LA STORIA È VOCE E CORPO A CASTIGLION FIORENTINO

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Napoleone Bonaparte ha rappresentato il culmine della cultura illuministica ed ha tracciata la strada all’Europa per entrare nell’era moderna attraverso la sua visione politica, i codici giuridici e sopratutto disegnando le fondamenta dello stato laico.

Ospitare un suo pronipote, nella persona del Principe Charles Napoleon Bonaparte, nel Museo Medagliere Epoca Napoleonica di Castiglione, coninvolgendolo in una esemplare conferenza prendendo spunto di dialogo dalla presentazione del libro: “La lunga notte di Napoleone” degli storici Alain Borghini e Lucia Bigozzi, è stato importante, notevole e stimolante e non solo perché ricorrono i 250 anni dalla nascita di Napoleone, ma sopratutto perche’ ha permesso di conoscere una persona, come Charles Napoleon Bonaparte, di una esemplare semplicità umana, nei comportamenti e relazioni,  ma accompagnata da notevole ricchezza intellettuale.

Al Principe Charles la vita ha donato un nome che ha illuminato e scandito la storia della civiltà occidentale ed egli, in questo impegno a Castiglioni, ha dato prova di saperlo portare in modo pieno e corposo a livello internazionale perche’ questa e’ la statura del personaggio che ho visto ed ascoltato.

Per ultimo come castiglionese non posso che rallegrarmi con gli organizzatori dell’evento (il sistema museale e l’amministrazione comunale che con il Sindaco Mario Agnelli e l’assessore alla cultura Massimiliano Lachi), perché 220 anni fa’, piu’ precisamente nel di’ 14 Maggio 1799, la Municipalita’ di Castiglion Fiorentino, aprì le porte (con tutti gli onori) della città alla legione polacca del Gen. Dabrowsky, che faceva parte dell’esercito repubblicano francese comandato da Napoleone, mentre Arezzo si apprestava a riceverlo a fucilate.

Su questo fatto storico non potrei escludere, a mio personale parere, che la saggia decisione dei castiglionesi potrebbe essere stata influenzata anche dal miracolo del Crocifisso della Chiesa del Gesù che  come potrebbe essere interpretato lo scritto in una lapide “Annebbiò'” le menti dei più bellicosi maggiorenti castiglionesi e fece prevalere la ragione della accoglienza su lutti e sciagure.

Tale episodio miracoloso è, come precedentemente riportato in una lapide marmorea della Chiesa del Gesù, nella versione della restaurazione in cui si narra che il crocifisso fece calare una nebbia su Castiglioni che nascose la città alla legione polacca.

Evento fuori dalla storia documentata dalle fonti e priva di ogni fondamento, ma che dimostra come i nemici di Napoleone temessero le idee e la cultura che tale uomo dalla Francia travaso’ in europa.

Storicamente ritengo che era dai tempi del Grande Svevo FEDERICO II che in europa non agisse una personalita’ di cosi’ grande statura politica e visione.

Negli stessi giorni gli Aretini, per contro, verso la legione polacca ebbero un approccio ostile e violento ed il loro territorio fu teatro di lutti, saccheggi e sofferenze.

Se ad Arezzo in questi giorni si esalta l’insorgenza del Viva Maria e la conquista di Cortona ed altre terre, a Castiglioni con lungimiranza e coscienza storica è stata scelta la strada di dare VOCE E CORPO ALLA STORIA OSPITANDO IL PRINCIPE CHARLES NAPOLEON BONAPARTE

https://www.youtube.com/watch?v=nDxLlL1XwHU

Maurizio Menchetti