La SIA di AISA IMPIANTI: qualche riflessione ed una richiesta al PD

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Adesso che ho letto fino a pag. 73 della SIA (Studio di Impatto Ambientale) di AISA IMPIANTI, mi rimangono molti dubbi, ma posso fare qualche considerazione su dati certi.

Premessa

Credo sia necessario premettere che ho sempre espresso apprezzamento per la qualità della gestione di AISA IMPIANTI, che ritengo un’azienda eccellente; la mia differente posizione sul potenziamento del termovalorizzatore, da sempre espressa, non toglie nulla a questo giudizio.

Con la SIA, AISA IMPIANTI, come si può vedere dal suo comunicato, ha presentato alla Regione Toscana 4 richieste; non ho fatto approfondimenti tecnici sulle prime due, ma oggi mi sentirei di sottoscriverle, sulla quarta avrei delle curiosità tecniche, ma la sottoscrivo, mentre è dal 7/3/2013 che scrivo su questo giornale che non condivido gli aumenti di potenza del termovalorizzatore di San Zeno e poiché, ad oggi, nessuno mi ha fornito motivazioni per cambiare idea, farò alcune riflessioni solo sul punto 3.

Il fatto certo è la richiesta aumento di potenza dell’impianto di termovalorizzazione

A pag. 73 della SIA si legge: “Questa Società intende pertanto procedere al soddisfacimento dell’esigenza territoriale attivando la presente procedura di VIA finalizzata alla realizzazione dei seguenti progetti: ……. Incremento dalla potenza termica trattabile dall’impianto di termovalorizzazione dagli attuali 14 MWt a 22,5 MWt.”; si richiede perciò un aumento di potenza del 61%.

Nota: non cambia nulla nella sostanza, ma a me risultava che la potenza attuale fosse 14,5 Mwt, come peraltro indicato in altra pagina della SIA.

Le 75.000 tn/anno non sono una richiesta

L’affermazione (in pag. 73 della SIA) che “Inoltre coerentemente con quanto previsto dalla normativa vigente ed in ottemperanza al piano regionale di gestione dei rifiuti, il quantitativo di rifiuti da inviare a termovalorizzazione passa da circa 45.000 tn/anno attuali ai circa 75.000 tonnellate/anno.” è nel paragrafo che precede le richieste e si può considerare una premessa/motivazione della richiesta stessa.

Personalmente non condivido questa motivazione, e non solo per motivi di politica ambientale, ma prima di tutto per ragioni aritmetiche. Non so a quali “normative vigenti” si faccia riferimento, ma certamente il Piano Regionale del 2014 imponeva un limite massimo dei rifiuti portati in termovalorizzazione il 20% dei rifiuti prodotti; ora poichè, come detto a pag. 72 della SIA, i rifiuti prodotti in provincia di Arezzo sono 200.000 tn/anno (nel 2017 sono state 194.575 tn), 200.000 tn/anno*20%= 40.000 tn/anno, che è uguale all‘attuale capacità dell’inceneritore di San Zeno. Da questo si deduce che appare immotivata la richiesta di aumento di potenza, anche perché oggi ciò che va in termovalorizzazione è il 70% dell’indifferenziato, quindi si inviasse in termovalorizzazione anche ciò che il Piano si prevede di mandare in discarica (max 10%) avremmo 200.000 tn/anno*30%=60.000tn/anno*70%=42.000 tn/anno, che l’attuale termovalorizzatore è in grado, già da oggi, di gestire.

Bisogna aggiungere che in tutta la SIA non si parla di un aspetto tecnico fondamentale, sul quale l’equipe universitaria coinvolta nello studio avrebbe dovuto pretendere di poter esprimere il proprio parere, cioè il potere calorifico del rifiuto atteso, che dipende ovviamente dalla composizione dei materiali rimanenti dopo la selezione. Se a potere calorifico X con potenza 14 Mwt si possono incenerire 40.000tn/anno, mi aspetto che, a parità di giorni di funzionamento, se il potere calorifico è 0,9X si possano termovalorizzare 44.444tn mentre con potere calorifico 1,1X se ne possano termovalorizzare solo 36.364 tn; questo non mi pare elemento di poco conto.

Quindi, l’unico dato certo è la potenza dell’impianto e la quantità di rifiuti da termovalorizzare.

Perché allora la richiesta di aumento di potenza?

Qui, anche io, mi sono ritrovato nella lettera di Caporali e Gallo e in qualche modo nel racconto di fantapolitica di quel “malpensante” di Fausto Tenti, che vedono nei fabbisogni dell’ATO Toscana centro la vera ragione della richiesta. Ieri sera però ho sentito il Presidente di AISA IMPIANTI affermare che “… non prendiamo certo i rifiuti da Firenze”, quindi, non avendo elementi oggettivi per non credergli, rimuovo questo pregiudizio, almeno per ora.

