“ Aria inquinata”- tra elezioni locali ed europee

0

Siamo ormai in piena campagna elettorale, anzi in campagne elettorali, visto che dovremmo votare per l’Europa e, contemporaneamente, per il Comune. Insomma, per l’organismo più grande e per quello più piccolo di cui facciamo parte.

Il dramma è che per l’Europa votiamo con il proporzionale puro, per il comune con il maggioritario, altrettanto puro.

In questo clima di attacco alla “politica” il rischio che vediamo è un inquinamento della situazione, un utilizzo di problematiche locali, quelle più vicine alla pancia della gente, per ottenere consenso, senza mai far vedere un rapporto tra le due vicende elettorali, rapporti che pur ci sono!

Prendiamo come esempio il caso di Bibbiena, Quattro liste, tutte nate come civiche (poi vista l’inflazione di civismo qualcuna ha rivirato verso la politica). Il rischio è che il risultato sia un terno al lotto- Chi avrà anche solo un voto in più avrà la maggioranza. Quindi a cosa servono quattro liste? Al di là delle intenzioni, due di queste serviranno a far vincere o perdere una delle altre. Insomma due di queste non giocheranno per vincere, ma per far perdere qualcun altro!

Poi ci domandiamo: tutti questi civici, come si porranno nelle elezioni europee? Faranno finta che non esistono? Continueranno a dire che qui si tratta solo di problemi locali e non politici? Come se la soluzione di problemi locali non fosse scelta politica. Si rendono poi conto che molti dei problemi che pongono posso essere risolti solo grazie all’Europa ed ai suo finanziamenti? E che quindi è necessario che l’Europa funzioni e continui ad esistere? E che quindi la campagna per le comunali non può essere scissa da quella per le europee e, pertanto, da una visione dell’Europa che anche un sindaco deve avere!

Altro aspetto: tutti parlano di sicurezza. Sembrano tanti Salvini in formato mignon. Anche se ognuno la declina a modo suo ed in maniera diversa. Ma pensano tutti ad uno stato di polizia? Si pongono il problema (di competenza anche comunale) che la prima sicurezza è assicurata dalla giustizia sociale, dal lavoro, dalla pacifica convivenza, dal rispetto di tutti, dall’assicurare i diritti umani a tutti, indipendentemente da razza, sesso, origine ecc.? E che questo può essere garantito solo dalla educazione, dalla istruzione, dalla cultura? Ed anche da una organizzazione della città (anche dal punto di vista urbanistico) che faciliti la socializzazione, lo scambio di idee, lo sviluppo del senso della comunità.

Nei giorni scorsi un fatto, tra i tanti che rattristano questo periodo, ci ha fatto molto riflettere. Un gruppo di ragazzini di Ferrara ha bullizzato una loro compagna di classe, ebrea, dicendo: da grandi riapriremo i forni crematori!

Questo è il clima creato dagli imprenditori della paura e dell’odio, che vedono come primo protagonista, volontario o no, un ministro dell’interno che, sempre a sproloquiare sui social-media, non ha avuto modo di parlare di questo fatto (non poteva incolpare i migranti) o lo ha fatto solo sminuendolo a ragazzate. Così di ragazzata in ragazzata si ricrea il clima in cui muore una democrazia. Quando si urla “i rom muoiano di fame” (anche i rom sono stati cremati nei forni nazisti) e si calpesta il pane destinato a loro, e le istituzioni che dovrebbero tutelarci latitano e in fondo proteggono i protagonisti di queste vicende di attacco disumano alle persone,bambini compresi, viene da chiederci: a quale stato di inciviltà siamo giunti? A quale regresso culturale, politico e sociale?

I protagonisti politici che oggi sembrano andare per la maggiore si dicono sovranisti, vorrebbero essere quelli che difendono la “patria”, la sua sovranità.

Ma si può essere sovranisti senza conoscere la storia? Ci sembra che questi sovranisti da strapaese si stiano reinventando la storia per riproporla a loro uso e consumo, utilizzando i social e alimentando l’ignoranza, sempre utile a turlupinare il “popolo”, quel popolo a nome del quale essi pretenderebbero parlare.

E’ anche questo un tema che unisce le due elezioni, locali ed europee. Vogliamo vedere tutti questi candidati civici come si schiereranno nella battaglia sull’Europa.

Non ci resta che sperare che il “popolo” sia ancora una volta più intelligente di chi vorrebbe rappresentarlo, come avvenne quel 25 aprile del 1945 quando si ribellò ai nazifascisti, liberandoci dalla dittatura. Sarà per questo che i nostri sovranisti non amano questa data?

Movimento Arturo, Circolo Bibbiena e Poppi