Consiglio Comunale 21 maggio 2019

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Interrogazioni

Le interrogazioni hanno riguardato la variante al piano strutturale e il crono-programma che a dispetto di quanto annunciato non è stato per ora rispettato (Partito democratico). L’amministrazione comunale ha precisato che l’acquisizione di pareri presso vari enti ha comportato tempi più lunghi ma nel prossimo Consiglio Comunale in calendario il 17 giugno è prevista l’adozione dei nuovi strumenti urbanistici.

Impianto di San Zeno (Partito democratico e Arezzo in Comune) e numeri sulla produzione dei rifiuti. In particolare, è stato rilevato, come nel corso degli anni questi siano stati oggetto di varie revisioni mentre adesso, nei documenti, dal 2024 al 2033 sono riportate sempre 160.000 tonnellate di rifiuti. Una cifra ritenuta peraltro eccessiva e la domanda è se questa previsione ha tenuto conto di sviluppi quali la scomparsa della plastica monouso o di altri rifiuti come i pannolini, prevista dalle istituzioni europee, e lo sviluppo della frazione di organico. È stato inoltre domandato se siano stati chiesti finanziamenti comunitari per procedere all’eventuale sviluppo impiantistico di San Zeno e fare fronte all’investimento.

L’amministrazione comunale ha rilevato che esisterà sempre una parte di rifiuti non riciclabili e di scarti che devono essere trattati da un impianto di termo-valorizzazione. San Zeno, nello specifico, fa parte di una sistema economico circolare che comincia con la raccolta e il conferimento ma coinvolge anche anche il trattamento, dall’organico al recupero della materia. E quando si dimensiona un impianto del genere, occorre basarsi non tanto su numeri precisi ma su stime che tengano conto di quella che è definita “ridondanza impiantistica”. Sulle politiche dirette alla eliminazione di certi rifiuti, è stato replicato che dall’adozione di una direttiva comunitaria alla sua applicazione passano in genere anni e durante questo periodo occorre affrontare una fase transitoria e prevenire qualsiasi emergenza. Non c’è intenzione comunque di realizzare impianti più grandi del necessario.

Riduzione dei posti alle scuole di Quarata, Tregozzano e Antria, per un totale di 43 in meno a disposizione dei bambini (Partito democratico). Sono stati così esclusi rispettivamente 8, 16 e 10 bambini, costretti a spostarsi verso altre scuole, anche private, con costi suppletivi per le famiglie. Il rilievo è che il dimensionamento scolastico è stato compiuto in maniera penalizzante e discrezionale. La richiesta è quella di procedere a una marcia indietro.

L’amministrazione comunale ha replicato che le norme sono state rispettate, applicando regole regionali, in accordo con l’ufficio scolastico provinciale, relative soprattutto a parametri di sicurezza derivanti dal rapporto tra ragazzi ospitati e spazi a disposizione delle strutture. E se tale rapporto non è rispettato si deve procedere in questa direzione. Solo al momento della chiusura delle iscrizioni sarà inoltre possibile capire quanti hanno dovuto rinunciare, perché spesso i bambini vengono iscritti in più scuole per poi alla fine sceglierne una.

La Fortezza chiusa durante alcuni giorni di festa delle vacanze pasquali (Partito democratico), il suo scarso utilizzo commerciale e il ritardo di quattro anni, dal momento dell’inizio del mandato, con cui è stata decisa la rimozione della terra da palco e platea. E la Fortezza deve restare nella gestione della Fondazione Guido d’Arezzo?

