Lettera aperta a Marcello Comanducci

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Caro Marcello,

abbiamo dovuto assistere alla vergogna finale, di una città che non è riuscita a trovare un posto dove realizzare un hotel sanitario. Una città che ha dovuto invocare il prefetto perché ci togliesse le castagne dal fuoco. Una città in cui la politica non ha dato gran prova di coraggio.

So che il tuo bellissimo Hotel è chiuso. So che non è una gran pubblicità quella di essere trasformati in hotel sanitario.

Immagino quanti dubbi, quante remore, ti abbiano trattenuto. La paura di esser criticato, quella di essere additato come profittatore, fino a quella piu’ infamante, di essere trattato come untore.

Eppure ci sono dei momenti nella vita, in cui dobbiamo fare delle scelte di coraggio. Non perché utili e neppure facili. Ci sono delle scelte che si fanno perché devono essere fatte. Questo distingue gli uomini dai politicanti.

Stiamo vivendo un tempo senza tempo, sospesi sull’abisso ma appesi ad un filo che ci tiene in vita e che non sappiamo neppure quanto reggerà. Siamo costretti  a farci forza l’uno l’altro, nella speranza di non precipitare tutti assieme.

Qualunque scelta non farà venire meno la stima, ma sappi fin da ora, come cittadino e come giornalista, che avrai il mio incondizionato appoggio.

Tuo Paolo