Consiglio Comunale 19 aprile 2019

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Le interrogazioni
Dopo il minuto di silenzio dedicato dall’assemblea a don Antonio Bacci recentemente scomparso, le interrogazioni hanno riguardato:
– l’ampliamento paventato dell’impianto di San Zeno senza coinvolgimento della cittadinanza (Partito democratico) e l’amministrazione comunale ha precisato che l’intera assemblea dell’Ato e non i soli sindaci del centrodestra, in quella sede, hanno affrontato con serietà e deliberato sul tema del sistema impiantistico della Toscana meridionale, argomento molto sentito da tutti i 104 primi cittadini a prescindere dalle differenze politiche. Questa unità di intenti ha portato l’Ato Toscana sud a dotarsi per ora, unica in Toscana, di un piano di ambito e in tale documento si parla non di raddoppio ma di efficienza da sviluppare per l’impianto di San Zeno e di incremento della raccolta differenziata, specie dell’organico. I sindaci hanno ritenuto il termovalorizzatore in grado di smaltire i rifiuti del territorio di competenza e con margini di sviluppo per compensare altre zone della Toscana che non riescono a smaltire correttamente quelli prodotti. Una condizione che ne fa un modello per la regione e per l’intero centro Italia
– l’area ex Lebole ancora al palo (Partito democratico)
– la necessità di convocare un Comitato sull’ordine e la sicurezza pubblica per rafforzare il controllo del contesto urbano caratterizzato da fatti di cronaca relativi a spaccio e consumo di droga (Lega nord) e l’amministrazione comunale ha ribadito il giudizio positivo sul recente operato del ministro dell’Interno Salvini, perché ha riportato in capo ai prefetti la sicurezza, una competenza loro assegnata storicamente nel nostro ordinamento. Questa impostazione non inficia gli investimenti e le iniziative, molte peraltro già intraprese, sempre in accordo con la prefettura, da parte dell’amministrazione per azioni utili a incrementare la vivibilità dei quartieri cittadini
– la richiesta dei cittadini della Chiassa di vedere la frazione allacciata all’acquedotto di Montedoglio (Partito democratico) alla quale l’amministrazione comunale ha sottolineato che prima della fine del mandato il progetto sarà appaltato perché considerato prioritario
– i cassonetti cosiddetti ‘easy’, il loro costo, se questo si riferisce alla spesa per quanto già installato o per l’intera operazione, e l’atto di indirizzo approvato oltre due anni fa sul cosiddetto reverse vending rimasto lettera morta (Movimento 5 Stelle) e l’amministrazione comunale ha chiarito che quanto indicato, un milione di euro, è il costo di ammortamento diluito su 7 anni, che da maggio i cassonetti compariranno progressivamente a Saione, Arezzo sud, zone Pantano e di viale Redi, fino a raggiungere nel 2020 l’80% dei residenti, e che questo nuovo sistema di conferimento è stato ben metabolizzato, consentendo alla percentuale di differenziata di aumentare fin dai primi mesi in maniera consistente
– le misure sulla Ztl, considerate vessatorie, che hanno comportato anche un cambio dei pannelli elettronici che segnalano la possibilità o meno dell’accesso dei veicoli, incrementando il disorientamento dei cittadini (Partito democratico) e l’amministrazione comunale ha sottolineato che è subentrato non un cambiamento delle regole ma uno strumento di supporto tecnologico che consentirà di sanzionare, da giugno, chi quelle regole le viola, che quanto stabilito, compresi i carnet di 12 ingressi supplementari e i veicoli forniti da Atam a favore degli operatori, è stato concertato con le categorie economiche
– la delocalizzazione della Valli Zabban che non si concretizza mentre aumentano i valori e le caratteristiche delle polveri emesse, senza che qualcuno intervenga, fattispecie che comporta la necessità dell’istituzione di un registro dei tumori (Movimento 5 Stelle) e l’amministrazione comunale ha replicato che se sulla delocalizzazione è difficile influire, l’intento è opporsi a qualsiasi progetto di ampliamento e imporre invece per l’impianto attuale il rispetto di ogni regola esistente
– la mancata messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali a Indicatore, un problema che adesso si traduce in un rimpallo di competenze tra Comune e Provincia con interpretazioni discutibili (Partito democratico) e l’amministrazione comunale ha ricordato che essa non può realizzare gli attraversamenti pedonali rialzati, ovvero variazioni altimetriche, lungo strade provinciali, ma farà comunque il possibile per la sicurezza, compreso il posizionamento di attraversamenti pedonali illuminati a Indicatore, che sono interpretati come segnaletica e non variazione altimetrica, simili a quelli del centro città
