Dichiarazioni … varie!

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Donato Caporali: “Frazioni e periferie: giù le imposte comunali”

“Resta indubitabile che le frazioni e le periferie subiscono un trattamento di serie B. Sono 41 nel Comune di Arezzo, uno dei più vasti d’Italia, e la loro popolazione è consistente. Ma i servizi non sono gli stessi del centro. Le opere pubbliche che vi confluiscono sono una percentuale minima rispetto a quella di cui beneficia il secondo. Un’amministrazione seria dovrebbe o invertire la tendenza o prenderne atto. Questa seconda opzione andrebbe accompagnata da una scelta ulteriore: pesare meno sui cittadini delle frazioni e delle periferie in termini di imposizione fiscale locale. A chi riceve meno si deve chiedere meno. È un principio di buon senso e di correttezza politica”.

Marco Casucci. Sanità: Arezzo sia realmente autonoma”

Siamo per l’autonomia di Arezzo in ambito sanitario. Lo abbiamo rivendicato in Regione Toscana con forza e determinazione e per questo ci siamo astenuti sulla legge che apre un semplice spiraglio tecnico presente già nei fatti: Arezzo è diversa nelle priorità ed esigenze da Casentino e Valtiberina. Non ci piacciono i pannicelli caldi come questo, che conferma peraltro la centralizzazione delle ‘zonone’, che dalla sanità a qualsiasi altra gestione di servizi non è utile ai territori. Bene ha fatto l’assessore Lucia Tanti a entrare in questo pertugio per provare a incunearsi nel meccanismo e cercare di ribaltarlo a nostro favore. Per questo alla sua proposta di delibera in Consiglio Comunale abbiamo votato a favore”.

Marcello Comanducci: Un tagliando al regolamento per la tutela del centro storico. Ottimi risultati già ottenuti. Serviva un check per rimodulare alcune situazioni”

“Abbiamo fatto un tagliando al regolamento per la tutela e il decoro del patrimonio culturale del centro storico, a poco più di un anno dalla sua approvazione. Intanto diamo a queste norme  un giudizio positivo. Lo stop all’apertura di alcune attività ha certamente restituito la giusta dimensione estetica e turistica al nostro ‘salotto’, pensiamo a minimarket, money transfer, phone center, compro oro, sale giochi, attività alimentari non della tradizione. A cui si aggiunge adesso la cannabis light. La strada intrapresa, dunque, è quella che ci proponevano ma allo stesso tempo abbiamo ritenuto di monitorare alcune situazioni e capire se necessitavano di una rimodulazione. Certamente, quello dei metri quadrati dei locali di somministrazione e del rapporto tra superficie destinata all’attività principale e bagno eventuale è un aspetto che è emerso. Abbiamo così ritenuto di dare maggiore elasticità al rapporto metri complessivi/servizi igienici, con ulteriori deroghe per i locali ubicati all’interno di immobili vincolati dalla Soprintendenza: tra i 20 e i 30 metri quadrati non è obbligatorio prevedere un bagno, tra i 30 e 60 metri quadrati occorre la presenza di un bagno per i clienti, oltre i 60 il bagno per la clientela deve essere accessibile ai disabili. Diamo così una risposta agli imprenditori e allo stesso tempo tuteliamo  anche le persone con impedimento motorio.

Confermiamo dunque la natura di questo regolamento: che deve essere elastico, attento alle situazioni concrete, funzionale allo sviluppo economico-turistico del centro storico. Senza inutili rigidità. Continueremo con questi check periodici per mantenerne la sostanza ma anche per plasmarlo sulla base a quanto emerge dalla realtà e dalle esigenze degli operatori. E non dimentichiamo l’inasprimento delle sanzioni per chi lascia i rifiuti provocando sporco per strada a causa dei liquidi persi. Un ulteriore segnale che va nella direzione che auspichiamo in quanto questo fenomeno è ancora fortemente diffuso”.