Consiglio Comunale 8 febbraio 2019

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Le interrogazioni

La prima interrogazione è stata presentata dal consigliere comunale Alessandro Caporali: “anche nella realtà aretina assistiamo a un inasprimento del linguaggio nei social network. Dovremmo dare il buon esempio e isolare o bannare o bloccare i cittadini che usano parole irriferibili. Chiedo al sindaco che si faccia carico di questo problema, con regole puntuali da far rispettare da parte di chi commenta sulle pagine facebook personali dei politici e su quella istituzionale del Comune”.

“Posso parlare per i canali istituzionali – ha rilevato l’assessore Marcello Comanducci – e per la pagina facebook del Comune di Arezzo, che siamo riusciti a farla crescere nei numeri che adesso sono veramente importanti. Con i numeri sono aumentati ovviamente anche i commenti. Occorre dunque arrivare a un disciplinare che regoli soprattutto le fattispecie in cui sia possibile cancellare o meno un commento. Perché questo è il punto più delicato ma sicuramente non possiamo rinunciare a rendere puliti i canali istituzionali”.

Matteo Bracciali ha chiesto chiarimenti sulla gestione della ciclo-pista di Sant’Andrea a Pigli. “Gli abitanti lamentano l’utilizzo della pista non più in linea con i propositi iniziali ma come una pista da kart. Una delle ultime domeniche si è svolta un’attività motoristica particolarmente rumorosa. Le richieste che faccio sono le seguenti: dopo le ultime segnalazioni è stata verificata la legittimità dell’uso della pista, quali determinazioni sono state prese in merito al contenimento dei rumori e la presenza di mezzi a motore è compatibili con l’impianto sportivo in questione?”

Luciano Ralli. “mio malgrado sono costretto a fare la solita interrogazione sulla sicurezza anche alla luce della nuova ondata di furti che si è scatenata in città. Quattro anni di amministrazione, l’ultimo con il supporto di un partito come la Lega al governo nazionale, non mi pare che abbiamo portato a un miglioramento della situazione. Se anche ci sono state delle politiche messe in campo, peraltro solo repressive, devo constatarne l’inefficacia. E anche tutta questa lente di ingrandimento su Saione non ha portato a trascurare altre zone, via Giotto, le frazioni, via Lazio, dove peraltro si registrano i recenti reati?”.

L’assessore Barbara Magi: “il sistema di videosorveglianza innanzitutto è stato portato a oltre 200 telecamere, collegate a un sistema in rete con le sale operative di questura e comando generale dei carabinieri. I punti luci sono aumentati ovunque in città e prosegue l’opera di riqualificazione dell’area del Pionta: mi pare che queste siano attività di prevenzione. Stiamo per firmare il protocollo con la prefettura Mille Occhi sulla Città, per una collaborazione anche con gli istituti di vigilanza privati. Per quanto riguarda la polizia locale abbiamo fatto grandi investimenti sia sulle risorse umane che materiali, dai mezzi alle divise, e siamo riusciti a raggiungere una quota di turn over del 100%. Senza considerare i sistemi incentivanti per gli agenti con specifici progetti. Anche questo credo di poterlo iscrivere in una filosofia preventiva. D’altronde, dopo Siena, Arezzo è la città più sicura della Toscana, ci sono quartieri tenuti sotto controllo quotidianamente in coordinamento con le altre forze di polizia. Non è che i reati scompaiono di colpo ma il nostro impegno nessuno può metterlo in discussione”.

Donato Caporali sugli attraversamenti ha rilevato come recentemente “siano stati realizzati interventi in città su alcune strisce pedonali, illuminate ora a led. La Provincia ha diramato linee guida che disciplinano la realizzazione di interventi simili nelle frazioni attraversate da strade provinciali. Ora si apre il problema delle competenze. Chi deve farlo, Comune o Provincia? La velocità delle auto in queste frazioni è notevole e strumenti dissuasori sarebbero importanti”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “il grosso volume di traffico e i veicoli pesanti possono provocare lo schiacciamenti dei led. Dobbiamo capire se è possibile se quelli installati in città possono essere ‘esportati’ anche nelle strade citate dall’interrogazione. La questione è allo studio”.