– i tempi e i vantaggi eventuali di una quotazione in borsa di Estra, visto che peraltro i dividendi della società non vengono conferiti al Comune di Arezzo ma a Coingas e che nel frattempo il Comune stesso ha perso il contributo economico di cui beneficiava grazie ai trasferimenti di Centria (Movimento 5 Stelle)
– la Casa delle culture per la quale, dopo la chiusura dei servizi destinati all’integrazione socio-culturale, a oggi non ci sono notizie, tanto meno atti formali, sulla destinazione di quell’immobile, chi vi debba essere ospitato e cosa intenda farci (Arezzo in Comune) e l’amministrazione comunale ha ricordato che l’intenzione è rendere disponibile quello spazio per una delle grandi mancanze della città, ovvero una sede universitaria. A tal fine è in dirittura d’arrivo un protocollo di intesa tra Comune, Università di Siena e Anci per la realizzazione di un corso di istruzione universitario sulle scienze legali
– il tratto aretino della Due Mari, infrastruttura fondamentale per la città e il territorio che viene bloccata dall’attuale governo mentre la Regione sarebbe disponibile a uno sviluppo progettuale (Partito democratico). Il sindaco ha ricordato come proprio una sua intuizione ha aperto la soluzione della realizzazione dei due lotti separati per il tratto aretino della Due Mari, proposta all’Anas già dal 2015. Tale soluzione potrebbe consentire di ottenere il finanziamento per il raddoppio da due a quattro corsie del tratto Palazzo del Pero-Arezzo, a prescindere dalla realizzazione del “nodo di Olmo”. Lavorare sulla sicurezza prima di investire risorse in nuove infrastrutture rappresenta l’impostazione che ha dato al suo lavoro l’attuale ministro Toninelli e risulterebbe quindi compatibile, in senso estensivo, con il raddoppio del tratto Palazzo del Pero-Arezzo
– l’assetto della Casa di riposo Fossombroni con amministratori che vantano rapporti di parentela con soggetti che operano nel territorio in strutture di natura simile (Arezzo in Comune) e l’amministrazione comunale ha ricordato che non sussistono e non si configurano conflitti di interesse ma ragioni di opportunità, un tema, quest’ultimo, che dovrebbe indurre prudenza nelle considerazioni e alcune domande: è opportuno, per esempio, che ci sia un consigliere comunale, provinciale o regionale che abbia un parente o un affine che lavora nello stesso ente oppure che un consigliere di quelli citati abbia un ruolo importate in un’associazione che riceve finanziamenti e, in termini generali, dove inizia e finisce il perimetro dell’opportunità?
– Oro Arezzo, l’impegno di Ieg per lo sviluppo della struttura aretina, l’ingresso nel capitale di Ieg di Arezzo Fiere e Congressi (Movimento 5 Stelle) e l’amministrazione comunale ha ricordato innanzitutto che il marchio Oro Arezzo non è a disposizione di soggetti privati, che non è all’ordine del giorno l’ingresso nel capitale Ieg da parte di Arezzo Fiere e Congressi, che è in corso una revisione della proposta iniziale del gruppo e che comunque sono finalmente i soci pubblici, in assonanza di intenti, Comune, Provincia, Camera di Commercio, che in questo momento possono determinare il destino del centro affari, con la Regione che ha capito come sia necessario restare a fianco degli stessi, vista la loro natura rappresentativa degli interessi del territorio
– le fondazioni, che non rispettano criteri di trasparenza visto che non sono pubblicati i nomi dei membri dei cda nei loro siti, dove si cita invece che non sono tenute a nominare il responsabile anti-corruzione, che non è stata pubblicata la commissione giudicatrice per le recenti selezioni di personale e che non si conoscono le quote versate dai soci (Partito democratico
Il piano triennale dei lavori pubblici
Su proposta della Giunta, il Consiglio Comunale ha approvato la variazione al piano triennale dei lavori pubblici 2019/2021 conseguente alla sottoscrizione di una nuova convenzione intervenuta tra Comune di Arezzo e Presidenza del Consiglio dei Ministri e relativa agli interventi inseriti nel bando di riqualificazione delle periferie urbane. La novità riguarda l’anticipo al 2019, rispetto al prospettato 2020, del cofinanziamento statale. Questo ha comportato la necessità di rivedere il quadro emerso con l’ultimo programma triennale contenuto nella delibera del dicembre scorso, sia in termini di nuovi inserimenti e traslazioni di annualità sia in termini di importi e fonti di finanziamento.
