Lettera. Il prossimo obbiettivo siete voi…

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Campo di "trattenimento" libico

Adesso che le politiche sull’immigrazione hanno finalmente preso la forma che maggioranza governativa e buona parte dell’opinione pubblica auspicavano, possiamo ragionare in tranquillità delle loro conseguenze.

La seconda accoglienza non è più accessibile per i beneficiari di permesso umanitario, quindi chi ha maggior bisogno di percorsi di integrazione è penalizzato e spinto verso emarginazione e povertà.

Non è più possibile iscriversi all’anagrafe dei comuni da richiedente asilo: ciò comporta l’impossibilità di ottenere la carta d’identità e di conseguenza l’ impossibilità di aprire un conto corrente, di conseguenza l’impossibilità di avere un lavoro. Legale. La riduzione dei fondi a disposizione dell’accoglienza, prevede la riduzione all’osso dei servizi: niente più corsi di italiano, niente più assistenza, niente più orientamento e integrazione, mediazione linguistica portata a 8 ore complessive a settimana. Parola d’ordine: arrangiatevi.

Il controllo del Mediterraneo è affidato, nelle sue zone di pertinenza, alla guardia costiera libica, nessuna intrusione è consentita, col risultato di trasformare la Libia in un grande centro di detenzione.

La pacchia è finita: gli operatori dell’accoglienza che gozzovigliavano alle spalle della collettività, finalmente ritorneranno al loro abituale stato di disoccupati (ma ora c’è il reddito di cittadinanza), le case occupate torneranno libere e anche i commercianti che vendevano abiti o cibarie, perderanno i loro incassi, specie quelli delle realtà più periferiche. Il nemico finalmente colpito e sconfitto.

Ai superstiti, se proprio non vorranno accogliere l’invito ad andarsene altrove, lo Stato offre il permesso di soggiorno a punti, come la patente, per cui per ottenere una qualche forma di stabilità bisognerà necessariamente compiere atti eroici, giacché essere italiani è un privilegio, come facilmente possono testimoniare i disoccupati, chi rinuncia a curarsi perchè povero, chi è disabile, chi in difficoltà, chi è giovane, chi è escluso.

Il segnale che è stato dato è chiaro e forte, ma chi ne farà le spese sarà il più debole, il meno adattabile, il meno scaltro, andando a ingrossare le fila dei disgraziati, dei marginali, degli sconfitti.

Mi pare che con buona sintesi questo rappresenti la condizione attuale, in attesa che migliaia di persone si ritrovino senza assistenza, senza lavoro, senza percorsi di integrazione, senza la possibilità di accedere agevolmente alla sanità e si rivolgano più o meno contemporaneamente ai presidi territoriali già oberati per poi farli chiudere definitivamente. A quel punto il piano sarà finalmente chiaro, si è voluto colpire gli ultimi per aprire la strada verso i penultimi.

Tenetevi forte amici elettori di questo governo di destra, i prossimi obiettivi siete voi.

Lettera firmata