Alessandro Caneschi: “il Progetto wake-up di rigenerazione urbana, promosso dalla Regione Toscana, è stato fatto proprio dal Comune e fulcro dei progetti dell’amministrazione è la riconversione di alcuni fondi sfitti a Saione in locali affittabili per attività commerciali. I residenti chiedono da tempo progettualità strutturali e no spot. Avete un calendario per questi interventi?”

L’assessore Marcello Comanducci: “porterò in giunta una delibera per concedere vantaggi sul suolo pubblico e dare un primo input per rivitalizzare quella zona. E questo è un intervento a efficacia immediata. Poi ci sono progetti più a lungo termine che guardano con interesse alle prospettive aperte dalla nuova normativa regionale per arrivare ad agevolazioni sulle imposte comunali”.

Matteo Bracciali: “ricollegandomi alla mia precedente interrogazione, rilevo come le risposte date ai cittadini e a me personalmente dal centralino della polizia locale, per un intervento a Sant’Andrea a Pigli, sollevano domande sull’organizzazione del lavoro degli agenti che a una chiamata legittima per un intervento specifico hanno lamentato l’assenza di pattuglie disponibili”.

Donato Caporali: “tra i più grandi in Toscana e in Italia per dimensione territoriale, con 41 frazioni, il Comune di Arezzo è privo di strumenti di decentramento che facciano da filtro con i cittadini coinvolgendoli nelle decisioni. È in progetto la creazione di strumenti di partecipazione? L’alternativa potrebbe essere abbassare le imposte locali per chi abita nelle frazioni. Non ci sono dubbi che questi cittadini ottengano meno”.

Francesco Romizi: “ci sono pervenute tre lettere a firma di un noto architetto cittadino che manifestano perplessità sull’iter che ha portato all’individuazione della sede della polizia locale nell’immobile di via Filzi. Inoltre, si è scelto uno strumento finanziario, un leasing, che porterà 2,3 milioni di interessi a carico della collettività mentre il tradizionale mutuo avrebbe gravato la metà. E questo senza considerare la scelta a monte, di non procedere alla sistemazione di immobili già di proprietà dell’amministrazione comunale”.

Ancora Francesco Romizi: “nel 2018, il sindaco manifestò la volontà di fare causa alla famiglia dell’ex ministro Maria Elena Boschi. Le dichiarazioni non sembravano lasciare dubbi sulla reale volontà del primo cittadino. Nei giorni scorsi ci sono stati risvolti giudiziari, in primo grado, sulla vicenda Banca Etruria. Dunque, ci sono stati sviluppi per quella causa legale annunciata?”

“L’ufficio legale del Comune di Arezzo – ha replicato il sindaco Alessandro Ghinelli – non è giunto a un rapporto conclusivo. Deciderò ovviamente sulla base di quel rapporto. Proprio nelle mie dichiarazioni del 2018, infatti, annunciavo che la causa sarebbe stata subordinata alle conclusioni di tipo legale sull’argomento”.

Le delibere

Le modifiche al regolamento sul centro storico, la richiesta di autonomia funzionale dell’articolazione aretina dentro la Asl Toscana sud-est, la via romea germanica

Novità per quanto riguarda il regolamento per la tutela e il decoro del patrimonio culturale del centro storico: all’articolo 3, che disciplina le attività economiche e i settori merceologici non più consentiti all’interno delle mura cittadine, dagli articoli per l’imballaggio industriale al gas in bombole, dalla officine meccaniche di riparazione auto e moto ai money change/transfer, phone center e internet point, dai compro oro ai minimarket e alle sale giochi e centri scommesse, si aggiungono gli esercizi dedicati interamente al commercio dei prodotti derivati dalla cannabis legale, o cannabis light, come integratori, caramelle, cosmetici, semi, piante, integratori.

Per quanto riguarda i locali di somministrazione: tra i 20 e i 30 metri quadrati non è obbligatorio prevedere un bagno, tra i 30 e 60 metri quadrati occorre la presenza di un bagno per i clienti, oltre i 60 il bagno per la clientela deve essere accessibile ai disabili. Sono previste alcune deroghe per i locali vincolati dalla Soprintendenza.

Inoltre, i giardini Porcinai entrano all’interno della planimetria del centro protetto e nelle aree che prevedono il ritiro dei rifiuti con modalità porta a porta, è fatto obbligo di scolare adeguatamente i rifiuti da ogni liquido prima di riporli nel sacchi da esporre, per fare in modo che nulla possa fuoriuscire. Pena sanzione pecuniaria. Il nuovo regolamento ha ottenuto 19 voti favorevoli, un contrario e 5 astenuti.

