Anziani dimenticati dal Governo. E i sindacati scendono in piazza

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Il 1 giugno manifestazione a Roma promossa da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil. In corso le assemblee nella provincia di Arezzo

I sindacati dei pensionati Cgil, Cisl e Uil non hanno dubbi: il governo si è totalmente dimenticato degli anziani. E quando lo ha fatto, lo ha fatto male: taglio della rivalutazione, corposo conguaglio che i pensionati dovranno restituire nei prossimi mesi, nulla sul fronte di tasse, sanità e assistenza.

C’è quindi materia a sufficienza per la manifestazione nazionale che Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil terranno il 1 giugno a Roma.

In questi giorni sono in corso le assemblea nella provincia di Arezzo. Si sono già svolte quelle in Casentino e Valtiberina, oggi è in programma quella ad Arezzo (presso la sede del Fimia in via Calamandrei), domani appuntamento in Valdarno (ore 14.30 Sala della Musica, San Giovanni) e lunedì 27 maggio conclusione con la Valdichiana nella sala civica di Camucia.

Con i pensionati stiamo discutendo i temi fondamentali che abbiamo posto all’attenzione del Governo – ricordano i Segretari provinciali Giuseppe Selvi dello Spi Cgil, Pasquale Ciabatti della Fnp Cisl e Cesare Farinelli della Uilp Uil.Quindi la tutela delle pensioni, la legge sulla non autosufficienza, le azioni per un invecchiamento attivo e in salute, il diritto alla cura e la riduzione delle tasse”.

Il tema della tutela delle pensioni è legato alla contestazione del taglio della rivalutazione deciso dal Governo, all’allargamento dei beneficiari della quattordicesima e alla richiesta separazione della previdenza dall’assistenza.

La legge sulla non autosufficienza è resa indispensabile – commentano Selvi, Ciabatti e Farinelli – dal costante incremento del numero di persone non più in grado di provvedere a se stesse, alle conseguenti difficoltà delle loro famiglie, alla necessità di definire livelli essenziali uniformi in tutto il territorio nazionale. E questi temi si legano a un obiettivo che noi riteniamo fondamentale e cioè quello di creare le condizioni per un invecchiamento attivo e in salute. Nella logica che gli anziani di oggi e di domani sono una risorsa e non un peso”.

Per una popolazione che invecchia, il diritto alla salute diventa ancora più centrale: “l’aumento degli anziani e la crisi economica sta determinando l’aumento delle persone che stanno rinunciando a curarsi. Il Servizio sanitario nazionale deve quindi  essere adeguatamente finanziato. I sindacati pensionati chiedono il superamento delle liste d’attesa, l’abolizione dei ticket, la garanzia dei livelli essenziali di assistenza, investimenti nella medicina del territorio, nelle cure intermedie e nella domiciliarità”.

Infine il tema fiscale: “quelli italiani sono i pensionati che pagano le tasse più alte in Europa e chiediamo che le risorse recuperate dalla lotta all’evasione e all’elusione siano destinate alla riduzione della pressione fiscale sui pensionati”.