Forse, considerando la criticità degli impianti del grossetano, c’è l’esigenza di aumentare la capacità di termovalorizzazione dell’ATO Toscana sud e questa Amministrazione comunale si candida a dare il suo contributo. Certo, fintanto che non sarà disponibile il Piano di Ambito dell’ATO Toscana sud, inspiegabilbente in ritardo di anni, non si potranno conoscere i bisogni e le disponibilità previste per questo Ambito.

Forse, AISA IMPIANTI ha osservato che attualmente la qualità della raccolta differenziata non è elevata ed essendosi candidata a selezionare tutta questa raccolta differenziata a livello provinciale (oggi credo arrivi a San Zeno solo l’umido), si è posta il problema di smaltire per incenerimento gli scarti, che oggi, essendo la RD inviata in altri siti, non vengono smaltiti a San Zeno. Questo potrebbe fare tornare i numeri, ma sarebbe un abuso del colpevole fallimento del sistema (Sindaci, ATO e SEI Toscana) di ottenere risultati decenti nella raccolta dei rifiuti.

Qualunque sia la ragione, ci ritroveremmo un termovalorizzatore di potenza superiore dei circa il 60% dell’attuale, da dover alimentare perché, lo ricordo per qualcuno, un termovalorizzatore è una macchina “rigida” che può funzionare bene solo in un piccolo intorno della propria potenza caratteristica e che, anche con le migliori pratiche di gestione che attualmente AISA IMPIANTI sta usando, rimane un produttore di inquinamento.

Le “colpe” di questo Sindaco

Questo Sindaco “fa il suo”; gli è stata colpevolmente regalata l’amministrazione di questa città e la gestisce con la professionalità dimostrata nella sua precedente attività professionale, in piena coerenza con il suo pensiero politico. Si può non condividere il suo operato, ma non lo si può di certo accusare di incoerenza.

Va detto che si è ritrovato una politica di gestione di AISA IMPIANTI perfettamente coerente con il suo pensiero, ha quindi potuto procedere in totale continuità.

Detto questo, mi sento però in dovere di esprimere forti dubbi sulla possibilità che le scelte tecniche adottate per la raccolta dei rifiuti (vedi nuovi eleganti cassonetti) ci possano portare ad un reale aumento della raccolta differenziata di qualità e a una reale diminuzione dei volumi di indifferenziata, quindi di fatto ad una reale diminuzione dei costi del servizio; tutto questo mi pare coerente con l’ultima ipotesi del punto precedente.

 Va detto, per completezza d’informazione, che l’aumento complessivo dei rifiuti conferiti a San Zeno porta ad un aumento dell’IDA (Indennità di Disagio Ambientale) pagata al Comune sede di impianto, con la conseguente possibile diminuzione della TARI. Francamente è un atteggiamento di politica di gestione dei rifiuti che non condividerò mai, perché ritengo più opportuno dedicare tutte le energie alla riduzione del Disagio piuttosto che a “fare i soldi” col Disagio.

Le colpe del PD

A parte il regalo di cui sopra, vale la pena di segnalare che il pensiero che con l’inceneritore si possano “fare i soldi” non è un pensiero da attribuire solo all’attuale Amministrazione Comunale di Arezzo, perché nasce dalla precedente, che era un monocolore PD (si veda il dibatto del 12/10/2012 in Consiglio comunale sulla delibera di approvazione della costituzione di AISA Impianti); sia chiaro, non c’è nulla di illecito, ma è un pensiero che non condivido.

 Segnalo anche che il Piano industriale di AISA Impianti, che prevedeva l’aumento di potenza, è stato approvato (a mio parere colpevolmente, senza un dibattito in Consiglio comunale) con la precedente Amministrazione comunale e, curiosamente, sottoscritto allora anche dai Sindacati

La richiesta al PD

La richiesta al PD comunale e provinciale è molto semplice. Il PD prenda immediatamente una posizione pubblica chiara sulla richiesta di aumento di potenza del termovalorizzatore di San Zeno, dichiarando che è assolutamente contrario, in quanto non coerente con i fabbisogni di smaltimento dei rifiuti della provincia di Arezzo, laddove si perseguano gli obiettivi del Piano Regionale, e faccia assumere questa posizione in Consiglio Regionale ed in Giunta ai suoi rappresentanti del territorio.

P.S.: la SIA di AISA Impianti si trova  a  questo link 

e, in questo momento, è la  quarta della lista (ringrazio Stefano per avermi fornito questo link)

Franco Romagnoli