Il 2019 torna a essere l’anno, per varie opere del bando, in cui è previsto l’avvio della procedura di affidamento. La messa insicurezza dei quartieri di Pescaiola e Saione con illuminazione pubblica, marciapiedi e videosorveglianza articolata in più lotti di lavori, il raddoppio del sottopasso ferroviario tra la zona Baldaccio e via Alessandro dal Borro, la riqualificazione dell’area dei giardini di viale Michelangelo prossima a piazza della stazione (più lotti scaglionati tra 2019 e 2020) e dei parchi Ducci e Foro Boario, la ristrutturazione dell’ex asilo di Pescaiola, la messa in sicurezza della materna Modesta Rossi, la riqualificazione dell’area presso il sottopasso di viale Don Minzoni, la ristrutturazione dei locali del parcheggio Baldaccio, la rotatoria all’incrocio tra raccordo urbano e raccordo autostradale, il primo passo della futura viabilità che caratterizzerà la zona dell’area ex Lebole.
In aggiunta a questi interventi, ce ne sono altri che vanno dalle scuole alla manutenzione straordinaria delle strade per 4 milioni di euro e alla limitazione del rischio idraulico. In particolare, miglioramenti strutturali e interventi di bonifica alle scuole di San Leo, alla Leonardo Bruni, al nido Cucciolo (e nel 2020 alla materna Fonterosa), la nuova scuola materna a Tortaia, la manutenzione straordinaria di via Fiorentina e via Romana, il primo lotto della sistemazione dell’incrocio tra via Benedetto da Maiano e Santa Maria delle Grazie (secondo lotto di lavori nel 2020), la riqualificazione del parco Pertini, il completamento del restauro delle Logge Vasari, il collegamento tra il parcheggio scambiatore e via Buonconte da Montefeltro, la pista ciclabile tra San Leo e Pratantico, il consolidamento del muro e della passerella fluviale a Giovi, la messa in sicurezza del ponte alla Chiassa Superiore, la cassa di espansione del Sellina, la messa in sicurezza del corso del torrente Valtina (quella di viale Santa Margherita sempre dal rischio idraulico è prevista nel 2020), l’adeguamento delle barriere architettoniche e alla normativa anti-incendio della biblioteca. Tra 2019 e 2020 è prevista anche l’attuazione del Peba, il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche mentre nel 2020 è inserito il restauro del paramento murario e dell’area verde di via Fra Guittone.
I consiglieri di maggioranza hanno difeso il piano, che rimette in piedi tante situazioni abbandonate da anni, mentre dalle opposizioni è stato fatto rilevare che nel 2007 erano 12 i milioni investiti sui lavori pubblici rispetto ai 6,7 attuali e che la punta è stata raggiunta nel 2013 con 15,7 milioni. C’è un 30% in meno rispetto agli investimenti avvenuti in passato. Che nel nuovo piano si perdono le tracce di parcheggi straordinari annunciati in precedenti versioni, Arena Eden, zona Giotto e gioco del pallone, della mensa centralizzata, per fortuna e per merito dei cittadini, della chiusura dell’anello a nord, della scuola Cesalpino. Che la variazione attuale è nel segno delle elezioni, non a caso viene sbandierato un mega-intervento sulle strade finanziato con i mutui mentre una spesa enorme di 4 milioni viene destinata alla nuova sede della polizia locale, che le risorse regionali per le casse di espansione su Valtina e Sellina in realtà non sussistono (Arezzo in Comune), che i mutui durano più degli asfalti, che gli investimenti non vanno a beneficio di beni durevoli ma di una risorsa deperibile come il materiale delle strade, che manca ancora un equilibrio tra l’attenzione destinata al centro e quella destinata alle periferie, che del completamento della Fortezza non si parla più, che il piano delle alienazioni è fallito e che dunque non si possono invocare le risorse eventualmente ricavabili per finanziari i lavori, l’esempio più lampante in questo senso riguarda la biblioteca, che il centro di aggregazione sociale di via Fiorentina non più previsto (Partito democratico), che è nulla l’attenzione ecologica di questa amministrazione (Movimento 5 Stelle).
La variazione di bilancio

Il Consiglio Comunale ha approvato una variazione al bilancio triennale 2019/2021, richiesta dalla Giunta, per allineare il documento alle nuove previsioni di entrata corrente, derivanti soprattutto dal recupero dell’evasione di Tari e Imu, e all’incremento del contributo a favore delle fondazioni, Guido d’Arezzo e InTour. Sono stati inoltre integrati alcuni capitoli di spesa, come la manutenzione del patrimonio comunale, e il fondo di riserva ordinario.