Elezioni : i programmi al metro

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Finora ero abituato alla pizza al metro o alle bruschette al metro. Ma in questa immaginifica campagna elettorale sono arrivati anche i programmi al metro.

Non appena sono comparse le liste con relativi programmi, è cominciato il battage sui social su chi ce lo aveva più lungo (parlo dei programmi, ovviamente). Subito sono comparsi i commenti a mo’ di dileggio su chi aveva i programmi di poche pagine rispetto a chi aveva un malloppo copioso, volendo suggerire l’idea che chi aveva scritto di più era più bravo e più competente.

Io per cultura personale (essendo laureato in filosofia) sono propenso al ragionamento anche lungo ed al documento organico, come si diceva una volta. Essendo poi cresciuto politicamente nel vecchio PCI mi sono abituato ai documenti lunghi e complessi. Ogni documento del PCI era un piccolo saggio. Però va detto che anche in quel partito pochi erano quelli che li leggevano completamente. In realtà era un esercizio dei dirigenti. Tanto è vero che poi c’era sempre l’edizione sintetica ad usum delphini.

Nell’era dei social media, dei twitter, pensavo che la gara fosse a rovescio, tra chi riusciva ad esprimere le proprie idee in modo più sintetico. Evidentemente mi sbagliavo. Anche oggi i programmi si valutano a metro o a chili, magari senza leggerli e senza sapere di cosa parlano. Che poi, a leggerli, spesso danno l’impressione di un collage di idee prese a prestito, magari da realtà completamente diverse che mal si adattano alle nostre dimensioni. Però con tante espressioni in inglese, tanto per darsi un tono!

(Scusatemi, non voglio fare il qualunquista. E fare i ogni erba un fascio. Leggeteli i programmi, aiutano a farsi un’idea)

Il dramma del povero cittadino che dovrebbe andare a votare è la mancanza di riferimenti ideali. Strano a dirsi. Ma mentre i candidati sembrano fare a gara per mostrare di essere pragmatici e trasversali, senza ideologie, i cittadini, stranamente, vorrebbero identificarsi con chi rappresenta il proprio mondo ideale.

Ma sicuramente è solo una mia sensazione da incorreggibile ed irrecuperabile maniaco di ideologia, nel senso di sistema complesso ed organico di idee. Roba da preistoria!

Per ora rassegniamoci a votare col metro, misurando le lunghezze (sempre dei programmi, ovviamente) e scegliendo quella che riteniamo più consona alla nostra dimensione.

Giorgio Renzi