L’amministrazione comunale ha replicato che la fondazione continuerà a gestire la struttura mentre il “mercato” della Fortezza potrebbe aprirsi a una nuova prospettiva come quella dei matrimoni. L’evento prossimo di inizio giugno fornirà un quadro per capire le potenzialità di questa simile fruizione. Il sopralluogo al serbatoio della Fortezza è stato fatto un anno e mezzo fa, si è trattato di un’operazione complessa perché ne ha comportato lo svuotamento e che ha dimostrato la sensibilità dell’amministrazione e la voglia di risolvere il problema. Il certificato di collaudo è stato inoltre ottenuto solo nel novembre dello scorso anno e da quel momento è stato capito definitivamente quanto sia pericoloso quel carico di terra soprastante il serbatoio stesso. Sarà necessario di conseguenza prevedere posti a sedere fissi e numerati per garantire il giusto carico degli spettatori. Senza considerare l’ulteriore problema dell’inclinazione del palco: per portarlo a condizioni di migliore utilizzo sarebbe necessario demolirne una parte. Per il momento, la scelta è di lasciarlo invariato e di concentrarsi sull’utilizzo della parte inferiore della Fortezza per eventi di carattere espositivo.

Arezzo in Comune ha ricordato le 724 firme dai residenti di Saione a margine di una petizione che contiene varie richieste, tra le quali il vigile di quartiere, una sala per gli incontri, una presenza costante di operatori socio-sanitari per intercettare chi fa uso di sostanze stupefacenti, il recupero del Pionta, un Consiglio Comunale aperto sui problemi del quartiere.

L’amministrazione comunale ha replicato che il Consiglio Comunale aperto si terrà prima della fine dell’estate e sarà l’occasione di ascolto e proposta.

Arezzo in Comune e Partito democratico hanno chiesto chiarimenti sulla gara relativa alla nuova sede della polizia locale e sul recente provvedimento che impegna per la sua realizzazione 5.940.000 euro. È stato rilevato come il futuro immobile non soddisfa esigenze logistiche, di rapidità di intervento degli agenti e dunque di sicurezza. La scelta che è stata fatta della concessione in leasing porta in dote anche interessi a carico della collettività molto superiori rispetto al tradizionale mutuo, strumento finanziario che poteva essere adottato se la scelta fosse caduta sulla soluzione degli immobili di via Tagliamento.

L’amministrazione comunale ha replicato, al di là dei chiarimenti da fornire per iscritto, che quella ubicazione nasce da un bando emanato con una ratio precisa: trovare un edificio con specifiche caratteristiche dimensionali e prossimo a Saione. Se l’obiettivo era riportare la sede della polizia locale in centro, con tempi ragionevolmente contenuti viste le richieste di sicurezza che provengono dai cittadini, la soluzione in questione lo consente.

Il partito democratico ha ricordato le recenti interrogazioni presentate sulla selezione avvenuta nell’ambito della Fondazione Guido d’Arezzo a cui ancora non sono state date risposte nonostante la procedura sia giunta a conclusione.

Mozioni e atti di indirizzo

Votato e approvato con 14 voti favorevoli e 3 astenuti, dopo la sua illustrazione avvenuta nella seduta del giugno 2018, l’atto di indirizzo  (Forza Italia e Fratelli d’Italia) per avviare una procedura di riorganizzazione del sistema di gestione dei rifiuti atta a garantire una governance pubblica.

L’atto rileva come l’esperienza fin qui maturata di Sei Toscana abbia evidenziato il tentativo della parte privata di acquisire non solo il controllo gestionale ma anche quello societario emarginando la parte pubblica, in contraddizione con il bando di affidamento. Così, il modello gestionale ha manifestato criticità in termini di efficienza ed efficaci e si è progressivamente centralizzato. La proposta di creare un Ato unico rappresenta la risposta sbagliata. La valutazione finale è che l’esperienza di Sei Toscana debba essere avviata a conclusione nell’interesse dei Comuni e quindi dei cittadini. Una nuova governance pubblica deve creare le condizioni per tariffe eque e per utili d’impresa che non “migrino” verso altri territori.

Atto di indirizzo (Pd) per introdurre il progetto “Il controllo del vicinato” nelle frazioni. È stato chiesto a sindaco e giunta di attivarsi in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza al fine di giungere alla redazione di una specifica convenzione che fornisca un contributo all’attività di prevenzione generale svolta dalle forze dell’ordine, che incrementi i livelli di consapevolezza dei cittadini sui problemi del territorio, che promuova una sicurezza partecipata attraverso formule di vicinato solidale come un’attività di osservazione di fatti e circostanze che accadono nelle zone di residenza, come il passaggio di auto e individui sospetti o il verificarsi di rumori strani. Tutte queste informazioni dovrebbero essere riferite a un cittadino in veste di “coordinatore”. Il passo successivo sarebbe la trasmissione tempestiva da parte di quest’ultimo delle stesse informazioni alle forze di polizia. Escluse comunque forme di pattugliamento del territorio.

