Basta guerre intestine o la regione vende tutto al migliore offerente

0

Secondo l’assesore regionale Ciuoffo, quella di IEG e una proposta di prospettiva positiva. La Regione, socia della Fiera di Arezzo, non ha intenzione di tirar fuori un soldo di più per coprire le perdite.

Dichiara l’assessore al Corriere Fiorentino: «La Regione ha dato ai soci tutto il tempo per fare le opportune riflessioni: eravamo convinti della validità dell’accordo, adesso valutiamo come uscire dalla situazione che si è creata, ma è evidente che serve un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soci per configurare un quadro stabile di accordo e visione unitaria» spiega Stefano Ciuoffo, Pd, assessore regionale alle Attività produttive. 41 per cento dei soci che rappresenta il territorio deve guardare al polo fieristico come un soggetto nel quale crede, ma l’approccio è viziato da conflitti locali dai quali è necessario depurarsi, la soluzione non è chiedere le dimissioni al presidente di Arezzo Fiere Andrea Boldi, ma capire qual è lo scenario a lungo termine: quando e come sarà possibile raggiungere il pareggio di bilancio? Da qui ai prossimi dieci anni che si fa? Non dimentichiamoci che se perdiamo denaro pubblico la Corte dei Conti ci fa le pulci e dobbiamo rispettare la legge Madia che ci impone di dismettere le partecipazioni in perdita. Quindi c’è un’unica soluzione: vanno portati i conti in ordine».

I diverbi interni al CDA sono per la regione, solo polemica locale.

«Dobbiamo superare la situazione che si è creata con le dimissioni di tre consiglieri del comune e abbiamo chiesto al nostro ufficio legale quale sia la migliore strada da percorrere. Penso che la via maestra possa essere approvare rapidamente il bilancio 2,018 e procedere al rinnovo del Consiglio di amministrazione di Arezzo Fiere: per il periodo di transizione ci si potrebbe affidare ad un amministratore unico, una figura però che sia in grado di raccogliere la fiducia di tutti i soci. Il problema non è la forma, mala sostanza, ovvero un convincimento univoco dei soci sul futuro della Fiera».