Aruba precisa la sua posizione in merito alla vicenda Clouditalia/Irideos

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Aruba prende le distanze dalla polemica intorno alla dismissione di Irideos dal nostro territorio e dal relativo trasferimento di 78 dipendenti a Firenze. Rumors ci avevano riferito infatti che già da alcuni mesi la proprietà, nella persona dei commissari giudiziali di La Finanziaria Italiana, avevano ricevuto lettera di disdetta del contratto di locazione da parte di Irideos, a far data dall’aprile 2020.

Irideos è controllata al 78,3% F2i, al 19,6% dal fondo Marguerite sponsorizzato da Cdp, Caisse des De’pots (Francia), Bei, Instituto de Cre’dito Oficial Spagna, Ffw (Germania) e Bgk (Banca Centrale Polonia). Marguerite è un fondo creato con il sostegno di sei istituzioni finanziarie pubbliche europee. Il polo di tlc, prima dell’operazione CloudItalia, aveva consolidato Infracom, KPNQWest Italia, MC-link, BiG TLC ed Enter.

Irideos aveva fin da subito comunicato che nulla riteneva ci fosse di ragionevole per restare nella nostra città, avendo centrali operative e legali a Milano, dove è sorto, in un un’area di 8.900 metri quadrati, in 23 sale e quattro blocchi, il nuovo Avalon campus di Irideos, che è oggi il più grande hub italiano per connessioni in fibra ottica, unico punto in Italia per connettersi via banda ultra larga con gli operatori nazionali e internazionali. Ospita i server e grazie a 11mila link in fibra ottica smista il traffico internet delle principali aziende di servizi on line, dopo l’acquisizione di Clouditalia, sui suoi 30.000 km di linee ad alta velocità.

Questo il comunicato di Stefano Cecconi di Aruba: “Come dichiarato in data 20 gennaio in merito alla permanenza di Clouditalia/Irideos nello stabile di via Calamandrei, non solo avremmo avuto piacere di mantenere inalterata la situazione, ma avevamo anche auspicato di vedere una crescita di Clouditalia sul territorio aretino che gli permettesse fra l’altro di sfruttare al meglio le dimensioni e le potenzialità di quella sede.  Oggi leggiamo con rammarico che i 78 lavoratori di Clouditalia saranno trasferiti a Firenze e riteniamo utile fornire ulteriori chiarimenti per ribadire che questa decisione non è in alcun modo legata all’investimento immobiliare che stiamo facendo o ad un qualsivoglia ruolo attivo di Aruba nella questione.

Ad oggi l’acquisto dell’immobile non si è ancora neanche perfezionato e comunque non abbiamo ricevuto alcuna richiesta di contatto o incontro da parte di CloudItalia/Irideos ed è per questo evidente come non si possa parlare di “mancato accordo” come causa principale di quanto sta avvenendo. Inoltre, eventuali proroghe del contratto provvisorio di affitto non dovrebbero al momento essere sottoscritte con noi, ma (almeno fino a quando l’acquisto non sarà concluso) con i commissari che curano il concordato preventivo di Finanziaria Italiana e la procedura di vendita dell’immobile. Alla cortese richiesta dei commissari in merito a questa eventualità abbiamo in ogni caso dato il nostro assenso a procedere tranquillamente con la proroga in caso dovessero ricevere una richiesta in tal senso.

Ribadiamo quindi la nostra completa disponibilità a trovare un accordo per il futuro, eventualmente relativo anche solo ad una parte dell’immobile adesso occupato per intero, e rimaniamo in attesa di una richiesta di incontro per tentare di capire se è possibile trovare una soluzione nell’interesse delle parti, ma anche delle persone e del territorio.”