L’amministrazione comunale ha ricordato che esistono già vari protocolli firmati con l’intento di implementare i livelli di sicurezza e il senso di responsabilità dei cittadini: nel 2016 ne è stato firmato uno sul controllo del vicinato con Confcommercio, nel 2018 uno tra polizia locale e amministrazioni condominiali, poi è venuto il Patto per la sicurezza in sinergia con la prefettura, nel 2019 il progetto Mille occhi sulla città, adesso seguirà l’ulteriore protocollo Piazza sicura. Approvato con 22 voti favorevoli all’unanimità.

Atto di indirizzo (Ora Ghinelli) per dedicare una strada, una piazza o un giardino, meglio ancora se nei pressi dell’ospedale di Arezzo, al commendator Gianfranco Barulli, uno dei fondatori del Calcit nel 1978. Realtà che si è affermata a supporto della sanità pubblica, per superarne le carenze, che ha potuto confidare sulla grande generosità di Arezzo che si esprime a ogni mercatino o iniziativa. Nel 2006 Barulli è scomparso ma non per questo il progetto è tramontato, mantenendo la sua caratteristica principale, quella di essere una forma di affiancamento alla comunità scientifica nella battaglia contro quelli che un giorno, è la speranza, potranno definirsi mali “non più” incurabili. Approvato all’unanimità con 22 voti favorevoli.

Atto di indirizzo (Pd e Arezzo in Comune) per chiedere alla Giunta l’impegno a sostenere, anche attraverso una programmazione pluriennale, le manifestazioni sportive di maggiore interesse e l’azione delle società promotrici, con l’armonizzazione di un calendario annuale delle iniziative. Queste ultime possono essere considerate una risorsa per sostenere il turismo e favorire le presenze in città anche grazie alla cittadella dello sport. È stato ritenuto necessario un confronto, all’interno delle commissioni consiliari competenti, con il mondo dell’associazionismo sportivo, degli operatori economici e delle strutture ricettive per individuare le sinergie e cogliere appieno le opportunità legate a questo tipo di eventi. Approvato con 21 voti favorevoli all’unanimità.

Atto di indirizzo (Pd, Arezzo in Comune) con cui è stato chiesto al sindaco di rivedere il progetto di riqualificazione dei giardini di viale Michelangelo, prevedendo il mantenimento dei lecci e incrementando la cura delle piante per rendere l’area più luminosa e più sicura. L’atto, ritenuto ancora valido dai proponenti in termini di contenuto e propositi, è stato accompagnato anche da una petizione di analogo tenore che ha raccolto lo scorso anno migliaia di firme. Dalla maggioranza è stato sottolineato l’anacronismo dell’atto, superato dagli intenti dell’amministrazione comunale già evidenziati nei giorni successivi alla sua presentazione e dal nuovo progetto dell’amministrazione comunale che prevede il mantenimento dei lecci. La Giunta, pur sottolineando la bontà della scelta originaria di radicale ristrutturazione dei giardini, ha tuttavia confermato la prospettiva di un nuovo progetto limitato al maquillage, da sottoporre all’esame della Soprintendenza. L’atto non è stato approvato: 6 voti favorevoli, 5 contrari, il resto dei consiglieri non votanti.

Atto di indirizzo (Gruppo Misto) per chiedere alla Giunta di intitolare una strada, una piazza, un edificio o un parco pubblico a Simone Mazzi. Il vigile del fuoco Simone Mazzi nel 2003 morì nel tentativo di prestare soccorso a un camionista precipitato con il suo tir in una scarpata e rimasto incastrato nell’abitacolo, nella zona di Palazzo del Pero. La corda a cui Mazzi era attaccato cedette e per il vigile del fuoco non ci fu nulla da fare. Il giovane ha poi ottenuto la medaglia d’oro al valore civile dal presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Approvato con 21 voti favorevoli all’unanimità.

