La Germania accoglie la richiesta di Ike Schmidt e si impegna a far restituire un bottino di guerra

0
“E’ certamente chiaro che il dipinto appartiene alla collezione degli Uffizi. Nell’ambito delle sue responsabilità il Governo federale sostiene il raggiungimento di questo obiettivo”.
Così il governo tedesco di Angela Merkel, tramite il ministro Michael Roth, ha risposto al parlamentare italo-tedesco del Bundestag Fabio De Masi, deputato del gruppo della Linke (La sinistra), autore di una interrogazione sul trafugamento nazista del quadro ‘Vaso di Fiori‘ del pittore olandese Jan van Huysum dalla Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze, portato da un soldato tedesco durante la seconda guerra mondiale.
“In questo contesto il ministero degli Esteri ha ripetutamente consigliato di restituire volontariamente il dipinto agli Uffizi” ha aggiunto il ministro tedesco.
“E’ responsabilità dell’autorità giudiziaria dei Lander esaminare l’ammissibilità del sequestro di un bene da parte di un’altra autorità giudiziaria di uno stato membro dell’Unione Europea in un procedimento penale ivi condotto. Il governo federale non può fare alcuna valutazione ed esercitare alcuna influenza”.
“Sono doppiamente soddisfatto per questi sviluppi politici – ha commentato il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt – da un lato perché il fatto che la vicenda del Vaso di Fiori sia stata posta al centro di un’inchiesta parlamentare testimonia quanto anche il popolo tedesco abbia a cuore che la restituzione possa andare a buon fine. Dall’altro, perché il governo riconosce ufficialmente ciò che noi sosteniamo da tempo: e cioè che la casa legittima del capolavoro di van Huysum è a Firenze, in Palazzo Pitti”.
La Galleria degli Uffizi di Firenze aveva invitato il governo tedesco a restituire un dipinto del XVIII secolo rubato dai soldati nazisti durante la seconda guerra mondiale.
“Vaso di fiori”, una natura morta del maestro olandese Jan van Huysum, era detenuto da una famiglia tedesca .
“A causa di questa vicenda, le ferite della seconda guerra mondiale e del terrore nazista non sono ancora guarite”, aveva detto Eike Schmidt, il direttore del museo, che è tedesco. “La Germania ha il dovere morale di restituire le opere al nostro museo e spero che ciò avvenga il prima possibile, insieme ad ogni altra opera d’arte saccheggiata dall’esercito nazista”.
Il dipinto di 47×35 cm fu originariamente esposto a Firenze nel 1824 dopo essere stato acquistato dal Gran Duca Leopoldo II per la sua collezione d’arte.
Appeso a Palazzo Pitti fino al 1940, quando fu trasferito in un villaggio vicino dopo lo scoppio della guerra. I soldati tedeschi presero il dipinto nel 1944 mentre si ritiravano verso l’ Italia settentrionale dopo gli sbarchi alleati ad Anzio e la liberazione di Roma, e ogni traccia di essa fu persa fino al 1991, poco dopo la riunificazione tedesca.
Schmidt ha dichiarato che, nonostante le numerose richieste dello stato italiano, la famiglia tedesca che deteneva il dipinto non è riuscita a restituirla. Disse che molti “intermediari” avevano cercato di vendere il dipinto, e la più recente “offerta oltraggiosa” aveva spinto il procuratore di Firenze ad aprire un’indagine.
“Il dipinto è già di proprietà dello stato italiano e quindi non può essere acquistato”, aveva detto.
Schmidt aveva postato sui social media: “Un appello alla Germania per il 2019: ci auguriamo che il famoso Vaso di fiori del pittore olandese Jan van Huysum rubato dai soldati nazisti sia restituito alla Galleria degli Uffizi”.
Una foto del dipinto è stata esposta a Palazzo Pitti accompagnata dalla parola “rubato” in italiano, tedesco e inglese.