Lettere: La battaglia contro il virus sarà vinta quando si fermeranno le morti vaccinando gli anziani

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Egregio Direttore,

il 5 febbraio 2021 Ti inviai una nota con la quale lamentavo la mia preoccupazione per la campagna vaccinale in atto. A quel tempo il problema non era ancora molto sentito ma Tu, con la gentilezza che di contraddistingue, trovasti il modo di pubblicarla nella Tua testata.

Terminavo la mia lettera con le seguenti parole: “La battaglia contro il virus sarà vinta quando si fermeranno le morti e credo che si farebbe molto meglio e molto prima a vaccinare gli anziani ed i fragili che non l’intera popolazione. Vaccinare, oggi, gente giovane e sana è uno spreco di tempo che non possiamo e non dobbiamo permetterci.”

Non sono un veggente, non ho alcuna esperienza medica e non sono specializzato in pandemie; bastava analizzare qualche dato e fare delle semplici analisi. Contavo e speravo che coloro che ci governano e dispongono della nostra salute fossero più capaci di me, ma evidentemente così non è stato.

Sono passati, da quel cinque febbraio, quasi 50 giorni e, nel frattempo, nella sola Toscana, sono morte di covid circa 700 persone.

Oggi il Presidente Draghi afferma che il piano vaccinale dovrà, da ora in poi, privilegiare gli anziani e le persone fragili.

Era ora! Speriamo che lo facciano anche se così non sembra.

Il problema riguarda l’intera nazione ma ho citato la Toscana perché abbiamo saputo distinguerci nell’essere i peggiori. Privilegiando caste e lobby e dimenticando gli anziani ed i soggetti fragili. Vaccinando trentenni, quarantenni o cinquantenni che, in caso di contagio covid se la sarebbero, probabilmente, cavata con qualche linea di febbre.

Ed ho citato la Toscana perché questo popolo, nel 1786, fu il primo al mondo ad abolire formalmente la pena di morte.

234 anni dopo, nella civilissima Toscana, abbiamo condannato a morte, senza processo e senza che avessero commesso alcuna colpa, qualcuno (o molti) di quei settecento morti che potevano essere salvati se vaccinati in tempo.

Roberto Verdelli