Con la nascita dell’Asl Toscana sud-est, l’amministrazione comunale ha preso le distanze dal progetto regionale che riunisce zona aretina, Casentino e Valtiberina. “Alla luce del fatto – ha inteso ribadire l’assessore alle politiche sanitarie Lucia Tanti – che ogni articolazione territoriale ha bisogni e priorità diversi. I Comuni del Casentino e della Valtiberina sono prevalentemente montani e di piccole dimensione e basterebbe questo per sottolineare quanto differiscano le loro esigenze rispetto alla zona aretina che comprende Arezzo, Monte San Savino, Civitella della Chiana, Capolona, Subbiano e Castiglion Fibocchi. Recentemente il Consiglio Regionale ha concesso autonomia funzionale alle singole articolazioni territoriali in materia di programmazione e definizione degli indirizzi concernenti l’organizzazione e l’erogazione dei servizi sanitari. A una condizione: che il 75% degli enti locali territorialmente interessati, chiedano, tramite i rispettivi Consigli Comunali, tale autonomia. Mi auguro che i consigli comunali degli altri Comuni interessati seguano la nostra strada. Non corrisponde a quanto ci eravamo proposti ma è meglio di niente. Tuttavia, questa delibera è un atto di partenza, un piccolo passo in avanti, continueremo a lottare per un’autonomia reale e non meramente funzionale”. Marco Casucci e Luciano Ralli hanno annunciato il voto favorevole della Lega Nord e del Pd. La delibera è stata approvata con 26 voti unanimi favorevoli.

Il Comune di Arezzo, su proposta dell’assessore al turismo Marcello Comanducci, aderisce alla promozione e costituzione del prodotto turistico omogeneo denominato La via romea germanica, mediante un’ampia collaborazione a più livelli. Innanzitutto con i Comuni di Chiusi della Verna, Bibbiena, Chitignano, Subbiano, Capolona, Castiglion Fiorentino, Cortona, Marradi, con i quali viene stipulata apposita convenzione, ma anche con la Regione Toscana, il ministero dei Beni Culturali e tutti i soggetti pubblici e privati che manifesteranno interesse.

“La via romea germanica è un cammino di interesse nazionale – ha dichiarato Marcello Comanducci – e il documento strategico operativo del turismo toscano ne ha previsto lo sviluppo, sollecitando i Comuni coinvolti a un esercizio associato delle funzioni organizzative e di promozione. È dunque un’opportunità importante, che per Arezzo fa seguito a quella dei Cammini di Francesco, per lo sviluppo turistico del territorio non solo dal punto di vista prettamente artistico e culturale. Un pacchetto ben costruito, infatti, può suscitare interesse e rispondere a specifici ma sempre più ampi segmenti di domanda turistica, alla ricerca di esperienze qualificate, diverse dal tradizionale turismo di massa, che vanno dalla gastronomia all’ambiente. La dimensione quasi nazionale, per il numero e l’estensione delle regioni coinvolte, della via romea germanica, oltre la Toscana il Trentino Alto-Adige, il Veneto, l’Emilia-Romagna, l’Umbria e il Lazio, dà il giusto inquadramento alla portata del progetto e ai numeri turistici in grado di movimentare”.

Lo scioglimento dell’Istituzione Giostra del Saracino e la nuova magistratura della Giostra

Era nata nel 1995. Ed è dunque vissuta 23 anni. “Adesso i mutamenti intervenuti hanno diminuito sensibilmente – ha sottolineato il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini – la posizione di vantaggio che le istituzioni avevano in merito a snellezza amministrativa e rapidità decisionale. Anzi, l’attuale quadro ne circoscrive l’operatività e ne muta la natura. Per queste ragioni, uno strumento quale è stato l’Istituzione Giostra del Saracino vede superate le ragioni che ne avevano motivato la creazione. C’è il doppio ruolo dei rettori, ci sono associazioni che lavorano dentro la Giostra e che la qualificano e che non hanno finora avuto spazio o sono state coinvolte, c’è la necessità di fare della Giostra un veicolo speciale di promozione della città e questo è un compito proprio dell’amministrazione comunale. I compiti di organizzazione, promozione e sviluppo della rievocazione, dopo lo scioglimento dell’istituzione, che sarà operativo dal 28 febbraio, vengono dunque riassunti direttamente dagli uffici comunali, in particolare quello per le politiche turistiche e culturali”.