Atto di indirizzo (Partito democratico) con il quale è stata chiesta una specifica ordinanza di divieto di transito nel tratto della Sp1 Setteponti presso la frazione di Ponte Buriano e quindi anche sopra l’omonimo ponte ai mezzi pesanti superiori alle 20 tonnellate. Tutti gli strumenti urbanistici dovrebbero inoltre prevedere per il futuro viabilità alternative che contemplino anche un nuovo ponte. Dalla maggioranza è stato rilevato che l’amministrazione provinciale sta lavorando proprio a un protocollo d’intesa fra enti che va esattamente nella direzione auspicata dall’atto, considerato di conseguenza pretestuoso. L’atto non è stato approvato: 7 favorevoli, 13 contrari e un astenuto.

“Arezzo: una città senza plastica” è l’atto di indirizzo (Arezzo in Comune e Pd) che auspica la graduale scomparsa della plastica monouso dagli uffici comunali, dalle sale conferenze, dai centri civici, dalle scuole e dalle mense, sostituita da alternative biodegradabili e riutilizzabili. Questo passo dovrebbe essere propedeutico a una campagna di sensibilizzazione indirizzata ai dipendenti comunali, alle scuole, alle aziende e a ogni cittadino per fare capire quanta incidenza negativa abbia la dispersione nell’ambiente dei prodotti in plastica. Dopo di che, andrebbero studiati strumenti adeguati per arrivare alla cessazione dell’utilizzo di plastiche usa e getta per le attività di ristorazione e di vendita, per gli esercizi commerciali, per gli organizzatori di eventi, feste e sagre. Come ad esempio sgravi fiscali o altri tipi di incentivi, la creazione di un elenco di esercizi commerciali plastic free, la diffusione di eco-compattatori per incrementare la raccolta e il recupero delle bottiglie di plastica e dei contenitori in alluminio. Valutazioni positive della maggioranza e dall’amministrazione comunale in nome di principi come Arezzo pulita, ecocompatibile e caratterizzata da sensibilità ambientale. L’atto è stato approvato con 20 voti favorevoli all’unanimità.

Atto di indirizzo (Lega Nord) per intitolare una via, una piazza o un’area verde a Jan Palach, così come già successo in molte città europee e italiane. Lo studente praghese il 16 gennaio 1969 si suicidò per protesta contro l’invasione sovietica della Cecoslovacchia che pose fine a quella che è passata alla storia come la Primavera di Praga. Il modo in cui compì il tragico gesto fu particolarmente cruento ed emozionante: Jan Palach si diede fuoco in piazza San Venceslao. Al suo funerale, che si svolse sei giorni dopo, parteciparono 600.000 persone. Con il crollo del muro di Berlino la sua figura è stata rivalutata a cominciare dalla patria di origine: adesso, una piazza centrale di Praga, prima chiamata “dell’Armata Rossa”, porta il suo nome. L’atto è stato approvato all’unanimità con 21 voti favorevoli.

Atto di indirizzo (Forza Italia) per agevolare le imprese agricole della Valdichiana che non beneficiano dell’acqua di Montedoglio per mancanza di condutture, che per essere realizzate necessitano di importanti investimenti. Il territorio comunale ospita alcune realtà di pregio del settore in quella che è la porzione di vallata ricompresa. L’irrigazione è ovviamente condizione propedeutica per il successo di un’impresa e alla bontà delle falde sotterranee. La carenza idrica minaccia anche la Regione Toscana. La diga di Montedoglio dispone di volumi sufficienti della risorsa idrica per poter essere distribuiti al comprensorio suddetto. La richiesta al sindaco e alla giunta è di attivare qualsiasi iniziativa in Parlamento, Regione e Consorzio di bonifica che vada in direzione di opere pubbliche in grado di risolvere il problema. Dall’opposizione è stato rilevato come la Regione Toscana stia già operando in tale direzione. L’atto è stato approvato all’unanimità con 16 voti favorevoli e un astenuto.