Lettera aperta a Maria Elena Boschi

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Gentile onorevole,

mi permetto di rivolgerle un appello. Potrebbe evitare di utilizzare i social per post o commenti autolesionistici come quello della “vita in vacanza” rivolto a poveri e disoccupati? Io non faccio parte della schiera di suoi detrattori e denigratori, di coloro che indecorosamente l’hanno insultata dietro la vicenda di Banca Etruria. Da aretino mi metto a ridere, quando sento parlare di Banca Etruria come banca della famiglia Boschi o anche del PD. Chi conosce almeno un poco la nostra provincia sa benissimo che i cosiddetti poteri forti locali più che nelle sezioni di partito si annidano nelle logge!

Ma il fatto di essere stata anche ingiustamente insultata non la legittima ad uscite autolesionistiche, politicamente autolesionistiche, non solo per lei personalmente, ma per chiunque volesse sentirsi un po’ di sinistra.

Vede, cara MEB, i poveri sono una realtà. Accanto a tanti finti poveri (poveri solo per il fisco) ci sono tanti poveri veri. Proprio in questi giorni vengono pubblicati dati sulla finanza mondiale che ci ricordano che una ventina di super-milionari posseggono più ricchezza di metà della popolazione mondiale presa insieme.

E in Italia, ammesso anche che nessuno di questi venti ci abiti, la situazione non è certo migliore Anche qui da noi si è verificato un concentramento di risorse in poche mani sempre più ricche ed un impoverimento quasi generalizzato della classe media, ormai tutta ridotta, si sarebbe detto una volta, a proletariato (mi scusi questa parolaccia demodé e politicamente scorretta)

Una forza minimamente di sinistra, o semplicemente progressista,o anche solo cattolico democratica, può voltarsi da un’altra parte? Può guadare con disprezzo aristocratico un tentativo di dare risposta a questa situazione socialmente drammatica?

D’altra parte lo stesso PD lo aveva capito quando aveva avviato il REI. Per non parlare dei famosi 80 euro (che a me non sono piaciuti) elargiti a classi di reddito mediobasse, anche se non povere. I poveri assoluti hanno meno diritti di classi che non possono certo largheggiare, ma nemmeno sono povere nel senso tecnico della parola?

Ora possiamo (e dobbiamo) contestare il reddito di cittadinanza così come lo sta definendo il governo gialloverde, o più precisamente i grillini (Salvini, come è evidente, lascia stare sperando nel suo fallimento). Ma ritengo ingiusto ridurre il principio di una garanzia di sopravvivenza per tutti i cittadini, in particolare dei più deboli, come incitamento ai fannulloni.

La contraddizione dei 5 stelle è quella di volere il reddito di cittadinanza (che poi non è tale) ed in contemporanea approvare flat tax e condoni fiscali.

Le due cose non possono stare insieme.

Una sinistra progressista seria deve dire con chiarezza alcune poche e precise cose:

1- No alla flat rax. Le tasse devono essere pagate progressivamente secondo il reddito, come dice la costituzione

2-Questo serve a garantire una redistribuzione del reddito attraverso più forme. Mi limito ad alcuni esempi: a- la garanzia di una scuola e di una università pubblica efficiente; b. una sanità pubblica efficiente e gratuita (come era impostata nel SSN originario). Questi servizi, garantiti a tutti e gratuitamente, valgono più di un reddito di cittadinanza. I 780 euro previsti (che poi non sono così) rischiano di non bastare per i ticket sanitari e le tasse scolastiche o universitarie

3- Una norma di sostegno ai veri bisognosi, prima di tutto quelli che non possono rientrare nel ciclo produttivo (disabili, invalidi ,anziani ecc-) è indispensabile

4- Forti investimenti per rilanciare la produzione e aumentare i posti di lavoro

Ai 5 stelle ed al governo gialloverde va contestato il disimpegno contro l’evasione fiscale (aggravato dai condoni), come la mancanza di investimenti. Ma non si può fare loro opposizione su posizioni berlusconiane, con visione neoliberista, di quel neoliberismo con cui la cosiddetta sinistra ha flirtati per troppi anni.

Quello che ritengo inaccettabile e masochista è fare una battaglia ideologica contro il reddito di cittadinanza, delegittimando così uno dei punti fondativi dell’essere una forza progressista e di sinistra.

Lei mi dirà che parlare di sinistra e destra non ha più senso. So che questa è la vulgata che va per la maggiore. Ma chiedetelo a Salvini! Possibile che non vi rendiate conto che il partito più identitario, più ideologico, più di destra è quello oggi più popolare? Vogliamo smettere di deideologizzarci, che poi significa essere senz’anima, senza idee trainati e qualificanti? Non volete chiamarla sinistra? Chiamatela giamburrasca o ciuschino, purché ci siano idee e proposte riconoscibili e chiare volte a creare più giustizia sociale, più uguaglianza (già, l’uguaglianza…non era uno dei cardini della sinistra?).

Con questa storia che destra e sinistra non esistono più, non vorrei che il giorno della memoria diventi il giorno della rimozione della storia.

Mi scusi la presunzione di voler dare, io povero pensionato di paese, indicazioni a voi esperti di politica.

Ma quel post sulla “vita in vacanza” (e spero che lei e il PD non aderisca a quell’idea di un referendum contro il reddito di cittadinanza) proprio non l’ho digerito. Ha fatto ribollire la mia coscienza di persona da sempre impegnata a sinistra, che viene dal mondo contadino, che ha conosciuto la povertà e sa che cosa significhi essere poveri , tanto più in un mondo ormai educato e orientato al consumismo ed alla selezione della “razza”, o dei migliori (che spesso rischiano di essere due espressioni dal significato equipollente) .

La saluto, le auguro buon lavoro in attesa che il buon senso torni a circolare anche dalle nostre parti

Giorgio Renzi

Bibbiena 22-1-2019