- un reato si prescrive in 10 anni e si avvia a indagare una persona dopo 9 anni e 364 giorni,la prescrizione non diviene operativa e subentra l’altro principio: l’indagato dovrà essere portato a processo entro tot,il processo di primo grado dovrà essere celebrato entro tot, così il secondo grado e il terzo. Se si sforano i tempi il processo decade e c’è la dichiarazione di improcedibilita’.

Questo vale per tutti . Non però per il sacrilegio Cartabia, che discrimina

i presunti mafiosi e alcuni altri presunti innocenti di altri reati.

Anche con le piu’ giustificate motivazioni  la scelta sarebbe stata egualmente inaccettabile.

 Percependo le giustificazioni reali, c’è da vergognarsi.

Magistrati  che rifiutano l’obbligo di frequenza del posto di lavoro, gelosi dei loro poteri, in numero insufficiente ma con centinaia di distacchi nei ministeri e in altre comfort zone, meccanismi obsoleti e uffici oberati di lavoro e demotivati, lentezza strutturale del sistema, desiderio di pubblicità con processi monstre che i migliori sistemi giudiziari già hanno opportunamente accantonato ,pubblici ministeri troppo in tv e nei media ,magistrati  intenti ai guazzabugli correntizi e comunque incapaci di contrastarli, ma capacissimi di interporsi nel processo legislativo pro domo sua, praticamente in modo unanime.

 Per ottenere il risultato di conservare privilegi e inefficienze, chiamato a pagare è il cittadino presunto innocente sottoposto a processo ,peraltro gia’ spesso condannato nei fatti sin dall’avviso di garanzia per il  ludibrio preventivo scatenato da magistrati conferenzieri e talk show da paura.

Disarmante  e’ che una giurista, non già anonima ma rinomata, candidata in pectore alla Presidenza della Repubblica, già presidente della Corte Costituzionale si presti a un’ignominia simile, la cui gravità non sfugge neppure agli animi piu’ grossier e meno sensibili o neppur dotati di un abbecedario giuridico da  scuola dell’obbligo.

Preferibile l’on Bonafede assertore delle  teorie forcaiole del tutti colpevoli, tranne prova contraria. E’ una visione che fa paura, ma coerente

Inaccettabile invece che Draghi, Cartabia e c. applichino la teoria dei sepolcri imbiancati, mostrando da un lato la loro apparenza democratica e conciliante e dall’ altro siano indefessi artieri  del tanto peggio tanto meglio per la distruzione della democrazia in nome della postdemocrazia, dei suoi interessi  e dei suoi privilegi.