Cucine scolastiche: “Rimettiamo al centro la verità e i contenuti nella giornata mondiale contro lo spreco alimentare”.

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 Ecco gli strumenti che mettiamo a disposizione dell’amministrazione
Dopo l’incontro che si è interrotto ieri per un piccolo fraintendimento  che è stato strumentalizzato dall’amministrazione, il Comitato “Giùlemanidallemense” rilancia sui contenuti e tende una mano all’amministrazione con l’obiettivo di offrire un’altra possibilità di dialogo.
Vogliamo innanzitutto rimettere al centro la verità dei fatti, perché nessuno ha mai usato le parole scritte nel comunicato stampa dell’amministrazione. Quella non è la verità. Seppur spiegato male, con una frase esasperata pronunciata da una mamma che era presente all’incontro, che non rispecchia il convincimento del Comitato, il concetto sarebbe stato molto più chiaro se la giunta fosse stata presente al convegno di sabato scorso all’auditorium Pieraccini, se avesse ascoltato l’intervento dell’oncologa, ricercatore all’Università La Sapienza di Roma, Debora Rasio. Lo spiega bene proprio il post di oggi scritto da Foodinsider, l’osservatorio nazionale indipendente sulle mense scolastiche, presente al convegno con la responsabile Claudia Paltrinieri e l’avvocato Alessandra Bircolotti. 
Oggi nella giornata nazionale contro lo spreco alimentare Foodinsider scrive: “In mensa un terzo del cibo viene buttato. Si può evitare, basta seguire ed applicare le linee del Ministero della Salute che nessuno conosce, tra le quali si dice di ‘avvicinare il punto/centro cottura e quello di somministrazione per migliorare il gradimento delle stesse da parte del fruitore finale’ praticamente privilegiare le cucine interne o di quartiere che garantiscono il mantenimento delle proprietà nutrizionali degli alimenti e non il ‘cibo morto’ a cui ci stiamo abituando…. Questo dovrebbe far riflettere sull’importanza di mantenere le cucine interne alle scuole non solo per una questione di sostenibilità ambientale, ma anche di salute.”
Rimandiamo al mittente quindi le definizioni offensive di essere persone incivili, di essere avvelenatori di pozzi come dichiarato dall’amministrazione. Siamo semplici cittadini che  possono inciampare su qualche aspetto secondario, ma che tengono alla cosa pubblica, al futuro delle nuove generazioni, convinti che una scelta coraggiosa e lungimirante sia davvero possibile.
Nonostante la delusione e l’amarezza per i metodi con cui l’amministrazione ha condotto gli incontri con i rappresentanti mensa e con lo stesso Comitato, noi siamo comunque disponibili a riaprire il dialogo. Facciamo di più, siamo pronti a mettere a disposizione dell’amministrazione strumenti, conoscenze, esperti di fama nazionale sul settore delle mense scolastiche che hanno lavorato al fianco del Comitato in questo periodo. I criteri per delle cucine scolastiche di qualità e le tante buone pratiche che ci sono in Italia sarebbero sicuramente utili perché la scelta della politica non sia dettata solo dal risparmio, ma sia nell’interesse della qualità del cibo che arriva nei piatti dei bambini, un cibo che deve essere nutriente, sano, vivo.