Come organismo di rappresentanza dei quartieri ecco la Consulta, composta dal rettore di ciascun quartiere e da un rappresentante nominato direttamente dal sindaco in veste di presidente. Quest’ultimo resta in carica tre anni e può essere confermato. Esprime pareri obbligatori vincolanti in ordine ai disciplinari relativi alla manifestazione: dalla scenografia al benessere del cavallo, dalla misurazione dei punteggi all’uso delle fotocellule. Esprime parere obbligatorio anche sulle modifiche al regolamento della Giostra e sullo svolgimento di eventuali edizioni straordinarie. Ha anche funzioni propositive in merito alla modifica dei suddetti disciplinari.

Nasce poi il Consiglio della Giostra, il comitato consultivo di nove membri che supporta le attività che concorrono alla realizzazione della scenografia, del corteggio storico e delle manifestazioni collaterali. Con un rappresentante per ogni associazione che fa parte del corteggio, Signa Arretii, Musici, Sbandieratori, un rappresentante di ciascun quartiere, due nominati dal Consiglio Comunale con una maggioranza qualifica di 2/3, novità prevista in virtù di un emendamento di Matteo Bracciali. Ha anche funzioni propositive in merito alla modifica del disciplinare sulla scenografia.

Positivi i commenti dei consiglieri comunali Roberto Bardelli, Paolo Bertini ed Egiziano Andreani, che hanno sottolineato la bontà del lavoro svolto dal vicesindaco che finalmente ha portato alla quadratura su una riforma che ha dato soddisfazione a tutti i quartieri, mentre Francesco Romizi “ha messo in risalto come l’ufficio comunale sia praticamente sguarnito. Di fatto c’è una sola persona che si occupa di Giostra, peraltro egregiamente. Vorremmo anche avere assicurazioni di carattere economico”. Meri Stella Cornacchini ha ricordato come in commissione si sia astenuta su questa pratica per mancanza di condivisione con alcuni consiglieri di maggioranza: “in futuro non si ripeta questo metodo”. Nella replica, Gianfrancesco Gamurrini ha ricordato come i consiglieri comunali abbiano avuto copia del regolamento a metà dicembre: “inoltre, sull’ufficio comunale posso dire che attualmente gode di quattro unità, non una. E nel piano delle assunzioni deliberato dalla Giunta c’è la previsione di altre due persone. Passeremo dunque da quattro a sei. Quando ci siamo insediati, infine, i quartieri prendevano contributi che questa Giunta ha raddoppiato. Così come dello stesso raddoppio di somme hanno beneficiato le associazioni”.

“Il percorso intrapreso – ha sottolineato Matteo Bracciali – ha tenuto fuori il Consiglio  Comunale, sia detto come dato di fatto e senza spirito polemico. Il percorso che porta alla deresponsabilizzazione dei rettori su alcuni aspetti è una scelta corretta. Così come sono d’accordo sulla portata del loro ruolo di interlocuzione. Abbiamo però una perplessità: il ruolo assegnato all’amministrazione comunale deve infatti essere supportato da risorse adeguate e su queste vigileremo. C’è poi la questione della partecipazione, cosa diversa dalla semplice informazione, e per questo abbiamo deciso di recuperare un ruolo del Consiglio Comunale. E per il futuro vogliamo che le competenze di indirizzo e organizzazione restino dentro al Comune di Arezzo, a differenza di quanto avvenuto per turismo e cultura con le Fondazioni”. “Una giornata da ricordare” per Giovanni Bonacci.

Lo scioglimento dell’Istituzione è stato votato all’unanimità con 27 voti favorevoli, gli stessi ottenuti dal regolamento.

Novità anche per la Magistratura della Giostra visto che quella in carica ha terminato il suo mandato a fine 2018. Intanto la sua composizione è stata portata a 10 membri grazie a un emendamento al regolamento sulla Giostra di Paolo Bertini. Ecco allora i nuovi magistrati: Marco Cecchi, primo magistrato, Angiolo Agnolucci, Luca Bizzarri, Gino Ciofini, Sauro Colizzi, Mauro Messeri, Laura Paffetti, Marco Salvadori, Andrea Sandroni, Roberto Tundo. Manterranno la carica nel triennio 2019/2021.